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Pure white


Questa crema a base  di radici e tuberi ci è piaciuta molto: ha grosse qualità organolettiche ed un sapore delicato ed originale.
L’ho sperimentata per provare  il taro, un tubero cinese molto usato in tutta l’Asia in genere, soprattutto aggiunto a brodi e zuppe.
Il taro è particolarmente  apprezzato per le sue proprietà medicinali che comprendono la capacità di far diminuire la febbre, aiutare la digestione, calmare l’infiammazione e dar sollievo al dolore. Essendo un alimento alcalino, è utile per bilanciare una dieta a base di carne (tipicamente asiatica 🙁  ). Inoltre è anche un efficace diuretico ed è una fonte naturale di melatonina, che dà sollievo a chi soffre di insonnia. Una volta sbucciato, la sua polpa risulta appiccicosa: è la mucina, una combinazione di zucchero e proteine che ha  proprietà anti-invecchiamento ed  aiuta il buon funzionamento del fegato e dei reni, rallenta la trasformazione dei carboidrati prevenendo l’ accumulo eccessivo di grasso. È efficace anche per il trattamento dei disordini di stomaco e degli attacchi di dissenteria dovuti ad eccessi nel cibo e nelle bevande.
Anche se la destrina e lo zucchero contribuiscono alla dolcezza naturale del taro, (e per questo suo gusto gradevole a volte lo aggiungo agli ingredienti della mia centrifuga) il suo componente principale è l’amido. È anche una fonte di proteine, grasso, fibra, carboidrati, fosforo, sale, calcio, potassio e vitamine C, B1 e B2.
Eccolo quì, questo piccolo tubero ancora con la buccia e  già privato della stessa, insieme ad altri ingredienti della ricetta:

Gustata calda, ora che le serate hanno sempre più il sapore dell’autunno anche a queste latitudini, è una candida coccola scalda cuore…

Ingredienti:
1 grosso daikon
4 taro (o topinambur se probabilmente non li trovate)
2 porri
1 spicchio di aglio
1 cm di radice di zenzero fresca
1 tazza di funghi freschi
q.b di cannella in polvere
q.b. di salsa tamari o di sale
q.b. erba cipollina
q.b. olio evo
q.b. di noce moscata

Procedimento:
Dopo averli lavati e mondati, tagliate a pezzi  il daikon, i taro, i porri  e lo zenzero e metteteli in una casseruola coperti  di acqua.

Lasciate cuocere per circa 20 minuti lasciando le verdure  consistenti.
Nel frattempo pulite ed affettate sottilmente il misto di funghi da voi preferito, ma se volete mantenere “l’effetto white”, scegliete gli champignon o altri funghi bianchi. Fateli saltare in padella con poco olio, lo spicchio d’aglio intero e un pizzico di sale, per pochi istanti. Poi spegnete ed aromatizzate con erba cipollina tritata.
Recuperate la casseruola di verdure e frullatele con il minipeemer. Regolate di sapidità ed impiattate versando per primo la vellutata, i funghi trifolati al centro, un giro di olio evo ed una spolverata di noce moscata, che ben si sposa con questi ingredienti.
Che dire, semplice, sana e buona: provatela!!

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