“International Newton Kindergarten”


Inizia la nuova avventura scolastica.
È arrivata una mail che annuncia una riunione per i nuovi ingressi: sarà Sabato 12 febbraio.
C’è in allegato anche tutto il materiale che dovremo portare il primo giorno di scuola e che servirà per l’anno scolastico: due cambi completi per le emergenze, un paio di scarpe per le attività interne, un asciugamano, spazzolino e dentifricio, un piumino ed un copripiumino. Sì perché qui è previsto il riposino dopo il pranzo. Di  bavaglini e grembiuli invece, nessuna traccia.
Andiamo tutti e tre all’incontro. Cerchiamo di arrivare un attimo prima per visitare la scuola: è un grande edificio disposto  su tre piani: ci sono giardinetti, spazi aperti ed attrezzati dentro e fuori la struttura che ospita sia la scuola cinese che quella internazionale bilingue a cui andrà Linda, Accoglie in tutto 450 alunni ed è la scuola materna più grande in città!
Poche sono le famiglie presenti e questo ci consente di confrontarci meglio e chiarire tutte le informazioni in sospeso con il personale di riferimento. Con un filmato, che intrattiene anche i bimbi presenti, ovviamente in inglese, vengono illustrati gli spazi, i programmi, gli obiettivi, le attività previste per questo secondo semestre del 2011. Linda segue ma è confusa. Il responsabile della scuola poi, ci presenta le due maestre, una per l’inglese, Brittney, giovane e solare ragazza americana, insegnante in quella scuola da tre anni e  che mastica anche un po’ di italiano ed una altra per il cinese, minuta ma peperina, che si chiama Fei Fei.
La scuola è attiva dalle 8.30 alle 15.30 più eventuali attività extra curriculari che verranno successivamente proposte. Alle 9.15 è prevista la colazione, alle 11.30 il pranzo, alle 12.30 il riposino, alle 14 lo snack.
Ci trasferiamo nella classe di Linda, aula n° 211: ampio spazio, pareti colorate, mobilio essenziale, materiale in ordine. Ci spiegano che sarà inserita in un buon gruppo classe molto socievole ed accogliente, composto da 17 bambini di cui 9 femmine, misti per provenienza: circa la metà figli di cinesi, altri di coppie miste (madre cinese e padre europeo per lo più) e stranieri “puri” come noi. Ultima arrivata, prima di Linda, è una bimba francese che si chiama Melinda! Spiegano, anticipandoci, di non preoccuparci  per l’adattamento e per la lingua: che la comunicazione, specialmente per i bambini va oltre le parole, che faranno mille attività che ne favoriscono il rapido apprendimento, che in due mesi saprà comprendere tutto ed in tre comunicare e spiegarsi sia in inglese che in cinese! Se lo dite voi!
Forse avrà detto anche qualcos’altro di interessante, ma non l’ho capito…è che a scuola di inglese ci dovrei andare pure io!
Le insegnanti tentano ogni tanto degli approcci affettuosi verso Linda, ma lei non si fa toccare e si nasconde dietro di me.
Veniamo poi all’altro aspetto che più della lingua ci preoccupava: i pasti a scuola.
Avevamo voluto conoscere in anticipo il menù settimanale, chiedendo specifiche sugli ingredienti ed i condimenti utilizzati, per cercare di capire come sarebbe stata alimentata, ma la realtà superava la fantasia: un menù ruotante su quattro settimane, in cui è onnipresente, se si esclude riso e rare verdure al vapore, carne, latticini, fritti  anche più volte nello stesso giorno ed il tutto insaporito con puro glutammato monosodico ( a buon intenditor poche parole).
Iniziando a parlare con Brittney delle nostre forti perplessità in merito alla mensa proposta ed alle possibili soluzioni, scopriamo con estrema felicità,  che l’insegnante è vegana e condivide pienamente le nostre resistenze e si dichiara disponibile fin da subito a darci una mano anche in questo. Lei ormai conosce  i cibi offerti dalla mensa e valuterà con attenzione cosa è possibile proporle.
Con grande sollievo e molta più serenità affrontiamo nel dettaglio la questione cibo e concordiamo, che  manderemo da casa i pasti necessari (colazione, pranzo e snack pomeridiano) per poi  vedere successivamente possibili loro integrazioni con quel poco di sano e naturale che viene offerto.
Anche la maestra si porta da tre anni il pranzo da casa, vorrà dire qualcosa?!
Ci danno il notebook in cui annotare messaggi e considerazioni da e per le insegnanti ed un grande zainetto tutto blu con scritta multicolore “Newton” con una targhetta con su scritto “Linda”.
Molto più rilassati ce ne torniamo a casa in attesa del fatidico primo giorno. Che idea si sarà fatta di tutto questo la piccola? Come starà, come si troverà, come comunicherà, riuscirà ad integrarsi…? Questi ed altri interrogativi sul genere invadono ora la testa di noi genitori coscienti e consapevoli di star proponendo alla propria figlia un’esperienza straordinaria ma da monitorare attentamente.
Purtroppo ci dicono anche che ancora per Linda non si è liberato il posto sul pulmino e che bisognerà attendere cambiamenti e partenze, così, per un po’ di tempo dovremo occuparcene noi. Gianluca dovrebbe riuscire ad accompagnarla il mattino ed io la andrei a riprendere in taxi.
Ma sì, forse e meglio, avrà più tempo per metabolizzare i cambiamenti un po’ alla volta!
Appena tornati ha casa Linda mi chiede: “ma come faccio a dire che mi scappa la pipì! Il problema ce l’ha già chiaro anche lei!…

Lunedì 14 febbraio
Il primo giorno di scuola

Per tutti i bimbi inizia il secondo semestre, per lei è tutto nuovo. La accompagniamo entrambi in taxi. È serena ma anche emozionata. La sera prima di addormentarsi aveva fatto tante domande sulla scuola, i bimbi, le maestre. Avevamo preparato il pranzo e lo zaino insieme e tutto l’occorrente ed era elettrizzata. Il mattino poi si è svegliata da sola prestissimo…
All’ingresso troviamo una signora sorridente in divisa scolastica armata di guanti e torcia. “E questa che vorrà” – ho subito pensato, e pure Linda credo. Deve controllare le  mani e la gola di ogni bimbo prima di farli entrare. Per le mani lei non ha battuto ciglio, ha sfilato i guanti e gliele ha mostrate (e chissà cosa pensano di trovarci!) ma per la gola non ne ha voluto sapere ed ha detto:“me la guarda  già la mia mamma!!”. La donna ci ha sorriso e fatti passare.
Veniamo indirizzati nella palestra per un saluto ed un benvenuto collettivo. Ovviamente una bolgia. Poi piano si sono formati i gruppi classe intorno alle rispettive insegnanti ed ausiliarie con un girotondo e canzoncina di rito.
Linda all’inizio se ne stava a guardare gli altri cantare e saltare, braccia conserte e muso lungo…

…ma dopo pochi minuti si è buttata! A ritmo di musica, scopiazzando gesti sconosciuti ha partecipato anche lei.

In file ordinate poi ogni gruppo è andato nella sua classe e quì i saluti con i genitori.
Che groppo allo stomaco avevo! Pensare di lasciarla lì, con degli estranei, simpatici, cordiali e professionali, ma sempre estranei,  vederla curiosa ma frastornata mi ha fatto scendere quattro lacrime silenziose…poi un grande abbraccio ed il bacio augurale di una buona giornata.
Sono andata a riprenderla il prima possibile (l’uscita è prevista tra le 15.30 e le 16.30) per garantirle un  approccio soft  e curiosa per come fosse trascorsa la mattinata. Quando mi ha visto…non voleva andare via!
Brittney si è trattenuta a parlare con me illustrandomi come era andata la giornata: Linda era stata tranquilla,  ha chiesto di me una volta senza lamenti, aveva disegnato, fatto tutte le attività proposte e mangiato tutto il suo pranzo. Che sollievo!

Lunedì 28 febbraio
Dopo 15 giorni…

Sono passati 15 giorni dall’inizio della scuola ed ovviamente tutte le nostre attenzioni e preoccupazioni erano per questo periodo di forte impatto  emozionale.
Dopo il primo giorno di entusiasmo i due successivi sono stati  i più duri: continuava a rifiutarsi di far vedere la gola a quella curiosa sconosciuta, il distacco con me il mattino non era sempre pacifico e mi dovevo trattenere un po’ per disegnare con lei. Non riusciva a fare il pisolino con gli altri e così, il resto del pomeriggio trascorsoa casa era sfinita e nervosa, passando da un gioco all’altro in modo sconclusionato addormentandosi poi sul divano a ridosso della cena.
L’insegnante ci tranquillizza dicendo che la prima settimana, per tutti i nuovi ingressi, è sempre quella più dura e che le sarebbero state molto vicino per accoglierla  ed integrarla.
Sul finire della settimana infatti, le cose andavano già  meglio: la gola oltre che  a me ormai la faceva vedere anche alla signora all’ingresso, riusciva a fare il pisolino seppur proposto alle 12.30, correva incontro alla maestra di inglese abbracciandola (quella cinese invece le è ancora indifferente…), partecipava volentieri alle attività proposte, tornava a casa raccontando di giochi con compagni di classe tanto che sabato mattina voleva andare a scuola e non capiva perché  in quel giorno non ci fosse!

Se il mattino inizia ad ingranare bene, il pomeriggio è ancora stanchissima: la devo tenere in braccio anche quei pochi minuti che aspettiamo il taxi per il ritorno, poi reclama la seconda merenda e spesso si addormenta in salone, cena e poi dorme tutta la notte.
Cerchiamo di esserle il più vicino possibile assecondandola nei momenti “no”, ma penso che solo il passare del tempo spiani ogni dosso. Credo comunque che siamo sulla buona strada. Anche lei devo dire, ce la sta mettendo tutta: ha capito benissimo che non è una condizione “a breve” e fa del suo meglio  per adattarsi e divertirsi.
Ovviamente ha nostalgia della scuola italiana  che frequentava tanto volentieri: nomina spesso la maestra Laura e Patrizia e gli amici del cuore, ma si sta aprendo con gioia e serenità anche a questa nuova situazione scolastica.
Le hanno dato dei libricini in inglese ed ogni sera lei ne vuole leggere almeno tre: curiosa di sapere cosa significa questa o quell’altra parola.

Sta imparando canzoncine che canticchia quando è a casa, racconta di episodi e disavventure capitate a Peter e di giochi con la bambole con Laya, fa tanti disegni con principesse e personaggi sorridenti e di noi due che facciamo la spesa, cuciniamo ed andiamo al parco. Mangia sempre quello che le mando un po’ perché è preparato amorevolmente dalla mie manine, un po’ perché contiene cose gradite, ma anche perché non è per niente attratta da quello che la mensa prepara per tutti gli altri bambini. Questa novità del pranzo personalizzato probabilmente la fa sentire “diversa” ma non nel senso di esclusa, ma di privilegiata! Anzi,  sono gli altri bimbi che  incuriositi, chiedono di assaggiare i suoi biscotti fatti con le formine dell’Ikea!
In questi giorni dorme un po’ di più a scuola così a casa  è più tranquilla e riposata  e riesce anche  a giocare  un po’ da sola o con me, con le sue cose preferite. Posso dire che ogni giorno va meglio e noi ci sentiamo più sereni.
Dalla scuola buone notizie! Si è liberato un posto sul pulmino. Finalmente anche lei potrà andare e venire da scuola con gli atri bambini. Questa cosa la rende molto felice: è un’altra novità che si aggiunge alle altre e la fa sentire particolarmente grande ed autonoma.

Buona giornata tesoro mio!!

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