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Yangshuo: foggy landscape – 1° parte

Viaggio nell’anima del Guangxi

La caratteristica che definisce queste province subtropicali e sud-occidentali della Cina è il calcare.
Ovunque si guardi si scoprono colline carsiche modellate dagli agenti atmosferici, grazie ai quali assumono suggestive forme slanciate ed aguzze che si riflettono nei placidi fiumi che scorrono ai loro piedi.
Sotto terra si sono sviluppati vasti complessi speleologici, alcuni allagati, altri tanto grandi da poter contenere una cattedrale.
Oggi questa zona carsica rappresenta una grande attrattiva turistica, ma in passato tale topografia fu un impedimento alle comunicazioni e rese queste terre tra le più difficili da coltivare di tutta la Cina, solo piccole pianure alluvionali tra i picchi erano lavorabili dall’uomo.
Il territorio era talmente povero che in pochi si diedero la pena di invaderlo: le popolazioni locali rimasero a lungo abbandonate a se stesse e la regione si trasformò in una roccaforte di vari gruppi etnici.
Nonostante vari tentativi di emancipare le minoranze e la nascita delle prefetture autonome, l’industria e le infrastrutture sono ancora oggi in condizioni di sottosviluppo, con poche città di interesse turistico.
La regione ci ha offerto però una grande varietà di scorci naturalistici interessanti.
Verde e rigoglioso quasi tutto l’anno il Guanxi si estende dalla regione montuosa del Guizhou fino alla costa tropicale e tocca il confine con il Vietnam.
Il paesaggio è caratterizzato dalle alte torri di roccia che si levano dalle pianure intorno alla città di Guilin, nel Guanxi nord-orientale, familiari ai cinesi come agli occidentali, grazie a secoli di poesia e pittura che ne hanno immortalato la bellezza, mentre si ergono sulle risaie e sul fiume Li, rappresentando viste davvero suggestive.

Per questa vacanza organizzata in tutta fretta, scegliamo un tour fotografico con guida ed auto a disposizione; il solito modo personalizzato per vedere tutto e di più secondo i nostri tempi e maggiori interessi. La guida, guarda il caso si chiama Linda ed ha un figlio a casa della stessa età della nostra! Le due Linda si trovano subito in simpatia e questo ci regalerà diversi momenti di pace ed autonomia, ma non ha lei, che sempre gentile e disponibile, non se la sarebbe più staccata di dosso un attimo…

5 Aprile 2012
Nonostante tutti i conti fatti con le previsioni meteorologiche, il tempo non è quello sperato e durerà per giorni…
La guida ripeterà come una cantilena “nobody can control the weather!”, ogni volta che si addenserà il cielo e scenderà qualche goccia di pioggia, finendo per risultare anche un po’ antipatica… Certo che lo sappiamo che se piove non è colpa tua nè dell’agenzia, ma permetti almeno che mi tira e storco il muso quando la mattina mi alzo e vedo il cielo plumbeo e minaccioso?!
Cerchiamo di restare ottimisti e speranzosi rispettando il programma di marcia: ci si sveglia all’alba sperando in un bel sunrise! Invece non solo niente alba tra i picchi carsici ma pure la pioggia 🙁
Rimandiamo così il primo giro in barca sul Li river e ci spostiamo ad Hebaoshan village. Villaggio fuori dal tempo, vocato alla coltivazione di Kumkat, i noti mandarini cinesi, stretto tra le montagne, dove gli scorci di vita che appaiono ai nostri occhi, passeggiando tra le vie silenziose di terra rossa e melmosa, sembrano quasi  irreali, immortalati in un’altra era…


Siamo nei Tomb Sweeping days, i giorni della commemorazione dei defunti e così abbiamo anche la possibilità di osservare come nei villaggi di montagna si ricordano, con semplicità e devozione, i propri antenati, lontani anni luce dai clamori, i templi, le ostentazioni e dalle luci abbaglianti tipiche delle grandi città…


L’hotel è di una semplicità disarmante, ma pulito ed accogliete. La cucina a vista permette di scegliere, tra le poche cose a disposizione, quello che si vuole mangiare, ma di verdure fresche per fortuna, ce ne sono tante. I tanti ospiti carnivori (tutti gli altri esclusi noi direi…), escono appena fuori dall’albergo, scelgono il più bel pollo che razzola per l’aia, e dopo 5 minuti è già pronto per essere saltato allo wok! Da onnivora e disinformata quale ero avrei anche apprezzato questa offerta ruspante a metri zero, ma ora, quella riga di sangue lasciata sul selciato dal povero pennuto agonizzante mi lascia con l’amaro in bocca…
Nel pomeriggio saliamo la vetta del Xianggon hill per godere della vista panoramica del Li river: attraverso una fitta nebbia  che non accenna a diradarsi, intravediamo uno spettacolo della natura. Possiamo solo immaginarlo ad occhi chiusi, baciato dal sole,  di un verde rigoglioso ed abbagliante, svettare verso un cielo limpido e costellato di nuvolette bianche e spumose: per vederlo al meglio, fate anche voi questo sforzo di pensiero…


Ci consoliamo solo per il fatto che altri turisti, saliti insieme a noi, erano appositamente venuti per fotografare il paesaggio avvolto nella nebbia… Che dobbiamo fare, ci accontentiamo, ma dopo alcuni scatti al paesaggio che non accenna a schiarirsi, non ci perdiamo d’animo e puntiamo l’obiettivo su soggetti più nitidi 😉

6 Aprile
Volendo ritentare, ma con meno ottimismo, la risalita della collina per ammirare il panorama all’alba, ci alziamo alle 5, ma lasciamo Linda con la guida che gentilmente si è offerta di farle compagnia durante il proseguio del suo sonno.
La vista purtroppo è più o meno la stessa del pomeriggio precedente e non valeva l’alzataccia, ma almeno ci abbiamo provato senza accorciare la notte al nostro tesorino, già ampiamente sballottato da un viaggio asiatico un po’ particolare: niente templi, niente Buddha, niente oro scintillante né gradini dove piegarsi per pregare…stupita ci segue ed alla fine si diverte ovunque ma si vede che l’itinerario non le quadra del tutto!
Rientriamo dopo non molto e Linda alle 7 è già sveglia, tutta vestita ed imbottita e già fuori a rincorrere cani e galline!
La guida (da ora chiamata Big Linda per distinguerla al richiamo dalla piccola) le aveva infilato tutti i vestiti sopra il pigiama pesante, compresi doppi calzetti, ma non per questo ne era limitata nei movimenti!!
Essendo tutti quindi belli svegli ci spostiamo presto in auto a Yangshuo (Luna Splendente), incastonata nel cuore del più spettacolare paesaggio carsico della Cina, 70 km a sud di Guilin.
La cittadina divenne famosa verso la metà degli anni 80, quando i turisti provenienti da Guilin, tornando dalle escursioni sul fiume Li, si resero conto che valeva la pena trascorrervi ben più di un’ora dedicata ai souvenir. Da allora Yangshuo dicono sia cambiata molto e, pur conservando l’aura di paradiso di tranquillità per noi visitatori occidentali, di fatto è anche una caotica meta di turismo cinese, zeppa di locali, ristoranti e negozi. Ma le sua attrattive naturali sono numerose e si ha la possibilità di bypassare caos e bancarelle se lo si vuole.
La mattina è dedicata ad una placida quanto umida traversata del  Li river che però si fa perdonare della temperatura  autunnale d’accoglienza con gli scorci che ci ha riservato…


Di nuovo in auto verso altre mète, ci attendono inediti scorci ed ai piedi di incantevoli montagne, incrociamo il duro lavoro a piedi nudi dell’uomo coadiuvato dall’aiuto degli animali…


…nonostante le legittime proteste dei cuccioli che vorrebbero la mamma tutta per sè!

Facciamo la prima tappa pomeridiana al Dragon Bridge, che sormonta l’Yulong river, per un altro meraviglioso paesaggio carsico.


Ci fermiamo e saliamo anche sull’affasciante e solitario Fuli old bridge


Si rientra tardi ma un giretto per le vie del centro di Yanshuo alla ricerca della cena, non ce lo toglie nessuno 😉

7 Aprile
Oggi si ritenta con il sunrise e ci spostiamo a Xingping per ammirare i più bei riflessi sul Li river.
Ancora notte, siamo gli unici che salpano dal porticciolo a bordo di piccole barche seguiti da una zattera di bamboo, da cui i cormorani pescheranno per il loro padrone.
Anche questa pratica millenaria ormai è stata trasformata in un’attività turistica, ma permette tuttora a molti di guadagnarsi da vivere. I giovani uccelli sono addestrati a tuffarsi e poi ritornare sulla barca con il becco pieno di pesce senza inghiottirlo. I pescatori però permettono agli uccelli di mangiare un pesce ogni sette che ne catturano: pare che altrimenti i cormorani si rifiutino di lavorare ( e lo credo bene!)

I nostri cormorani ci hanno provato, ma non hanno portato a galla nulla, ne per sé, ne per il fisherman 😉
Il resto della giornata,  la passiamo, quasi sempre sotto una pioggerella insistente, attraversando i paesaggi di campagna di Yangshuo con i suoi antichi  e caratteristici villaggi…


Quì  la vita sembra scorrere lenta e monotemantica, scandita dal levare del sole e dal cadere delle piogge, densa di fatica e di dignità…

Questi primi tre giorni nei dintorni di Guilin sono stati piuttosto funestati dal brutto tempo e così, un ringraziamento particolare va sicuramente ai nuovi blue boats di Linda, in loco acquistati, che ci hanno riportato ogni giorno nostra figlia meno impantanata!!
A presto, con la seconda ed ultima parte 😉

Per il proseguio dell’avventura… Longsheng e dintorni: breathtaking views – 2° parte

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