Mar 19, 2012

Posted by in Blog, pasta e semola, Ricette | 31 Comments

Gnocchi di semolino basic


Non li avevo mai fatti prima d’ora in versione vegana. Complice un pacchettino di semola portato con me tanto per, ecco i miei primi gnocchi di semolino cruelty free!
Mi piacevano parecchio in versione vegetariana ed a mio gusto, venivano sempre perfetti!
Avevo imparato a farli quando lavoravo come educatrice presso una Comunità di accoglienza per bambini in difficoltà ed oggi, ogni passaggio del procedimento che mi sono apprestata a rifare per realizzarli, mi ha riportato indietro nel tempo, quanti ricordi…
Rivedo i loro visi intensi, rivivo le notti insonni a rassicurarli, ricordo le loro storie di vita sfortunate, le lacrime, i regressi, i  sorrisi di gioia, gli abbracci intorno al collo, le loro mamme fragili in visita. Sono passati quasi dieci anni, i più grandi non avevano neanche l’età di mia figlia e ora incrociandoli ovviamente non li riconoscerei, men che meno loro  me.  Ho continuato per molti anni, anche dopo aver cambiato mestiere, ad informarmi sulle loro sorti….Spero comunque che la vita sia stata successivamente con loro molto più generosa…
Quanto  piacevano i miei gnocchi e quando ero di turno nell’orario dei pasti i più grandicelli me li chiedevano sempre.
Li preparavo mentre loro riposavano, così poi avevo il tempo di seguirli con calma e giocare con loro tutto il pomeriggio. All’ora di cena bastava scaldarli, gratinarli ed erano pronti!
Ora li rifarei loro di cuore, per rivederli ancora una volta scalpitare intorno al tavolino, ma con la nuova ricetta vegan 😉

Ingredienti per gli gnocchi:    
250g di farina di semolino
1 litro di latte di soia
2 cucchiai di lievito alimentare
1 pizzico di noce moscata
1 pizzico di curcuma
1 pizzico di sale

Ingredienti per il condimento:
2 cucchiai di panna di soia
1 cucchiaio di succo di limone
1 cucchiaio di olio evo
q.b. di erba cipollina
q.b. di noce moscata

Procedimento:
In un’ampia pentola, portate a bollore il latte, versate la curcuma, il sale a piacere, la noce moscata e  la semola a pioggia. Mescolate con cura e cuocere per 10 minuti o secondo i tempi riportati sulla confezione di farina. A cottura ultimata  aggiungete il lievito alimentare così che le sue proprietà non si disperdano e mescolare fino a scioglierlo.
Bagnate leggermente la leccarda del forno, stendeteci l’impasto livellando con una  spatola o direttamente con le mani bagnate e lasciate raffreddare.
Nel frattempo preparate il condimento mescolando panna, olio succo di limone ed insaporendo con abbondante erba cipollina tritata e noce moscata.
Riprendete la teglia e, con l’aiuto di un bicchiere dai bordi inumiditi, ricavate gli gnocchi così che il composto non si attacchi.

Ungete uno stampo da crostata, disponete gli gnocchi a raggiera leggermente sovrapposti e cospargeteli con il condimento aiutandovi con il dorso di un cucchiaio. Ovviamente si potrebbe aggiungere qualche fiocco di margarina per rendere più saporita  e scioglievole la salsa, ma a noi è piaciuta così, decidete voi quanto calcare di grassi e calorie…


Infornate a 200° per 10 minuti più qualche altro minuto con funzione grill fino a doratura preferita.

“Buon appetito ragazzi” – dicevo alla truppa che si avventava vorace sulla teglia ancora rovente. Per il tempo di un pasto erano bambini come tutti gli altri!!
Non preparavo loro solo un pasto, ma mostravo un’idea di quotidianità e di vita normale e non sospesa. Lo avrei capito meglio una volta diventata madre.
Portati sulla mia tavola, osservavo la nostra famiglia radunata e Linda che li gustava sorridente e serena. “Buonissimi mamma,  li hai fatti davvero speciali” –  mi sono venuti i brividi ed un groppo in gola…

  1. In quest’ultimo periodo sto pensando spesso ai miei gnocchi alla “Romana” li facevo spesso, sono anni ormai che non li prepararo, il tuo post mi ha stimolato, li devo rifare è arrivato il momento di provare la versione gluten-free.
    I tuoi sono perfetti!!!! bravissima 🙂

    • Grazie, buoni e come hai letto anche evocativi…altre versioni per il prossimo inverno! Certo, anche gluten free! Ci sono un sacco di cereali che si prestano a diventare “polentine”…

  2. Elisabetta says:

    Cara Marta, il tuo racconto mi rimanda alle pagine di un romanzo, così ricco di profondità e di scene autentiche. Certe esperienze mostrano davvero quanto non si debba sottovalutare e dare per scontata la fortuna di poter crescere in modo sereno all’interno di una famiglia solida. Per i bambini del centro di accoglienza di cui parli poter vivere momenti di calore familiare come poter gustare insieme un piatto così rassicurante e riscaldante dev’essere stato davvero un assaggio di genuina felicità. Chissà quante emozioni, quanti brividi percorrono la loro schiena quando, oggi che sono cresciuti, sentono il profumo di questo piatto! Queste sono davvero ricchezze, ed è bellissimo sapere di aver contribuito a regalare loro un ricordo ed un’emozione così calda e genuina! Sei molto sensibile, dovrebbero esserci più persone come te in comunità di questo tipo, invece spesso ho constatato per lavoro o ho avuto notizia da altri che purtroppo chi opera all’interno di esse lo prende semplicemente come un lavoro come tanti e non mette in gioco anche il cuore… E che tu sia una persona sensibile non mi stupisce affatto! E’ evidente da ogni cosa che racconti e dalle scelte che hai fatto.
    A proposito, ho ordinato il libro di Valdo Vaccaro! non vedo l’ora di leggerlo. Poi ti dirò le mie impressioni e probabilmente ti tempesterò di domande per un confronto… don’t be scared, please!
    Quanto alla ricetta degli gnocchi…che dire… bellissima e davvero “di casa”, proprio le pietanze che apprezzo di più. Brava!
    Un bacio.Eli

    • Grazie Eli, sei sempre molto cara! Non è facile lavorare in una comunità soprattutto per piccoli, subentra la stanchezza, la frustrazione di non poter fare di più ed a volte, anche per proteggersi, ci si irrigidisce un pò, ma i loro sorrisi non si dimenticheranno mai!
      Non vedo l’ora che inizi a leggere il libro così da confrontarci un pò 😉 ma già il post che gli ho dedicato è pieno di stimoli, anche nei commenti. A presto 🙂

  3. dockarin says:

    quando un piatto è carico di piacevoli ricordi acquista un sapore speciale e originale..ecco perchè una ricetta seppur con i medesimi ingredienti non verrà mai uguale..c’è un quid di personalità che deriva da chi la prepara..un ingrediente che è unico come ognuno di noi. tua figlia,come tutti i bambini, ha intuito questo quid e te lo ha fatto candidamente notare: hanno loro un sesto senso che purtroppo tende a oscursarsi col tempo.
    Sono sicura che i tuoi “bambini” vedranno ogni volta il tuo viso dolce quando qualcuno presenterà loro un piatto caldo di gnocchi.
    Grazie di averci fatto ancora una volta entrare nell’intimità del tuo cuore! Buona settimana! e un abbraccio sincero…ciao happy cuoca!!!

  4. Hai espresso chiaramente i tuoi sentimenti, tanto che quando ho letto il commento della dolcissima linda, i brividi son venuti anche a me.
    Io non ho mai mangiato questo tipo di gnocchi.
    Dovrei proprio provarli, ma non mi decido mai!
    I tuoi sono veramente invitanti.

  5. sono proprio bellissimi, credo che al massimo lascerei la crema un po’ più liquida.
    bravissima 🙂

  6. Cesca*QB says:

    aaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhh che belli!!! adoro gli gnocchi di somolino!! La salsina di panna e limone mi intriga molto…
    I tuoi gnocchi avranno regalato dei sorrisi a quei bimbi…

  7. SamWhity says:

    Anche questi finiscono dritti dritti nell’elenco di ricette da provare quanto prima!!!
    Mi piace l’accostamento con l’erba cipollina che regala sempre una nota fresca e aromatica. Bravissima!!!

  8. Raffy77 says:

    Sei dolcissima cara Marta 🙂
    Gli gnocchi sono uno spettacolo!Gnam! 😉

  9. che bel racconto Marta, è venuto un groppo in gola anche a me, a leggerlo.
    Proverò a farli, è da tanto che ce li ho in lista e con la tua ricetta così ben spiegata non ho più scuse.
    Un abbraccio

    • Grazie Herbi, anche a me era venuta una strana voglia dopo tanto tempo e l’ho assecondata 😉 Anche tu hai la lista delle ricetta da fare: la mia cresce ogni giorno sulla scrivania … 🙁

  10. me li ricordo , è ora di rifarli in versione vegan ^_^

    • Sì, mi era venuta una voglia… ora li posso rifare quando voglio e con tutte le salsine che ci varranno in mente. Quanto piacciono a Linda, sai lei con tutto quello che è gnoccoso 😉 Ma in madria patria ormai, perchè il semolino l’ho finito 🙁

  11. Io non li avevo mai preparati in versione onnivora, li preparai la prima volta in versione vegan 🙂 Perfetti! Non mi ricordo come li condii, però con la panna di soia sono molto goduriosi, soprattutto per la crosticina che si forma 😀

  12. Dimenticavo, sono sicura che i bambini apprezzerebbero ancora qualcosa preparato con le due stupende mani! Felici insieme a te di ricondividere del tempo insieme 😀

  13. Li ho fatti anche io qualche tempo fa, e adesso m’hai ricordato che ho da finire la confezione di semolino. So che la forma classica è il cerchio, ma ho faticato a recuperare gli avanzi … così la prossima volta li faccio quadrati! 😉
    Bella la tua storia, è delicata come il tuo animo 🙂

  14. lallabel says:

    Bellissimo e molto dolce quello che hai scritto 🙂
    la tua piccola è molto fortunata ad avere una mamma come te!
    Proverò anche i tuoi gnocchi alla romana in versione alternativa..ma il gusto del limone si sente?
    a mio marito non piace tantissimo il suo sapore..grazie come sempre1!!

  15. Vai tranquilla, il maritino non avrà brutte sorprese 😉
    Il limone serve solo a rendere la panna meno stucchevole e dal gusto più fresco esaltato anche dall’eba cipollina. grazie: ma lo sai che mia figlia comincia a dirmelo… 🙂

  16. “Linda che li gustava sorridente e serena. “Buonissimi mamma, li hai fatti davvero speciali” – mi sono venuti i brividi ed un groppo in gola…”

    Penso che tutta la ” BONTA’ ” racchiusa in questo piatto sia spiegata in queste ultime parole …
    Firmato.
    Mamma commossa.

    • Abbiamo un grande privilegio ed un’enorme responsabilità: quello di guidare i nostri figli verso una vita ricca ma consapevole e tanti insegnamenti passano inconsapevolmente anche da un piatto!! Grazie Monica!

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