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Pinzimonio post bagordi

In netta controtendenza con i post del periodo, rimando il resoconto dei nostri menù di Natale per dare spazio al mio piatto preferito post bagordi festaioli…è vero che anche un igienista si può lasciare andare alle vegan tentazioni di questo periodo, ma se avessi continuato ancora  con qualche altro pasto sulla stessa, golosa strada non mi sarei più ripresa… 😉
E’ proprio vero: quando inizi ad alimentarti in modo sano, leggero e soprattutto a base di frutta e verdura cruda i mega pasti di Natale, dall’antipasto ai dolci, seppur vegan ed appaganti per gli occhi, il cuore ed il palato, sono un appesantimento micidiale, tanto che si sente prepotente l’esigenza di tornare alla svelta alla pulizia ed alla leggerezza che solo il cibo vivo e vitale è in grado di regalare.
Allora, se vorrete, pinzimonio per tutti, invitante, fresco e colorato!!
Che sia proposto come apripasto o come piatto unico dopo le sbornie gastromiche, per me è indispensabile per arrivare ai nuovi, imminenti strappi con lo stomaco un pò più apposto.
Io in questi giorni, dopo averli pucciati insistentemente nella maionese, nel vegrino alle erbe, l’hummus ed altre salsine ai semi golossissime, mi limito ad intingere le verdurine nell’olio nuovo ed una goccia di aceto di umeboshi; anche così sono capace di finire da sola tutta l’antipastiera 😉
E voi dove li pucciate questi croccanti bocconcini di gusto e salute?
Ma poi il resto dei piatti preparati e goduti durante le feste li posto eh, con calma, ma li posto 😛

Ode all’uva!

Esperienze e ricette per godere a pieno di questo straordinario frutto, dalla A alla S…

Questo sarà un lungo post adatto quindi agli affezionati, ai pazienti ed ai più curiosi perchè, come sempre, il meglio viene alla fine…
Ho pensato infatti di mettere insieme sapori e suggestioni vissute durante tutto il mese di settembre ed oltre, che ha visto protagonista indiscusso uno dei nostri frutti preferiti: l’uva, in tutte le sue sfumature, forme e consistenze, soprattutto in questo periodo, ci sa regalare vere emozioni gustative.
Vi porto per prima cosa con noi (solo con me  e Linda questa volta perchè nei giorni che vi racconto, il babbo si era di nuovo cinesizzato e, per la prima volta, senza il resto della famiglia 🙁 ), a visitare un interessantissimo appuntamento sulle Biodiversità  presso L’Oasi Ripa Bianca di Jesi: se volete saperne di più fatevi un giro quì.
Il mattino siamo state impegnatissime nell’aiutare la riserva nella loro prima vendemmia nella loro piccola vigna!!

“Vendemmia” forse è un parolone visto che si trattava al massimo di 8-10 filari di vite piuttosto giovani e particolarmente godute dalle tante specie di uccelli della riserva! Si solo salvati un paio di filari perchè li avevano preventivamente coperti!!
Con l’aiuto dei nonni degli orti di Ripa Bianca, che dedicano tempo ed energia alla coltivazione di verdure,  ortaggi ed alla valorizzazione di frutti antichi, e grazie alla loro esperienza messa a disposizione, abbiamo anche imparato  tanto dell’arte della raccolta e dei suoi segreti…

Tanta gente intenta ad ascoltare, ha preso parte a questo evento in una giornata di settembre in cui era ancora piena estate…

Poi uno, due, tre e viaaaaaaa!! Guanti e forbici in mano per raccogliere tutti insieme questo frutto prelibato. I grappoli non erano molti e così li abbiamo lasciati ai bambini che,  divertendosi, si contendevano gli ultimi acini!

In un batter d’occhio abbiamo fatto un bel bottino 😉

Ora pronti per la pigiatura,  ma come una volta: pressandola a piedi nudi a ritmo di musica!
I bimbi si sono divertiti molto anche se non è mancato chi dicesse “che schifo!” o non muovesse passo per la sensazione insolita che avvertiva li sotto…Non Linda, come immaginavate…


Alla fine della simbolica pigiatura, l’uva è passata al torchio, energicamente riempito e girato dalle nostre piccole canaglie!

Ecco il succo d’uva appena spremuto che esce dal torchio, pronto per essere imbottigliato:

La proposta dell’assaggio viene presa dai più con sospetto: vuoi mettere un succo di frutta appena spremuto dai santi piedini dei nostri bambini con quello in brick industriale, con conservanti e zuccheri aggiunti e basta se ti va bene?!
Approfittando dell’incertezza generalizzata io e Linda ne abbiamo bevuti diversi bicchieri! 😉 E ci chiedevano: “ma è buono?!”….senza parole…

Il pomeriggio invece lo abbiamo dedicato alle attività di laboratorio: pane per i bimbi e conserve per i grandi!
Mi ero pure iscritta al mio laboratorietto per imparare finalmente a fare sott’oli  e composte, ma Linda era troppo eccitata dal suo che ogni secondo mi chiamava per mostrarmi il suo lavoro che progrediva!
La tavolata era densissima ed è stato un piacere vedere tutti quei bimbi armeggiare con acqua e farina  alla ricerca dell’impasto perfetto…

Aggiunte le erbe aromatiche raccolte, ogni paninetto prende posto nello stampo con accanto il nome del bimbo che lo ha preparato…

Sul più bello, quando nella sala si iniziava a parlare di come evitare il botulino nelle conserve, Linda spalanca la porta e con un sorrisone dei suoi mi mostra il suo sacchettino caldo e fragrante: il suo paninetto è pronto per essere addentato; chè vuoi mancare?!

L’evento però comprendeva anche una mini mostra e vendita di prodotti tipici e gastronomia: verdura bio del luogo, olio, legumi, conserve e prodotti equo solidali erano ben rappresentati, ma la mia attenzione è stata catturata dalla bancarella di questa biondissima bambina (regalatagli da Babbo Natale, ha precisato!) che ci offriva giochini per riuso, dolcetti ed i fichi rossi della sua pianta! Meravigliosa!!

Ad un evento che richiama persone da ogni dove non poteva mancare un punto di ristoro e di cibarie …
Memore delle ultime sagre dell’estate dove nemmeno la crescia di polenta con le erbe di campo è più veg, mi avvicino allo stand gastronomico con poche aspettative, certa di ritrovare il solito crudele menù, ma invece resto di stucco una volta realizzato che tutte le proposte erano completamente vegane!!! Non ci posso credere, pensavo tra me e me con un’espressione sorpresa e soddisfatta!
Semplici ma succulente bruschette erano il piatto forte. Le farciture andavano dai pomodorini crudi, aglio, olio e origano, melanzane e zucchine saltate, salsa di peperoni verdi, fagiolini e pastinaca cruda (carota bianca), tutto bio ed a km meno di zero!

Il piatto completo prevedeva anche una ciotolina con una zuppetta di cicerchia.

…e vedere tutta quella quantità di persone che si sgorfanava l’impossibile (contro ogni previsione alle 20.30 era tutto finito!) senza protestare per l’assenza del solito panino con la salsiccia, mi ha aperto il cuore!!
Allora l’impossibile è possibile!!
Quanto mi dispiaceva che non ci fosse anche mio marito: per la prima volta avevamo trovato un evento ricco, interessante, divertente e pure più che commestibile per noi!! Uff!!!
A te amore dedico questo post ed il bel piatto quì sotto che ti saresti goduto di certo: in questi giorni tesoro sei di nuovo nel Celeste Impero, la nostra famiglia è di nuovo divisa: la casa è finalmente in ordine, le luci accese solo dove servono, il frigo meno intasato di frutta,  ma la sera apparecchiare per due mi fa sempre un certo effetto…io vorrei essere lì con te e con quanti ho lasciato, tu probabilmente quì con me con la Cina alle spalle e Linda come sempre, con entrambi, purchè felici! Passerà presto… 😀

Ma adesso, prima che inizi a commuovermi vado aventi eh!!
Elettrizzata da questa giornata, a casa nostra poi è partito il “the Grape Party”!!!
Oltre che a consumarne abbondantemente in purezza, sgranocchiata per merenda sia a casa che in ufficio (e qualcuno l’ho pure contagiato 😉 ), di un generoso dono di quella rossa e piccolina da vino, ne abbiamo abusato infilandola dentro la centrifuga. Così colgo l’occasione anche per mostrarvi il nostro ultimo acquisto all’opera…
Vaccaro poi ne ha parlato in continuazione in questo ultimo periodo, consigliando qualche giorno a sola uva, seguita poi da sole mele e soli fichi, per ottenere una forte depurazione e rivitalizzazione dell’organismo. Io l’ho fatta ed i risultati me  li sento dentro e fuori!!

Centrifuga d’uva

Ingredienti
500g di uva rossa piccola da vino
mezza mela rossa
1 cm di zenzero fresco

Procedimento:
C’è poco da dire e pure da fare. Ci vuole più a sciacquarla, privarla degli acini guasti o secchi e delle impurità, che si trova solo sulla frutta non trattata, che a farla.
Recuperate tutti gli acinelli, staccandoli delicatamente dal raspo, in un piatto fondo, passateli alla centrifuga, aggiungete lo zenzero e versate il succo ottenuto in un alto bicchiere. Centrifugate ora anche la mela lavata e ridotta a spicchi ed aggiungetela al succo d’uva. Potete anche ometterla, ma io la consiglio, perchè attenua il gusto dolcissimo dell’uva e rimarrà in superficie anche una gustosa schiumetta! 😉
Bevete e godetene del colore e del sapore fino all’ultimo sorso…
Altro che latte e caffè! Presa di mattina per colazione avrete energia da vendere ed un sorriso di soddisfazione per moooolte ore.

Dopo tanta, taaaaaaaaaantissima uva in purezza una versione cotta, con gli ultimi grappoli racimolati per le vigne, ce la possiamo concedere no?! 😀

Schiacciata all’uva

Questo dolce della tradizione toscana l’ho visto per blog in questo periodo nella sua versione tradizionale e contadina, a base cioè di uva da mosto, pasta di pane e zucchero a piacere.
Mi tentava e non poco, poi però mi sono imbattuta nella versione di Pasquale Boscarello, contenuta nel suo libro “Pasticceria Naturale”; me ne proponeva una versione sempre buona e leggera, ma un po’ più ricca, con ingredienti tutti bio ed un pizzico di golosità in più. Non ho resistito e sottratto l’ultimo chilo di uva nera da vino alle nostre amate centrifughe mattutine, ecco qua la mia ispirazione!

Ingredienti:     
300g di farina 0
50g di malto di mais
70g di olio di girasole
70-80g circa di acqua tiepida
½ cucchiaino di cannella
la buccia grattugiata di un limone
½ bustina di lievito cremor tartaro
800g di uva nera a chicco piccolo (ne andava un chilo ma già la mia scorta si era ridotta…)

Procedimento:
Lavate e scolate bene l’uva separando gli acini dai raspi e tenete da parte.
In una terrina  versate tutti gli ingredienti asciutti e mescolateli tra loro; a parte miscelate l’olio, il malto, l’acqua tiepida ed uniteli alle polveri.
Lavorate il composto per bene fino a formare una palla omogenea, morbida ed elastica.
Dividete ora la pasta in due parti, una da 300, e l’altra da 200g circa. Copritele e lasciatele riposare per una mezz’ora.
Recuperate la porzione più grande, stendetela e ricopriteci il fondo di una tortiera da 28cm, già foderata da carta da forno, cercando di ottenere un centimetro di bordo modellandolo  tutt’intorno.
Versateci sopra 2/3 dell’uva (la ricetta originale ne prevedeva 700g dentro e 300g fuori, io mi sono dovuta ridimensionare…).
Lavorate come sopra la pasta rimasta, appoggiate il disco ottenuto sopra l’uva e, aiutandovi con la punta del manico di una posata, rincalzate il bordo inferiore facendolo aderire per bene a quello superiore.
Punzecchiate qua e là la superficie con i rebbi di una forchetta e cospargete con la restante uva cercando di farla aderire per bene alla pasta.

Infornate a 180° per 30-35 minuti. Già dopo un quarto d’ora la vostra casa sarà inondata da un profumo favoloso!!

Resistete e fatela raffreddare prima di tagliarla ed addentarla! Io non ce l’ho fatta! 😉
Lo si vede dalla succosità del ripieno che poi, raffreddandosi, tende ad addensarsi in una deliziosa cremina d’uva…

Tutta per voi l’ultima fetta della stagione:

Poteva mancare al Grape Party il succo d’uva che si mantiene per mesi aiutandoci a dolcificare con  naturalezza, torte e muffin o arricchire farciture di frutta, o impreziosire con gusto strudel o gelati?
Noooo!! E allora ecco a voi la Sapa! Anzi, l’avete già vista, nella foto che apre il post!

Sapa

Cos’è la Sapa? E’ un prodotto che si ottiene dal mosto fresco d’uva, che viene cotto a fuoco basso e lento senza coperchio. E’ un antico dolcificante naturale e la sua produzione risale a tanto tempo fà, così come il suo impiego.
Già Virgilio la menzionava nella sua opera “le Georgiche”, opera scritta circa quaranta  anni prima della nascita di Cristo.
E’ un prodotto dalla consistenza densa, sapore fruttato acidulo, che mantiene i sentori della cottura, con note di frutta cotta, fichi, caramello,albicocche etc.
La mia è una versione non ortodossa che non parte dal mosto (uva pestata, lasciata fermentare tre giorni e passata) ma dal succo d’uva centrifugato.

Ingredienti

Succo d’uva
3-4 ore di pazienza

Procedimento:

Estraete il succo dall’uva con la centrifuga (o, in mancanza di questa, potreste usate un passaverdure), versatelo in un tegame dal fondo pesante ed accendete la  fiamma. Il fuoco deve essere basso ed il succo non deve mai bollire, ma solo consumarsi lentamente. Misurate il livello del liquido  con il manico di un cucchiaio di legno; quando si sarà ridotto di un terzo sarà pronto.
Se volete ottenere 250-300ml di sapa, dovreste quindi partire da 1 litro circa di succo.
Versatelo in un’ampollina di vetro e conservatelo al fresco ed al buio.  Utilizzatelo per dolcificare, aromatizzare ed arricchire tutto il buono che durante il lungo inverno vi verrà in mente 😉

Se poi, di tanto in tanto, vi vorrete  spingere fino alla lettera “V” per declinare fine in fondo l’ode a questo straordinario frutto, e lo dico soprattutto mio marito che a ridimensionare la declinazione alcolica dell’uva ci ha messo un pò ;), quando il piatto merita e la compagnia pure, mezzo bicchere di buon rosso, concedetevelo pure!!

Vera Finta Caprese


Variazione sul tema pomodori & Co.!
Buoni anche in Cina in piena stagione, anche se  inarrivabili al sapore di quelli italiani, vi mostro la mia ultima pseudo caprese prima del rimpatrio, quando ero ancora in attesa di riaddentarli! Ora sono tutti i giorni sulla nostra tavola!!
L’idea è nata al momento del taglio delle verdure ed immediata è stata l’associazione al piatto di origine animale! Ovviamente del sapore non ne ha nulla perché fatto solo di verdure crude e non vuole averne!
Se utilizzo ingredienti di origine vegetale di questi ultimi deve sapere!!
Ultimamente ho un rapporto conflittuale con i veg formaggi: mi diverte molto prepararli ma saranno gli ingredienti cinesi finora utilizzati e non proprio adatti o la mia poca convinzione all’atto della “creazione” di una mozzarella dalla farina e poco più, che non mi portano ad un risultato ottimale, o almeno all’idea del gusto e della consistenza che secondo me dovrebbero avere…
Sta di fatto che ultimamente mi soddisfano sempre a metà e così li lascio da parte, almeno per un po’ 😉
Oggi la mia caprese, è così:

Ingredienti:
2 pomodori rossi  e sodi
1 daikon
un pizzico di pepe del Sichuan
q.b. di olio evo
q.b. di succo di limone
foglie di basilico autoprodotto :mrgreen:

Procedimento:
Tagliate a fettine sottili i pomodori nel senso della larghezza, ricoprite ciascuna con altre fettine di daikon, meglio se dalla circonferenza leggermente più piccola di quella dei pomodori, e condire con limone, una grattugiata di pepe e un bel giro di olio buono.
Decorate infine con foglie di basilico fresco, ma bel lavato perché andrà mangiato anche quello!

A proposito Tatyana: come stanno le piantine che ti ho lasciato in adozione. Vive e vegete,  falcidiate dal recente tifone o di pelle dura come lo loro prima padroncina? 😉
Trattamelo bene, godetevelo e mi raccomando, in primavera metti a dimora i semimi per un bel pesto veg che vi piace tanto!

PS. Questo è un piatto crudo che mi facevo spesso quando pranzavo da sola, visto che il daikon, radice dal sapore simile al ravanello e dalle innumerevoli proprietà disintossicanti, a casa mia piace solo a me 🙁
E quì in Italia di questo tubero, per il momento neanche l’ombra…
E voi, siete Pronti per il blog raduno? Noi sìììììììììììììì!!
Allora, con chi ci sarà, ci vediamo questa domenica!!!!!  Ci divertiremo!!! :mrgreen:

Bicolor tomato salad

Considerato che è alla base dei nostri pasti principali quotidiani, è davvero una mancanza imperdonabile il non aver pubblicato sinora le nostre insalate!
Pensandole sempre come a delle “non ricette” ho evitato di pubblicarle, ma ho deciso che in un blog di cucina che in qualche modo mi racconti e mi rappresenti, anche qualche insalata ci doveva stare!
E poi è un’ occasione per mostrarvi un altro ingrediente cinese: i pomodorini gialli! 😉
Bè, magari se ne vedono anche da voi ma a me non era mai capitato prima e così sono stati una vera sorpresa di gusto e colore!
Girando tra i blog, in questo periodo si vedono insalate  davvero appetitose, con mix di frutta, verdura cruda e cotta, cereali al dente e legumi a vapore, persino fiori a rendere tutto più originale ed accattivante.
Vi deluderò forse, ma le nostre insalate sono composte da pochi ingredienti ed il più simili possibile tra loro, per preparare al meglio lo stomaco, secondo i dettami igienistici, alla successiva portata, ma senza farsi mancare colore e sapore sulla nostra tavola!
Ecco il nostro apripranzo di oggi:

Ingredienti:
250g pomodorini rossi
250g pomodorini gialli
1 cetriolo
una manciata di semi di zucca
una manciata di semi di girasole
5-6 fili d’erba cipollina
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
il succo di  ½ limone

Procedimento:
Tagliate a metà i pomodorini, a rondelle il cetriolo pelato e condite il tutto con olio, limone, erba cipollina ed i semi al naturale. Il pomodoro crudo, essendo organoletticamente parlando, molto vicino alla frutta, andrebbe preferibilmente mangiato da solo perchè abbinato ad altre verdure crea acidificazione digestiva, tollera abbastanza bene il cetriolo ed in sua compagnia non crea così tanto scompiglio  🙂
Colorata, saziante, nutriente e profumata, per noi che ci iniziamo spesso il pasto, è perfetta così! 😉

A presto con la versione green! 😉

Mango banana cream


Chiamarla ricetta è ovviamente un parolone, ma ogni tanto è un piacere anche postare una merenda fresca e leggera e pure veloce da fare, gustare e pubblicare!

Ingredienti:    
1 grosso mango maturo
1 banana
1 arancia

Procedimento:
Pelare e tagliare il mango e la banana,  frullarle con il minipeemer fino ad ottenere una crema liscia, aggiungere la spremuta di arancia e rimixare per un attimo.
Pronto! Decorare a piacere e gustare al cucchiaio 😉

Spesso non aggiungo neanche l’arancio (meno frutta si mescola e meglio è!), ottenendo praticamente un fresco e leggero dolce al cucchiaio, ma a casa mia ci sono sempre e la tentazione è molto forte!
Mio marito è un “drogato” della spremuta ( e Linda dietro…), per colazione non molla le arance da questo inverno, anche dovendole ormai  prendere di importazione dall’America!!
Io non faccio come lui, prediligo i frutti locali  (mango in testa!),  ma visto che ci sono, ogni tanto gliene rubo qualcuna per queste dolci e naturali bontà 😉

Crackers di lino crudisti


Gusto pizzaiola!!!
Questo è il mio primo esperimento di crackers crudisti 😉  Da tanto mi incuriosivano, ma intimorita dalle preparazione ho sempre rimandato. Finalmente li ho provati ed il risultato è davvero particolare e vale l’assaggio ed il lungo  lavoro del forno 🙂
Mi piace fare pranzi completamente raw ma un sostituto del pane, per accompagnare le verdure, e dare maggiore gusto e sazietà, a volte mi manca…
In rete ci sono un sacco di proposte accattivanti, per tutti i gusti, e dal mix di idee da cui ho preso spunto, nasce la mia versione 😉

Ingredienti:
50g di semi di lino
100g circa di acqua
1 manciata di mandorle
3-4 pomodori secchi
1 cucchiaio di semi di sesamo
1 cucchiaio di capperi dissalati
1 pizzico di peperoncino a piacere

Procedimento:
Ammollate i semi di lino coperti di acqua per una notte. Il giorno dopo vi accorgerete che  avranno formato una specie di gelatina pastosa che terrà insieme il composto. Mixateli un attimo e teneteli da parte.
Frullate  a parte anche le mandorle, i capperi, i pomodorini ed uniteli ai semi di lino mescolando bene. Aggiungete infine i semi di sesamo, l’origano ed il peperoncino a piacere fin ad avere un composto morbido.
Stendetelo molto sottilmente, con l’aiuto di una spatola umida,  su una teglia rivestita da carta da forno ed infornate a 40°-50° gradi al massimo  per 24 ore ricordandovi di riazionare il timer ogni volta che completa il giro!
Dopo qualche ora di asciugatura, ho inciso la sfoglia di lino per semplificarne  la divisione in crackers dando una forma regolare e consentendomi di girarli agevolmente, di tanto in tanto,  per facilitarne l’asciugatura.
Li ho preparati il mattino, fatti essiccare per tutto il giorno, smanovrati come descritto e lasciati in forno spento anche la notte. Il mattino erano pronti e belli asciutti!
Se avete l’essiccatore tanto meglio, ma anche il forno ha fatto il suo dovere regalandomi il primo assaggio di crackers crudisti  con tutte le virtù dei semi di lino!


Di per sé come vedete sono piuttosto facili da realizzare e si prestano a mille varianti di gusto e sapore, ma purtroppo richiedono un certo dispendio di energia elettrica (d’inverno si può ovviare  posizionandoli su strisce di carta da forno sopra i caloriferi!) e lunghi tempi di asciugatura a calore moderatissimo per non compromettere i nutrienti degli ingredienti ed essiccare per bene al fine di conservarsi a lungo…. A lungo? Finirli  è davvero operazione da poco!
Il gusto ovviamente è piuttosto rustico visto la prevalenza dei semi di lino, ma molto piacevole per me e gli altri amanti del genere: ottimi per accompagnare verdure, pucciati nelle vostre salsine preferite o sgranocchiati in libertà  😉
E voi?  Li avete mai provati?

Mela d’avena


Voglia di un pranzo veloce e depurante, di uno spuntino energizzante o di un break crudista molto appagante?!
Allora questa semplice delizia fa per voi!!
Da quando l’ho scoperta me la preparo spesso e per qualunque momento decida di servirmela, non mi delude mai 😉

Ingredienti:
1 mela tipo fuji
Succo di 1 arancia
5 cucchiai di fiocchi di avena
2 noci
1 cucchiaio di malto chiaro a piacere

Procedimento:
In una ciotola versate i fiocchi di avena e copriteli con la spremuta di arancia.
Grattugiate la mela nella sezione della grattugia a fori grossi e mescolatela ai fiocchi che nel frattempo si saranno leggermente ammorbiditi.
Aggiungete le noci tritate grossolanamente ed un filo di malto più per decorazione che per necessità di gusto, perché se la frutta scelta  è buona e naturalmente dolce non è neanche necessario.

La vostra merenda sprint o il vostro pranzo light è già pronto!

Raw merenda d’autunno


Crema energetica e  dalla dolcezza tutta naturale per una merenda sana e crudista (anche se il cacao….) .
Il colore è invitantissimo, non trovate? Viene proprio voglia di affondarci il cucchiaio 😉 !
Mia figlia la ama particolarmente e,  caki permettendo, gliela propongo spesso e visto che mi ci metto, mi associo anche io all’assaggio 😳 !
Linda, di fronte alla ciotolina ricolma di crema, si piazza sulla sua tovaglietta milleusi e non si sposta da lì finchè non vede il fondo! Ecco le dosi per tutte e due 😀

Ingredienti:
2 caki maturi
2 banane mature
2 cucchiaini di cacao amaro
1 cucchiaio di farina di cocco per decorare

Procedimento:
Nulla di più banale: lavate i cachi e frullarli con il frullatore ad immersione insieme alle banane tagliate a rondelle ed al cacao. Fatto! Guarnire con la farina di cocco e spazzolare!

Poi andate a fare una passeggiatona, una corsetta, giardinaggio o qualunque altra attività preferita che di energia ne avete da vendere!!
PS: ricordate il mio Saraceno cake al Christmas Party? Se tornate alla fine del post scoprirete dove è finito!!