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Crema di cavolfiore con olio aromatizzato

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Rubato per un attimo il piatto all’ultimo invitato alla cena della vigilia per uno scatto furtivo ( …e si vede…), condivido con voi questa semplice  ma gustosa ricetta che appaga il palato ed accarezza anche gli stomaci piu’ sensibili, come lo e’ il mio da ormai troppo tempo…
Ma ovviamente non serve essere in stato interessante per goderne a tavola: una proposta veloce, appagante e che ben si presenta; una calda coccola stagionale da condividere con chi vorrete!

Ingredienti:

1 cavolfiore
4 patate gialle
1 porro
1 lt circa di brodo
q.b. di sale

Per l’olio aromatizzato:
1 manciata di prezzemolo fresco
2-3 foglie di salvia fresca
50 ml di olio evo
1 cucchiaio di succo di limone
q.b. di pepe nero

Per decorare:
semi di papavero

Procedimento:
In un ampio tegame dal fondo pesante mettere le cime del cavolo, le patate a pezzi ed il porro a rondelle. Coprite a filo con il brodo, aggiungere un pizzico di sale e portate a cottura senza stracuocere i vegetali. Con un frullatore ad immersione riducete il tutto ad una crema morbida e vellutata aggiungendo o togliendo brodo all’occorrenza e tenetela da parte.
Preparate l’olio al prezzemolo e salvia frullando gli aromi con l’olio, il succo di limone ed un pizzico di pepe.
Servite la crema completando ogni piatto con un filo di olio aromatizzato e decorate con una spolverata di semini di papavero.

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Minestra di asparagi e piselli


Anche se quì è estate da un bel pò prima che da voi, non rinunciamo ai piatti di zuppa e minestre.
Ottimi piatti unici, di rapida esecuzione, si prestano anche ad essere preparati in anticipo, così da avere tutto il tempo per intiepidirsi 🙂
Questa che vi propongo poi, ha tra gli ingredienti la patate ed i piselli ai quali i miei amati commensali non sanno mai dire di no! Non si può sempre osare e sperimentare, ogni tanto bisogna anche andare sul sicuro…

Ingredienti:
500 g di asparagi
500 g di piselli
3 patate novelle
2 porri
1 cucchiaio di dado casalingo
1 mazzetto di basilico
2 cucchiai di miso
q.b. di lievito alimentare
q.b. olio evo
q.b. di sale

Procedimento:
Tagliate gli asparagi a tronchetti di 1 centimetro scarso, lasciando intere le punte. Sgranate i piselli, sbucciate le patate e tagliatele a dadini di un centimetro di lato. Affettate i porri  a mezze rondelle.
Fate insaporire in una pentola, per 2-3 minuti  a fuoco medio, cipollotti, asparagi, piselli e patate con quattro cucchiai di olio e altrettanti di acqua così da non farli soffriggere. Coprite con un litro circa di brodo bollente e cuocete finché le verdure non saranno cotte. Aggiungete il miso stemperato regolando se serve ancora di sapidità. Mescolate e lasciate cuocere versando altro brodo, se necessario, tenendo però presente che la minestra dovrà risultare densa.
Lasciate intiepidire qualche minuto prima di servire, completando ogni piatto con un’abbondante spolverata di lievito alimentare (da quel qiud in più ma potete anche fare senza se non l’avete), il basilico spezzettato con le mani ed un giro di olio a crudo.
Semplice ma gustosa, un’altra proposta apprezzata per uno stagionale pasto gluten free 😉

Minestra di fave e avena


Dopo la crema di fave con chips di loto che mi aveva fatto scoprire il sapore delle fave cinesi, volevo dare un’altra chance a questo legume fresco, prima che il suo tempo finisse, per svoltare verso ortaggi decisamente estivi.
Mi aggiravo davanti al bancone del mercato puntando con fare dubbioso il legume agognato, mentre la verduraia con sorriso serafico mi rassicurava dicendo “tien”, che significa “dolci”, puntando il dito nella direzione del mio sguardo, ed io replicavo con un “potien” che  significa invece “per niente dolci” l’ultima volta che le ho prese!
Però è troppo simpatica e convincente che anche stravolta sono tornate a casa con me insieme ad un’altra quintalata di roba.
Assaggiato poi il risultato devo dire di aver fatto bene: centrando l’abbinamento è venuto un piatto a mio gusto  perfetto 😉 Ora ditemi voi…

Ingredienti:
500g di fava sbucciata
150g di avena in chicchi
1 cipolla
2 carote
2-3 cucchiai di passata di pomodoro
1 bel ciuffo di basilico
2 litri circa di acqua o brodo vegetale
1 cucchiaio di miso
q.b. di pepe
q.b. di olio evo

Procedimento:
In un ampio tegame mettete la cipolla tritata, le carote tagliate a rondelle e poi a quarti e fate scaldare con un goccio d’acqua e poco olio. Aggiungete poi l’avena lavata e scolata dall’ammollo (meglio se di una notte), le fave sgranate, il pomodoro e coprite con l’acqua.
Pepate  e cuocete  per circa un’ora e pentola coperta.
A fine cottura aggiungete il miso o se preferite il sale, e servite tiepida con un giro di olio e abbondati foglie di basilico spezzettato con le mani.

L’avena ha reso la minestra molto cremosa e gustosa, mitigando con la sua nota dolce, il retrogusto sempre un po’ amaretto della fava cinese che ormai, a fine stagione, è grossa come una medaglia, ma ancora molto piacevole!
Provatela con l’ultima fava italiana, non vi deluderà 😉

Crema di fave con chips di loto


“Anche in Cina ci sono le fave!!” Ho esclamato appena le ho viste in bella mostra al mercato. Più corte, più tozze, con gli acini più grossi e duretti, ma pur sempre fave!
Presa dall’entusiasmo le ho acquistate subito per cena pensando durante il tragitto di ritorno a come farle.
Le assaggio crude prima di prepararle e mi accorgo che sono piuttosto… amare!
Nulla a che vedere con la dolcezza di quelle italiane appena raccolte che si trovano in  questo periodo!!
Non ci sarebbe nessun problema per i miei gusti estremamente adattabili, ma il resto della ciurma non le avrebbe mai mangiate così al naturale e dunque, pure questa volta, tocca faticare…
Private del tegumento esterno ed anche della pellicina che riveste ogni acino che  conferisce quella nota troppo amara, con un’ora di lavoro e di pazienza ricavo mezzo chilo di fava sbucciata che preparo così:

Ingredienti:
500g di fava sbucciata
1 porro
2 cm di radice di zenzero fresco
1 radice di loto
1 cucchiaino di dado auto prodotto
q.b. di olio evo
q.b. di tamari o sale integrale

Procedimento:
In questa ricetta, come avete capito scorrendo la lista, ho anche utilizzato un ingrediente asiatico tipico, la radice di loto che qui si trova ovunque in abbondanza.
E’ un alimento molto potente utilizzato nella macrobiotica curativa e nella medicina tradizionale cinese per aiutare il sistema respiratorio, liberandolo da muco e catarro.
E’ una radice di una varietà di ninfea dalla buccia marroncina e l’interno color avorio con della cavità longitudinali e dal gusto delicato.
Eccola come si presenta intera…

..e in sezione: non è bellissima!

In un ampio tegame ho versato le fave sbucciate, il porro a rondelle, lo zenzero ed ho aggiunto le due estremità della radice di loto sbucciata e tagliata a piccoli dadini. Ho coperto con acqua, unito il dado, portato a bollore e lasciato cuocere per 15 minuti.
Nel frattempo ho preparato le patatine di loto: ho tagliato il resto della radice a fettine sittili, allineate su una teglia coperta da carta da forno, spennellato ogni fettina con olio evo ed insaporito con una grattata di sale integrale.
Le ho fatte dorare sotto il grill del forno alla massima temperatura e rigirate dall’altro lato per cuocerle uniformemente ed in pochi minuti sono pronte le chips cinesi, croccanti e leggere!!
Frullare le fave cotte fino a ridurle a crema, tenendo una parte del composto integro per dare al piatto più consistenze e per la presentazione, insaporire con tamari a piacere e servire il tutto con un bel giro di olio a crudo e qualche patatina di loto infilata nella passatina.
La crema di fave così presentata è piaciuta molto, la dolcezza del porro e la freschezza dello zenzero  ha bilanciato la leggera nota amara delle fave che persisteva anche dopo la cottura, ma ancora di più le chips di loto che sono andate a ruba.
Sembravano proprio delle eleganti patate fritte  ma certamente più sane e delicate 😉
Non vedo l’ora di poterla rifare in Italia con della fave veramente buone, ma troverò la radice di loto?
L’avete vista in giro?!
Nelle grandi città so che si trovano, ma al mio paesello? Ditemi di sìììììì!!!!

Crema di patazucca al finto pepe


Creme e vellutate piacciono molto a mia figlia e non solo e così, almeno una volta a settimana si va di verdure e minipeemer per vedere il suo piatto svuotarsi in un batter d’occhio.
La volevo stupire però, e stimolare la sua curiosità (come se ne avesse ulteriormente bisogno!) mettendo sulla superficie del piatto delle microsfere nero-blu…
I semi di papavero, come tutti i semi oleosi,  sono una ricca fonte di grassi benefici e proteine. Sono inoltre una preziosa riserva di manganese per  combattere l’azione dannosa dei radicali liberi, di calcio, quale valido aiuto per la salute di denti e ossa, soprattutto per le donne in menopausa,  di acido linoleico (Omega 6) e vitamina E, contribuiscono a tenere sotto controllo il livello di zuccheri nel sangue e riducono la concentrazione di colesterolo nell’organismo.
Hanno anche un blando effetto sedativo e calmante per il sistema nervoso e per questo sono utilizzati come rimedio naturale contro ansia e stress.
“Mamma, che c’hai messo il pepe!?!?”- protesta rumorosamente.
“Ti pare tesoro!” – la rassicuro furbetta – “Prova e dimmi se ti piacciono?!”
Di rispondere alla mia richiesta ovviamente si è scordata ma la crema nel frattempo se l’ha finita!!

Ingredienti:
2 grosse patate
250g circa di zucca
1 porro
1 cm di radice di zenzero fresca
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di dado casalingo
1 cucchiaio di miso
q.b. olio evo
q.b. di semi di papavero

Procedimento:
Quando preparo le patate, in qualunque modo decida di cucinarle, dopo averle sbucciate e tagliate della dimensione che mi servono, le tengo in ammollo qualche ora per far eliminare loro più amido possibile che complica e rallenta le digestioni, ma se non avete tempo, procedete come segue.
Tritate l’aglio e lo zenzero a piacere, tagliate a pezzettoni le patate, la zucca, il porro ed unite il tutto in un tegame senza soffriggere né condire. Coprite le verdure con acqua e fate cuocere per circa 20 minuti aggiungendo alla fine  il dado.
A cottura ultimata ed a fuoco spento insaporite con miso o sale e frullate con il minipeemer fino ad ottenere una crema corposa.

Servite calda con  un giro d’olio ed una spolverata di semi di papavero, il nostro nuovo pepe nero-blu!

Minestrone ortomare


Avevo voglia di minestrone ed il mio frigo, pieno di verdure dopo la scorta al mercato, mi dava la possibilità di farne uno bello ricco.
Niente di particolare dunque direte voi! Infatti no, ma un paio di  novità ci sono, o almeno per me: il profumo di mare ed  il miso coreano!
Per chi non lo sapesse il miso, viene prodotto in Asia da oltre 2000 anni e si ottiene dalla fermentazione dei fagioli di soia per un lungo periodo, anche per anni. La soia dopo l’ammollo viene cotta e, in qualche ricetta,  unita a riso cucinato a vapore. All’impasto viene aggiunto l’Aspergillus oryzae che avvia la fermentazione ed arricchisce il prodotto di vitamina B12. Il miso ha l’aspetto di una pasta densa e scura, dal sapore molto salato, intenso ed aromatico ed è adatto ad esaltare il gusto dei piatti soprattutto brodi, zuppe e minestre.  Si usa quindi al posto del sale o almeno io, da quando l’ho scoperto, per queste preparazioni faccio così…
Il mio miso però è davvero speciale: è fatto in casa e da sapienti mani coreane!
Me l’ha regalato HeeJin, mamma coreana di un caro compagno di scuola di Linda che, per ringraziarmi per averle insegnato a fare il pane, ( vi ricordate l’esilarante episodio raccontato in “il mio pane: Va a ruba?”) si è presentata un giorno con questo barattolone da un chilo decantandone la bontà, le virtù e la segretezza della ricetta di famiglia.
E già, questo miso è davvero prezioso, perché l’ha fatto proprio sua madre!
Nel suo continuo sdebitarsi, nonostante io continui a dirle che non ne aveva alcun bisogno, soprattutto dopo fiori, frutta, maschera cinese, miso ecc.. (deve proprio esserle piaciuto il pane  eh!) mi ha portato anche un sacchetto di alghe secche, raccolte, asciugate e conservate invece da suo padre e mi assicura che nel mio minestrone sarebbero state benissimo!
Anche le alghe sembrano essere, in modiche quantità, importanti per la salute: hanno proprietà disintossicanti, favoriscono la digestione, l’eliminazione di sostanze tossiche ed i radicali liberi. Svolgono anche una funzione antinfiammatoria, antiossidante, sono  acceleratori del metabolismo ed aiutano l’organismo ad attivare le difese immunitarie. Tutto vero e tutto giusto senz’altro, ma penso anche che se fossimo stati pensati per cibarsene con costanza il creatore ce le avrebbe messe un pò più a portata di mano, come ha fatto con la frutta e la verdura…
Non potevo dunque non rendere onore a questi doni e così ho utilizzato il miso per insaporire il mio maxi minestrone e le alghe, per portare un po’ di mare nell’orto.
Alla dolce HeeJin che scorre il mio blog senza capirne una parola ed ai suoi mille pensieri gentili, dedico invece questa ricetta 😉

Ingredienti:
1 cipolla
1 porro
2 carote
1 costa di sedano
3 patate
300g circa di zucca
1 mazzetto di fagiolini cinesi
1 mazzetto di spinaci
1 mazzetto di cipolline fresche
4-5 foglie esterne di lattuga
3-4 filini di alghe secche
1 foglia di alloro
1-2 cucchiai di miso scuro
olio evo q.b.

Procedimento:    
Fate rinvenire le alghe in acqua per una decina di minuti.
Lavate e tagliate tutte le verdure a dadini e  poi versatele in un ampio tegame con la foglia di alloro, esclusa la lattuga e gli spinaci che aggiungerete alla fine. Coprite le verdure con l’acqua, aggiungete le alghe sciacquate e tritate finemente (altrimenti a casa mia le “scoprono” e storcono il naso per principio…) e portate dolcemente a bollore. Abbassate la fiamma e fate cuocere per circa 30 minuti.
La minestra di verdure andrà già bene così: la zucca si sarà quasi disciolta conferendogli una cremosità ed un colore molto piacevole, ma per averla ancora più corposa, quando le verdure sono intenerite, prelevatene qualche mestolo e frullatelo con il minipeemer riducendolo a crema. Riunite il passato alle verdure a pezzi  e, a fiamma spenta, aggiungete la lattuga e gli spinaci spezzettati che cuoceranno con il solo calore della preparazione.
Unite infine il miso, la cui quantità potrà variare secondo la sapidità che vorrete ottenere, e  stemperatelo in un paio di cucchiai di brodo: arricchirà il minestrone di gusto e principi nutritivi.
Al momento di servire aggiungete in ogni piatto un cucchiaio di olio evo e gustate questo buon minestrone caldo caldo.

Ovviamente questo piatto va bene tutto l’anno, variando le verdure  e la sua temperatura in base alla stagionalità e le alghe si possono, secondo gusto,  raddoppiare, dimezzare, ridurre in polvere od  omettere  per i meno amanti del loro sapore.
Io non ne vado matta, non a caso, nonostante mi trovi nella terra in cui i bambini le mangiano come i nostri sgranocchiano cracker, facendo un pochino impressione, è la prima ricetta in cui le propongo, ma in questo modo, il prezioso omaggio di mare, lo apprezzo un pò di più!
Ed il miso? Il barattolone troneggia in frigo ed il suo livello cala di settimana in  settimana…Come farò senza?!

Pure white


Questa crema a base  di radici e tuberi ci è piaciuta molto: ha grosse qualità organolettiche ed un sapore delicato ed originale.
L’ho sperimentata per provare  il taro, un tubero cinese molto usato in tutta l’Asia in genere, soprattutto aggiunto a brodi e zuppe.
Il taro è particolarmente  apprezzato per le sue proprietà medicinali che comprendono la capacità di far diminuire la febbre, aiutare la digestione, calmare l’infiammazione e dar sollievo al dolore. Essendo un alimento alcalino, è utile per bilanciare una dieta a base di carne (tipicamente asiatica 🙁  ). Inoltre è anche un efficace diuretico ed è una fonte naturale di melatonina, che dà sollievo a chi soffre di insonnia. Una volta sbucciato, la sua polpa risulta appiccicosa: è la mucina, una combinazione di zucchero e proteine che ha  proprietà anti-invecchiamento ed  aiuta il buon funzionamento del fegato e dei reni, rallenta la trasformazione dei carboidrati prevenendo l’ accumulo eccessivo di grasso. È efficace anche per il trattamento dei disordini di stomaco e degli attacchi di dissenteria dovuti ad eccessi nel cibo e nelle bevande.
Anche se la destrina e lo zucchero contribuiscono alla dolcezza naturale del taro, (e per questo suo gusto gradevole a volte lo aggiungo agli ingredienti della mia centrifuga) il suo componente principale è l’amido. È anche una fonte di proteine, grasso, fibra, carboidrati, fosforo, sale, calcio, potassio e vitamine C, B1 e B2.
Eccolo quì, questo piccolo tubero ancora con la buccia e  già privato della stessa, insieme ad altri ingredienti della ricetta:

Gustata calda, ora che le serate hanno sempre più il sapore dell’autunno anche a queste latitudini, è una candida coccola scalda cuore…

Ingredienti:
1 grosso daikon
4 taro (o topinambur se probabilmente non li trovate)
2 porri
1 spicchio di aglio
1 cm di radice di zenzero fresca
1 tazza di funghi freschi
q.b di cannella in polvere
q.b. di salsa tamari o di sale
q.b. erba cipollina
q.b. olio evo
q.b. di noce moscata

Procedimento:
Dopo averli lavati e mondati, tagliate a pezzi  il daikon, i taro, i porri  e lo zenzero e metteteli in una casseruola coperti  di acqua.

Lasciate cuocere per circa 20 minuti lasciando le verdure  consistenti.
Nel frattempo pulite ed affettate sottilmente il misto di funghi da voi preferito, ma se volete mantenere “l’effetto white”, scegliete gli champignon o altri funghi bianchi. Fateli saltare in padella con poco olio, lo spicchio d’aglio intero e un pizzico di sale, per pochi istanti. Poi spegnete ed aromatizzate con erba cipollina tritata.
Recuperate la casseruola di verdure e frullatele con il minipeemer. Regolate di sapidità ed impiattate versando per primo la vellutata, i funghi trifolati al centro, un giro di olio evo ed una spolverata di noce moscata, che ben si sposa con questi ingredienti.
Che dire, semplice, sana e buona: provatela!!

Crema di daikon alle due zucche

Ispirata dalla  Vellutata di daikon delle vegan delizie di Felicia e continuamente invitata all’acquisto  di questa particolare radice bianca (per chi ancora non la conoscesse eccola quì), sempre fresca, abbondante e di ogni dimensione, disponibile in qualunque banco di verdura, ho voluto provare questo ortaggio dalle innumerevoli e straordinarie (soprattutto da crudo) proprietà benefiche, dandogli un ruolo da protagonista!
Anzi, considerato che il daikon: combatte la ritenzione idrica e depura le vie urinarie grazie all’azione diuretica e drenante,  aiuta ad eliminare i muchi ristagnanti grazie all’effetto espettorante, facilita il mantenimento del peso forma grazie al contenuto di sostanze bruciagrassi e dello scarso apporto di calorie, facilita la digestione ed ora so che è anche molto buono, inizierò ad abusarne!

Ingredienti:
1 daikon
1 zucchina
1 porro
1 pezzo di zucca
1 cm di radice di zenzero fresca
1 cucchiaino di miso
q.b di cannella in polvere
q.b. olio evo
q.b. tamari o di sale
q.b. erba cipollina

Procedimento:
Tagliate a pezzettoni il daikon, la zucchina, il porro ed uniteli in una casseruola insieme allo zenzero tritato.
Lasciate cuoce una ventina di minuti lasciando le verdure piuttosto consistenti. A parte, in una padellina antiaderente saltate delle sottili fettine di zucca con poco olio e cannella (non credevo, ma questa spezia ci stà una meraviglia!) e lasciatele  dorare qualche minuto.
Quando le verdure saranno pronte frullatele al minipeemer, regolate di sapidità con tamari ed impiattate, distribuendo sopra la vellutata le fettine di zucca, altra cannella in polvere, l’erba cipollina tritata ed un giro di olio evo a crudo.
Rapida, buona e salutare! Nonostante il sapore che potrebbe risultare particolare ai più, Linda ha voluto il bis!

Grazie Feli dell’idea, senza il tuo imput non ci avrei nemmeno provato, invece è stato un successo 😉
Ora tutti i daikon cinesi saranno miei 😀 !!!!!!!!!

 

Crema di zucca speziata

Semplice cremina per gli amanti della zucca!
Questa versione ha anche superato lo scetticismo del maritino…Linda invece l’ha adorata dal primo assaggio!! Ma lei non fa testo, va pazza per tutte le creme, brodi e minestre   😀

Ingredienti:
1 zucca da  1Kg circa
1 cipolla
1 foglia di alloro
1 chiodo di garofano
1 rametto di rosmarino
1 cucchiaino di curry
1 cm di radice di zenzero fresca
1 cucchiaino di miso
q.b. olio evo
q.b. di tamari
q.b. erba cipollina
q.b. di germe di grano
q.b. pane integrale

Procedimento:
Sbucciate la zucca e riducetela a piccoli pezzi. Fate lo stesso con la cipolla anche se con questo ortaggio l’operazione sarà molto più semplice!
Tritate la radice di zenzero e le foglie di rosmarino e versate il tutto in un’ampia pentola, aggiungendo i curry.
Introdurre dentro un filtro per foglie di thè (quelli a pallina di metallo per intenderci) il chiodo di garofano e la foglia di alloro, così da eliminarle senza difficoltà a fine cottura! 😉
Coprite le verdure con acqua, inserite nella pentola  il filtro con le spezie e lasciate cuocere circa 20 minuti. Quando la zucca è intenerita ma non disfatta, togliete il filtro, aggiungete il miso e frullatela ancora calda con il minipeemer ad immersione.
Al momento di servire, completate ogni piatto con un giro di olio, uno di  tamari, un cucchiaio di germe di grano, erba cipollina tritata e pane integrale precedentemente cubettato e tostato.
La crema di zucca è pronta, buon appetito!!
Che vi devo dire: a me rimette al mondo! 😀

Zuppa di miglio e daikon

Questa zuppetta è stata il primo tentativo di provare ad assaggiare il daikon cotto coniugandolo con qualche altra verdura di fondo frigo. Finora l’ho sempre mangiato ed apprezzato crudo, tagliato sottilmente, da solo o nelle insalate e per quella sua freschezza e sapore di ravanello,  a me è sempre piaciuto, ma non al resto della truppa!
Eccolo ancora intero…

Cercando informazioni su questo tubero, ho scoperto le sue innumerevoli proprietà che sono eccellenti ed intatte da crudo, ma significative anche dopo breve cottura: scioglie i depositi di grasso in eccesso, è un valido aiuto contro i disturbi epatici, ha proprietà diuretiche, drenanti e depurative delle vie urinarie e favorisce la digestione di alimenti fritti o ricchi di grassi (ecco perchè i cinesi ne consumano a sporte, loro friggono tutto!!!).
Trattandosi come dicevo di un esperimento, onde evitare disertori a tavola, ho preparato questo piatto solo per me che a pranzo resto sola soletta e devo dire che mi è proprio piaciuta tanto questa zuppetta!
Il daikon in cottura perde le sue note piccanti ed il suo gusto si arrotonda assomigliando più a quello di una succosa e delicata patata…
Ingredienti:
1 cipolla
1 zucchina
1 carota
1 costa di sedano
1 daikon
erba cipollina
80g di miglio
acqua
dado vegetale autoprodotto
olio evo

Procedimento:
Dopo averle lavate e mondate, tagliate a piccoli pezzi tutte le verdure, mettetele in una casseruola e copritele con l’acqua.

Quando inizia a bollire, per rendere il tutto più saporito, aggiungete 2 cucchiaini di dado vegetale. Questo è il mio autoprodotto (appena lo rifaccio vi posto la ricetta!, eccola quì):

Lasciate cuocere circa 15 minuti a fiamma bassa.
A fine cottura, prelevate 1/3 della preparazione e frullatela con il minipeemer lasciandola piuttosto liquida. Mettete la crema di verdura ottenuta in un pentolino, portatela a bollore e versateci il miglio, precedentemente sciacquato e ammollato. Io a questo punto spengo la fiamma e faccio gonfiare il cereale  solo con il calore del brodo perché al dente a me piace di più e conserva meglio i suoi nutrienti. Se volete, potete cuocerlo ancora un po’ aggiungendo brodo o  acqua calda.
Una volta pronto riunite il miglio  con le verdure ormai cotte, aggiungete l’erba cipollina tritata ed un giro di olio a crudo.
La sera, i miei due ignari amori l’hanno mangiata pensando alla “solita minestra” ed hanno gradito, soprattutto Linda che ha anche scambiato il miglio per la pastina all’uovo!
A piatto finito ho svelato che era fatta anche con il daikon e loro: “daikè”?