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Tortino di miglio e salsa maiomatcha

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Vogliamo dire qualcosa su questa mia luuuuunga assenza? ma anche no dai!!
Altre priorità in questi ultimi 6 mesi e inoltre poco dormire, molto cucinare e tantissimo amare… ma ogni giorno  il mio pensiero è andato a questo mio piccolo angolo di riflessione e condivisione lasciato  impolverare ed a tutti voi che nonostante la latitanza giustificata, sento  sempre vicino…
Ma ora mi fermo quì che la piccola ha già aperto un occhio ed ho i secondi contati! 😉

Condivido con voi questo tortino rustico  reso un po’ più  chic da una salsina davvero speciale; poi vi dirò perchè…

Ingredienti per il tortino:

2 tazze di cavolfiore cotto a vapore
2 tazze di miglio cotto in brodo vegetale
2 cucchiai di lievito alimentare
2 cucchiai di amido di mais
2 cucchiai di olio evo
1 cucchiaio di salsa di soia
1 mazzo di prezzemolo tritato
1 cucchiaino di curry
q.b. di sale, pepe
q.b. farina di mais tostata

Ingredienti per la salsa:

4 cucchiai di maionese autoprodotta
1/2 cucchiaino di tè verde matcha in polvere.

 

Procedimento:

In un’ampia ciotola mettere i cavoli  già cotti e schiacciateli per bene con la forchetta, aggiungete poi il miglio, il lievito alimentare, l’amido, l’olio, la salsa di soia, il curry ed il prezzemolo tritato, sale e pepe. Amalgamate il tutto fino ad ottenere un composto sodo ma morbido.
Oleate una teglia rotonda,  travasarvi il composto pressandolo sullo stampo e livellandolo con cura. Spolverate la superficie con della farina di mais tostata, spennellate con dell’olio ed infornate a 180° per 20 minuti circa; ultimi 5 minuti funzione grill per ottenere una dorata e croccante crosticina.
Nel frattempo dedicatevi alla salsa: preparate la maionese come da vostra ricetta preferita mantenendola piuttosto fluida (io  frullo latte di soia freddo con del succo di limone, senape integrale, curcuma sale ed infine olio di girasole a filo), poi aggiungete la polvere di tè matcha fino ad arrivare alla gradazione di verde preferita…tende  all’amarognolo: ben si lega quindi con miglio e curry ma non esagerate! 😉

Sfornate il tortino, fatelo intiepidire per agevolarne il taglio, porzionatelo nei piatti ed aggiungete la salsa, magari dopo un breve riposo in frigo.
Regalatevi per cena uno o più spicchi di questa semplice bontà 🙂

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Il tè matcha è un tipo di tè verde con prodigiose proprietà antiossidanti, disintossicanti e antinfiammatorie: è ricco di vitamine, sali minerali, clorofilla e carotene, protettivo quindi per stomaco, pelle, ossa, denti, sistema immunitario e cardiocircolatorio. Conosciuto un po’ per caso visto che non sono mai stata una consumatrice di tè ed infusi, raccogliendo la sfida lanciata da una amica di utilizzare tè & company in vegan ricette… questo primo esperimento e’ andato alla grande ma sto avendo tante altre, sorprendenti soddisfazioni, sia dolci che salate!!

Stay tuned allora!! Mi ritroverete a cucinare con il tè e tutte le sue aromatiche  sfumature il 31 gennaio presso la Scuola di Tè a Jesi !!  A breve tutti i dettagli 😉

Riso porpora… da SuperChef!

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Ebbene si’, c’ero anche io!!!!
Ho partecipato alla fine di gennaio a “SuperChef”, evento organizzato da VeganLab, alla ricerca di nuovi e motivati collaboratori 100% vegan per ampliare il loro staff e portare i corsi di cucina naturale e e cruelty free in tutta Italia.
Ma andiamo per ordine che vi racconto tutto, aiutata da qualche link…
Gli ultimi giorni dell’anno parte la “campagna acquisti” e, invitata dagli organizzatori non so resistere, cosi’ spedisco domanda e curriculum – vediamo che succede…
In pochi giorni mi dicono, pervengono decine e decine di domande: sara’ quindi necessaria una selezione delle richieste perché all’Evento SuperChef a Marina di Carrara non ci sarà spazio per tutti gli interessati…
Aspetto e spero per qualche giorno poi la mail: “Cara Marta, sei stata selezionata! Scegli una ricetta, porta gli ingredienti con te ed eseguila di fronte ad una giuria di esperti in venti minuti! Wow, oddiooooo!!!!!!!!
Ci ho pensato un po’ su poi mi sono decisa: eccomi il  28 gennaio, nel secondo giorno di casting, mentre realizzo la mia ricetta…emoziooooooneeee!!!!!

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Piatto finito! Ci ho messo un po’ di più perdendomi tra racconti della Cina e del mio percorso verso la cucina vegan ma alla fine sono riuscita a servire alla giuria, calde calde, le mie crocchette di miglio in salsa di yogurt di soia 😉
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La ricetta é la stessa che ho proposto sul blog qualche tempo fa, eccola QUI, solo che l’ho stagionalizzata sostituendo l’estiva zucchina con una testa di broccolo ed ingolosita servendola con una salsa fredda  fatta con yogurt, succo di limone, lievito alimentare, olio, paprika e cipolla rossa tritata! Vi piace?
A loro sembrava di siiii!
Finito il casting abbiamo fatto una chiacchierata e ci sono state illustrate le possibilità che questa occasione apriva…

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Dopo due giorni di ricette vegan, proposte da una ventina di “chef” osservate all’opera  ne sarebbe stato scelto  un piccolo gruppo da formare per poi iniziare a collaborare per la realizzazione di corsi ed eventi, ognuno nella propria Regione di residenza…
Ci si saluta quindi con tante aspettative, nella speranza di essere riuscite a trasmettere e dimostrare l’amore, la passione ed un pizzico di abilità per questo tipo di cucina nonchè la voglia di trasmetterla agli altri e di essere al più presto contattate per il prossimo, entusiasmante step…
Una foto ricordo, (non si sa mai…) con i mitici Sauro e Renata di Veganblog, dal quale é nato VeganLab grazie alla passione  ed al lavoro di Laura Meccheri e del suo staff e me ne torno a casa felice, entusiasta della giornata e di nuovo in attesa!!!!

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Se volete curiosare ancora un po’, QUI trovate il link alla prima giornata di casting e QUI della seconda, con tanto di video, dove c’ero anche io! QUA invece l’articolo sull’evento definito “vera cucina e simpatia!”, pubblicato sulla Gazzetta di Viareggio, a cura del critico gastronomico in giuria che mi nomina… Sono piccole, grandi soddisfazioni! :mrgreen:

Altre ore quindi di trepidante attesa e poi il “verdetto”: il 23 febbraio é organizzata una giornata formativa per i primi selezionati, per gli altri ci saranno altre e nuove occasioni… una mail con 7 nomi, 7 ammessi….e ci sono anche io!!!!!!!!!!
E che giorno é oggi che scrivo questo post? Il 23 febbraio mi risponderete. E allora che cacchio ci fai a casa  davanti al PC invece di essere con le mani in pasta!?
Che dirvi cari amici senza intristire anche voi: in queste ore dovevo essere in quel di Camaiore ad imparare e divertirmi con un’allegra compagnia, mentre a causa della neve, tanta neve che separa me dal resto del gruppo, sono a casa insonne a riflettere e scrivere di  una delle più belle esperienze che avrei potuto vivere e godere…
Mi rassicurano dicendo che la mia assenza non pregiudicherà la possibilità di proseguire nella collaborazione; tranquillizzante  ma magra consolazione; oggi avrei voluto tanto essere con VOI!!!! 🙁
Sveglia alle 3 del mattino per capire se ci fossero margini di movimento, ma fuori é ancora neve, idem presso le città che avrei dovuto toccare lungo il tragitto…non me la sento di rischiare… Pianto di rabbia liberatorio ed il sonno ormai svanito…che fare?
Mi ricompongo e riparto di slancio: devo fare comunque pratica per non restare indietro e cosi anche per me sarà una giornata all cooking :mrgreen:
Ore 5 del mattino: impasto mezzo chilo di farina e via, orecchiette per scaricare lo stress!
La giornata poi continua per tutti; occhio ogni minuto all’orologio pensando a cosa staranno preparando insieme in questo momento: il clima sereno, le risate, le tante cose interessanti da memorizzare; mi sembra di sentirle…
Io invece devo preparare il pranzo, come ogni sabato fra tanti e, in onore all’allegra brigata in quel di Camaiore, mi viene in mente una ricetta realizzata il giorno del casting da una collega di fornelli, Anita, che veniva per l’occasione addirittura da Messina!! La preparazione non sono riuscita a seguirla ma l’ho assaggiata 😉
Semplice e veloce, colorata ed accattivante, tutti gli ingredienti protagonisti  in frigo, qualche personalizzazione e via di risotto porpora!

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Ingredienti:

250 g di riso integrale
1 cipolla rossa
4-5 fette di barbabietola già cotta
4-5 foglie di radicchio trevigiano
1 manciata di noci sgusciate
q.b. di olio, sale e pepe

Procedimento:
Dopo aver sciacquato e tenuto a bagno la notte, o almeno qualche ora il riso integrale, tostatelo  in un tegame a fondo alto con poco olio, coprite con il doppio del peso di acqua o brodo e portatelo quasi a cottura. Con il lungo ammollo ci vorrà metà tempo e gran parte dell’antipatico amido (digestivamente parlando, si intende!) se ne andrà 😉
Nel frattempo preparate il condimento. Tagliate sottilmente e cuocere in pari parti di acqua e olio evo la cipolla rossa, ma a tegame coperto per non soffriggere. Appena intenerisce e dora aggiungete il radicchio a listarelle e fate stufare a fiamma viva qualche minuto.
A parte ridurre a crema fluida con un frullatore le fettine di barbabietola e mezza manciata di noci, regolate di sapidità, aggiungete poco olio evo ed unite al radicchio stufato.
Unite la salsa al riso quasi pronto e terminate la cottura, basteranno altri 5 minuti.
Regolate di sale, aggiungete una grattugiata di pepe al momento ed impiattate, cospargendo il resto delle noci finemente tritate e qualche strisciolina di radicchio a crudo.

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Un aspetto davvero invitante ed un gusto alla ricerca del giusto bilanciamento dolce – amaro; assolutamente da provare!!! Io di certo lo rifaro’, mi e’ piaciuto tantissimo 😉

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Grazie Anita per il pranzo di oggi e grazie a tutto lo staff di VeganLab per l’occasione che mi avete dato e che spero ci sarà ancora l’occasione di rinnovare…a presto e mi raccomando, aspetto video e dispense della giornata!!!! 🙂

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Orzo estivo con fagiolini, olive & co.


Complice l’ultimo pacchetto d’orzo nella dispensa cinese ed il caldo tropicale  che impazza (non vi lamentate del vostro, quì è pure umido: avete presente canottiera ed ombrello in mano?! 🙁 ) ho approfittato per preparare un piatto fresco e stagionale, recuperare qualche avanzo della sera, cominciando anche a dare fondo alle riserve tipiche degli espatriati di sott’olii & co.
Pensavamo che senza non ce l’avremo fatta e ci siamo portati dietro chili e chili di cibo made in Italy, invece eccomi qui a dover aprire diversi barattoli giacenti per non riportarli in patria 😉
Partiti onnivori, torniamo vegan-crudisti, da pastasciuttari quotidiani ai cereali in rotazione settimanale, da sott’olii e sott’aceti a verdure saltate e al vapore, da sale e pepe a olio e limone: quante  piccole e grandi rivoluzioni ci ha aiutato a realizzare la nostra Cina!

Ingredienti per quattro persone: 
250g di orzo
1 cup do mais arrostito
1 cup di fagiolini al vapore
1 manciata di olive nere
1 cucchiaiata da salsa di olive nere
7-8 asparagi selvatici sott’olio
3-4 pomodori sott’olio
q.b. di sale
q.b. di foglie di basilico
q.b. di pistacchi tritati
q.b. di olio evo

Procedimento:
Lessare l’orzo come da istruzioni mantenendolo al dente. Passatelo sotto l’acqua per raffreddarlo e fermarne la cottura.
Io abitualmente lo sciacquo e lo tengo prima a bagno, così la cottura sarà più breve e richiederà meno acqua, ma va bene anche il metodo ad assorbimento facendolo bollire nel doppio dell’acqua per 10 minuti e poi dimenticandoselo per l’intera giornata, a sera sarà cotto. Scegliete voi!
Mescolatelo a tutte le verdure precedentemente cotte e tagliate, regolate di sale, condite con buon olio evo e servite.

Visto che sono ancora in tempo, con questa ricetta partecipo anche io a Salutiamoci!

L’ho scoperto grazie ad altri cari foodblogger: è una raccolta di ricette sane e gustose che questo mese, promosso da Galline 2ndlife,  vede l’orzo al centro di ogni piatto!
Se posso allora mi unisco anche io alla promozione di una tavola salutare, leggera, invitante e, personalmente aggiungerei, cruelty free!

Funghi saraceni


Quando riesco sbircio ancora tra le ricette di Veganblog e da quando ha iniziato a pubblicare le sue pietanze anche una mia quasi-compaesana vegana conosciuta nella rete, non posso non seguirla con passione in attesa di un incontro.
Mi ha anche promesso che come regalo di bentornata in Italia mi darà in adozione la sua pasta madre!! Così comincerà anche una nuova avventura  panificatoria…
Mi piacciono un sacco  le sue ricette semplici, gustose ed adatte anche al suo cucciolo come alla mia.
Quello che vi propongo oggi è un suo piatto riadattato secondo frigo e dispenza ma mi è così piaciuto che non potevo non mostrarlo anche a voi.
Grazie ValeVico, a presto!! 😉

Ingredienti:
8  grossi funghi champignon
100 g di grano saraceno
200 g di verdure miste fra carota, sedano e onion flower
1 grosso porro
1/2 bicchiere di latte di riso autoprodotto
1 cucchiaino di curcuma
q.b. di brodo autoprodotto
q.b. di erba cipollina
q.b. di sale integrale
q.b. di olio evo

Procedimento:
Per prima cosa preparate il latte vegetale, frullando una manciata di riso con mezzo bicchiere di acqua e lasciate riposare.
Tritate ora carota, sedano, onion flower e fateli scottare qualche minuto in un padellino con un goccio di acqua ed olio.
Tostate il grano saraceno (preferibilmente già ammollato per qualche ora), copritelo con pari peso di brodo caldo (io aggiungo come sempre un cucchiaio del mio dado casalingo all’acqua calda), portate a bollore e spegnete il gas. Deve restare al dente perché continuerà a cuocere al forno.
Spellate ora i funghi senza lavarli, pulirli con uno spazzolino e della carta da cucina inumidita, tagliate i gambi e  teneteli da parte.
Tritate i porri ed uniteli in una terrina ai gambi tritati dei funghi.
Mescolate il grano saraceno alle verdurine al dente, la curcuma, abbondante erba cipollina tritata, olio, sale: sarà la farcitura per  i vostri funghi. Ve lo dico subito: ve ne avanzerà un pò ma non disperate! E’ buonissimo anche il giorno dopo appena scaldato in padella e se vi sarà avanzato un funghetto ripieno, tritatecelo dentro! Cotto in questo modo rimane sodo ed al dente ma avrà assorbito al meglio tutti i sapori.

Oliare una teglia da forno, cospargere il fondo con i porri ed il trito di funghi  e disporvi i cappelli riempiti con un cucchiaione del composto.

Irrorate il fondo col latte di riso filtrato, tenendone da parte un po’ da aggiungere a metà cottura per rinnovare il sughetto che sarà diventato saporito e cremoso…
Fate un bel giro d’olio e infornare a 180° per 30 minuti.
I funghi cinesi non sono purtroppo il massimo ma il piatto nel complesso era favoloso e dai profumi invitantissimi: lo rifarò di sicuro ma con la migliore materia prima italiana.
Intanto, se vorrete, provateci voi e fatemi sapere  se mi varrà la pena aspettare! 😉

Minestra di fave e avena


Dopo la crema di fave con chips di loto che mi aveva fatto scoprire il sapore delle fave cinesi, volevo dare un’altra chance a questo legume fresco, prima che il suo tempo finisse, per svoltare verso ortaggi decisamente estivi.
Mi aggiravo davanti al bancone del mercato puntando con fare dubbioso il legume agognato, mentre la verduraia con sorriso serafico mi rassicurava dicendo “tien”, che significa “dolci”, puntando il dito nella direzione del mio sguardo, ed io replicavo con un “potien” che  significa invece “per niente dolci” l’ultima volta che le ho prese!
Però è troppo simpatica e convincente che anche stravolta sono tornate a casa con me insieme ad un’altra quintalata di roba.
Assaggiato poi il risultato devo dire di aver fatto bene: centrando l’abbinamento è venuto un piatto a mio gusto  perfetto 😉 Ora ditemi voi…

Ingredienti:
500g di fava sbucciata
150g di avena in chicchi
1 cipolla
2 carote
2-3 cucchiai di passata di pomodoro
1 bel ciuffo di basilico
2 litri circa di acqua o brodo vegetale
1 cucchiaio di miso
q.b. di pepe
q.b. di olio evo

Procedimento:
In un ampio tegame mettete la cipolla tritata, le carote tagliate a rondelle e poi a quarti e fate scaldare con un goccio d’acqua e poco olio. Aggiungete poi l’avena lavata e scolata dall’ammollo (meglio se di una notte), le fave sgranate, il pomodoro e coprite con l’acqua.
Pepate  e cuocete  per circa un’ora e pentola coperta.
A fine cottura aggiungete il miso o se preferite il sale, e servite tiepida con un giro di olio e abbondati foglie di basilico spezzettato con le mani.

L’avena ha reso la minestra molto cremosa e gustosa, mitigando con la sua nota dolce, il retrogusto sempre un po’ amaretto della fava cinese che ormai, a fine stagione, è grossa come una medaglia, ma ancora molto piacevole!
Provatela con l’ultima fava italiana, non vi deluderà 😉

Venere in giallo


Ultime zucche cinesi in casa suzhuoese 🙁
Sfruttando le ampie longitudini climatiche di questo paese che ci ospita, soprattutto per me e mia figlia, pazze per questo ortaggio,  sono le ultime occasioni per gustasarle. Ma quante ne abbiamo mangiate!!!
Cominciamo infatti a salutare a dovere i tanti meravigliosi ortaggi portati dal freddo che ci hanno coccolato per tutto questo secondo inverno cinese, che non ritroveremo uguali in Italia e già mi prende un po’ il magone.
Allora passo subito alla ricetta e così smetto di pensarci….
In questo piatto c’è una tripletta di ingredienti che si è rivelata eccezionale: porri, zucca e riso nero, aromatizzati dal timo fresco, recuperato con un colpo di fortuna in un supermarket fuori mano.
Assaporati insieme, cucchiaio dopo cucchiaio ci hanno inebriato con il loro gusto,  profumi, colori e consistenze uniche per una combinazione davvero leggera ma perfetta!

Ingredienti:
300g di riso nero
600g di zucca gialla
3 porri
1 spicchio di aglio
1 cm di zenzero fresco
1 cucchiaio di aceto di mele
1 cucchiaio di foglie di timo fresco
q.b .di miso
q.b. di olio evo, sale e pepe

Procedimento:
Mondate la zucca, riducetela a pezzi ed in un tegame, unitela  alle parti verdi dei porri ridotte a rondelle.
Coprite con acqua e cuocete dopo il bollore non più di 10 minuti.
Insaporite a fuoco spento con un cucchiaio circa di miso, frullate e tenete da parte.
Tritate finemente l’aglio e lo zenzero, affettate sottilmente la parte bianca rimasta dei porri e stufate il tutto in padella con poco olio ed acqua.
Quando i liquidi si saranno asciugati, sfumate con l’aceto, e continuate a cuocere a fiamma dolce per 5-6 minuti fino a doratura. A fine cottura regolate di sale, spolverate con pepe appena macinato ed aromatizzate con il timo fresco tritato.
Cuocere il riso come da istruzioni. Io lo  lascio prima un po’ in ammollo in modo che perda l’eccesso di amido e poi lo metto nel cuociriso cinese con il doppio del suo peso di acqua. Ne esce un riso aromatico e ben sgranato.
Ora assemblate i piatti: riempite una cup con il riso pressandolo delicatamente ancora caldo, rovesciatelo al centro del piatto, versate la crema di zucca tutta intorno, adagiate sopra il venere due cucchiai di porri stufati e completate con un giro di olio evo.

Gustare al cucchiaio prelevando il tris di ingredienti che in bocca si fondono a meraviglia in una sinfonia unica di gusto!!!!!
Dai che alcune zucche tardive si trovano anche da voi!…
…o qualche bel pezzone nel freezer?! 😉

Timballo di miglio, cappuccio e curry


Per questa ricetta colorata, ricca e gustosa ho preso nuovamente spunto da “Cucina Naturale”.
Con gli ultimi cavoli cappucci in circolazione non potevo non provarla, troppo invitante!
Ci piace il curry e pure l’aglio, ma a Linda in dosi modeste, ma se voi siete degli amanti di questi due aromi vi suggerisco di raddoppiarne le dosi che vi propongo per goderne al meglio!

Ingredienti:
250 g di miglio
200 g di cavolo cappuccio verde
1 manciata di nocciole
2 teste di aglio fresco
2 carote
2 patate
1 cipolla bianca
2 cucchiai di fecola di patate
2 cucchiaini di curry
2 cucchiai di maggiorana
q.b. di olio evo
q.b. di sale

Procedimento:
Scaldate un cucchiaio d’olio in un tegame, aggiungete il miglio ben lavato e scolato e tostatelo per 2-3 minuti. Versate quindi una quantità d’acqua calda pari al doppio del volume del miglio, salate, portate a bollore e fate cuocere a fuoco basso non oltre i 10 minuti. Deve rimanere al dente perché continuerà la cottura in forno con l’umidità delle verdure.
Affettate a striscioline sottili il cavolo cappuccio, la cipolla e 1 testa di aglio fresco, riducete invece   a nastri le carote e  le patate con il pelapatate, ma se non volete l’effetto “tagliatella”, tagliatele poi a metà.
In uno wok fatele saltare a fuoco vivo  insieme a qualche cucchiaio d’olio, ed aggiungete un cucchiaino di curry. Proseguite la cottura per non più di 10 minuti: anche gli ortaggi devono rimanere molto croccanti; salate, mescolate ancora e togliete dal fuoco.

Unite il miglio alla padella con le verdure, aggiungete la maggiorana, due cucchiai di fecola e amalgamate bene i vari ingredienti, salate se serve e poi sistemate il tutto in una teglia unta d’olio.
Tritate finemente la testa d’aglio rimasta,  le nocciole e riunitele insieme all’aglio in una scodellina col resto del curry e 1-2 cucchiai d’olio. Emulsionate con una forchetta e spargete il composto sul miglio.

Infornate a 200 °C per 10-15 minuti e gratinate per altri 2 minuti, ma prestando attenzione perchè l’aglio potrebbe tendere a dorare troppo. Fate riposare il timballo per qualche minuto, poi porzionate  e servite!

Risotto primavera

…e la mantecatura perfetta!

Questo risotto non è certamente niente di innovativo: buon riso integrale, verdure fresche e colorate come solo questa splendida stagione ci sa regalare, ma ciò che lo rende speciale è la sua morbidezza  e cremosità data dalla mantecatura.
Alle prime vaganizzazioni dei risotti utilizzavo un  cucchiaio di panna vegetale o poca margarina; per carità, sempre buono e gustoso ma non particolarmente sano, e così avevo imparato a non mettere più nulla in loro sostituzione se non poco olio. Il risultato era comunque gradevole, il riso integrale è già cremoso di suo, però non era lo stesso…
Ma ora posso dire di aver trovato l’ingrediente per il “risotto perfetto”: senza disturbare le mucche ed appesantire troppo il nostro sistema digestivo, aggiungo il burro di anacardi ed ecco  la mia vegan mantecatura!
Lo avevo appena autoprodotto e questo risotto è stato il suo primo impiego: spettacolare!!
Un piatto dunque semplice e leggero ma davvero eccezionale con cui stupire gli ospiti che, alla ricerca dell’ingrediente segreto non svelato, continueranno a riempire e svuotare i piatti 😉

Ingredienti:
250g di riso integrale
1 carota
1 cipolla
½  porro
2 manciate di piselli
1 manciata di fagiolini
4-5 steli di onion flower
3 cucchiai di olio evo
500ml circa di brodo vegetale
q.b. di sale
2 cucchiai di burro di anacardi

Procedimento:    
Pulite e tagliate a dadini le verdure (esclusi ovviamente i piselli 😉 ), rosolatele in un’ampia pentola con poco olio ed acqua per qualche minuto poi unite il riso integrale (preferibilmente dopo qualche oretta di ammollo) e lasciatelo insaporire con il condimento.
Appena diventa traslucido cominciate a bagnarlo con il brodo (io uso il mio dado casalingo) e portatelo a cottura a fuoco dolce aggiungendo altro liquido e regolate di sapidità.
Appena pronto procedete con la mantecatura fuori dal fuoco con il burro di anacardi e servite!
Se volete, fate come me: per facilitare gli assaggiatori ho messo un cucchiaino di burro di anacardi anche sulla sommità del piatto; il palato ringrazierà di certo ma non cambierà molto nella caccia all’ingrediente misterioso; difficile che lo riconoscano  se non ne hanno particolare familiarità…

Cos’altro dirvi, spero di essere riuscita a farvi venire voglia di provarlo 😉
Di sicuro, con questo post, sono riuscita a far tornare a me il desiderio di rifarlo!

Zuppa di farro e borlotti


Stimolata da “Cucina Naturale” ho voluto provare una nuova zuppa di legumi con gli ultimi pacchi di borlotti e di farro italiani in dispensa 🙁
Non avendo intenzione di fare nuove scorte di prodotti nazional popolari per questi ultimi mesi di soggiorno, volendomi godere tante materie prime cinesi che poi forse difficilmente ritroverò, cariche della loro intensità di gusto e di ricordi, questi due preziosi pacchettini meritavano quindi un’uscita di scena col botto!!
Questa ricetta ha reso loro molto onore 😉

Ingredienti:
250g di borlotti secchi
200g di farro
2 spicchi di aglio
1 cipolla dorata
1 porro
2 coste di sedano
1 rametto di rosmarino
1 mazzetto di erba cipollina
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
1 foglia di alloro
3 cucchiai di olio evo
q.b. sale integrale

Procedimento:
Sciacquate e poi tenete in ammollo i borlotti per almeno una notte.
Il giorno seguente sciacquate e tenete un po’ in ammollo anche il farro.
Nel frattempo mettete a cuocere i legumi con l’alloro per un’oretta coperti di acqua.
Tritate l’aglio, la cipolla, il porro, il sedano, l’erba cipollina, il rosmarino e poi, in una casseruola, rosolate le verdure sminuzzate un minuto in poco olio ed acqua.
Versatevi ed insaporite nel trito il farro, aggiungete pari peso circa dell’acqua di cottura dei borlotti e portate a cottura.
I tempi dipenderanno dal tipo di farro utilizzato; seguite le indicazioni riportate sulla confezione. Il perlato o decorticato ci mette circa mezz’ora, il farro integrale almeno il doppio.
A ¾ di cottura del farro, aggiungete i borlotti, il pomodoro ed il sale necessario. Lasciate finire di cuocere, regolate di densità con altra acqua di cottura dei borlotti se necessario ed insaporire per altri 10-15 minuti.
Un giro di olio a crudo, qualche fogliolina di rosmarino tritata e buon appetito!!
Peccato solo che le foto scattate di sera purtroppo non rappresentano al meglio i colori di questa zuppa e non rendono giustizia a questa semplice bontà  😉

Tortino saraceno con azuki


Questa preparazione  ricicla avanzi ci è piaciuta un sacco: un po’ di saraceno cotto, una manciata di azuki in pentola ed ecco l’idea!
Per essere un piatto di recupero era buonissimo e si presentava anche molto bene; spesso il riuso da vita a nuovi e sorprendenti sapori 😉 e quella sera, invece di pentole e padelle per nuovi ed instancabili esperimenti culinari, ho preso in mano un bel libro senza rimorsi…

Ingredienti:
1 tazza di fagioli azuki cotti
2 tazze di grano saraceno cotto
1 carota grattugiata fine
1 mazzetto di erba cipollina tritata
3 cucchiai di fecola di patate
1 cucchiaio di semi di sesamo tostati
½ cucchiaino di semi di cumino tostati
q.b. farina di mais
q.b. di olio evo
q.b. di salsa tamari

Procedimento:
Gli azuki mi erano avanzati da questa preparazione: un pò ne ho surgelati per fare una focaccia (quanto mi piacciono i legumi nel pane!) e gli altri arricchiscono questo tortino! Nulla si butta e se si ha esagerato con le dosi, un pò di fantasia, un frigo ben fornito e tutto torna a nuova vita!
In un’ampia ciotola  miscelate tutti gli ingredienti insieme con cura e regolate di sapidità con olio e tamari. Otterrete un composto come questo:

Ungete degli stampini e cospargeteli con farina di mais ed altri semi di sesamo, comprimendo per bene il composto nella sua forma.

Irrorateli con altra farina, semini, poco olio ed infornateli  a 180° per 20 minuti.

Appena intiepidiscono  sformateli  e servite. Nulla vieta di ripassarli un attimo sotto il grill del forno per farli gratinare capovolti.
Semplici ma gustosi: ci ho messo un attimo a farli ed altrettanto a finirli 😉

Ogni tanto qualche piatto più veloce ci vuole; adoro stare ai fornelli, mi rilassa, mi scarica e mi stimola,  ma mi piace anche la mia vita da lao wai che mi aspetta appena fuori dalla mia cucina…