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Borlotti e brown rice in salsa ricca

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Questo piatto e’ nato un po’ per caso: complice il ritorno di mio marito dall’ennesimo viaggio in Cina, carico di tanti ingredienti a me cari e che mi riportano con la mente ed il gusto a quella terra ed a quella parentesi di vita ormai lontana ma tanto amata, ho deciso di combinare un po’ di Asia ed un po’ d’Italia per una cena dei ricordi, veloce e gustosissima.
Per realizzarla vi serve:

Ingredienti:
500g di borlotti pesati cotti
200g di sticky brown rice – varietà tonda – gia’ cotto
300g di ragù di soia
q.b. di prezzemolo, erba cipollina e maggiorana fresche
1 cucchiaio di salsa di soia tamari
1 cucchiaio di olio evo
q.b. di buccia di limone

Procedimento:
Essendo una ricetta di riciclo creativo avevo tutto pronto: in un tegame ho mescolato i borlotti cotti, il riso cinese precedentemente lessato in acqua aromatizzata con aglio, alloro e chiodo di garofano, ed ho aggiunto il ragù di soia; ne tengo sempre una piccola scorta in freezer: per le voglie e gli spunti irrefrenabili dell’ultim’ora torna sempre utile!
Se non trovate il tipo di riso che vi ho indicato, cosa piuttosto probabile, che invece e’ perfetto per questa preparazione dato il suo gusto deciso, quasi carneo ( 🙁 ), eccolo ancora nel suo sacchetto originale …

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… optate per un riso rosso normale; non sarà identico per aroma e consistenza, ma al gusto si avvicina abbastanza 😉
Infine ho aggiunto un abbondante trito delle erbe aromatiche indicate fresche che fanno la differenza, condito con olio e tamari e mescolato il tutto.
Ho fatto ben amalgamare i sapori portando sul fuoco basso per una decina di minuti ed impiattato aggiungendo ad ogni scodella della buccia di limone tagliata sottile!!

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Piatto da Re ragazzi, che farebbe un figurone anche nei menù delle prossime feste!!

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Pate’ di lenticche rosse e anacardi

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Ed ecco che senza accorgermene, e’ passato un mese dall’ultimo post, praticamente un record negativo che forse, visto come si vanno mettendo gli impegni, continuero’ a battere…
Pero’ non mollo e, seppur con meno frequenza, continuero’ a pubblicare per me e per voi, e soprattutto per quanti ogni tanto, mi riportano all’ordine 😉 Grazie!!
Oggi salsetta veloce e particolare che si puo’ prestare a diverse occasioni golose;vediamo se vi piace…

Ingredienti:
200g di lenticchie rosse decorticate
½ litro di brodo vegetale
80g di anacardi
2,3 scalogni
1 spicchio di aglio
1 cucchiaino di garam masala
½ cucchiaino di paprika
q.b. di prezzemolo tritato
q.b. di sale e pepe
q.b. di olio evo
    
Procedimento:
Per prima cosa sciacquare e cuocere le lenticchie nel brodo, regolando la quantità di liquido in cottura. Dopo circa venti minuti dovreste avere delle lenticchie morbide ed asciutte. Scolatele, tenendo da parte il brodo in eccesso se ce ne sara’, e ponetele in un contenitore di vetro a freddare.
Nel frattempo tritate gli scalogni, stufateli in padella con poco olio e acqua in pari quantita’ e poi uniteli alle lenticchie, aggiungendo anche gli anacardi, l’aglio, e le spezie (sostituibili dal curry e cumino se piacciono di piu’).
Frullate con un minipeemer  fino ad ottenere una pasta densa,  unite il prezzemolo tritato, un giro di olio e regolate di sale e pepe.
Per una salsa piu’ liscia e cremosa, adatta anche a condire pasta ed ortaggi, potete tenere un po’ in ammollo gli anacardi prima di frullarli, ma anche cosi’, leggermente ruvida si sposa comunque con tutto, provate…

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A mio gusto la dolcezza di base di questo pate’ si abbina perfettamente con il pane di segale, perfetto in questo caso quello bello umido e compatto.
Spalmatecene un’ abbondante dose e servite con pomodorini freschi per un aperitivo davvero originale! 😉

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Polpettone in forma di okara

Ricetta veloce per chi come me in questo periodo vive veloce: corri all’alba a lavoro, scappa dall’ufficio, vola a casa, riassetta, sistema e cucina praticamente in contemporanea, sbrigati fai i compiti, schizza in piscina, rientra, apparecchia, mangia al volo che si va a nanna: denti, pigiama, storia, speedy coccola e bacio della buona notte. Scorro le e-mail della giornata ma non ho testa e tempo per rispondere e commentare come vorrei: allora stacco tutto – o per bene o per niente –  strucco, sparrucco e crollo a letto, con la sensazione di non aver fatto nulla per bene…buonanotte che tanto domani si ricomincia…
Se la vogliamo chiamare vita…
Nonostante tutto, quando posso,  mi ostino anche all’autoproduzione: più buono, più economico, più gratificante ma tremendamente più lungo. Fatto il latte di soia con la centrifuga (buonissimo!) per ricavarne un tofu che però non ha cagliato (nonostante abbia usato solo soia ed acqua), recupero almeno l’okara, così non tutto il tempo e la fatica è andata sprecata.
Per l’ottimo risultato, apprezzato da tutti gli assaggiatori, questo è  il necessario:

Ingredienti:
okara di soia (da 150gr di soia per autoproduzione del latte)
2 manciate di burgul (50g circa)
1 carota
1 cipolla rossa
1 cucchiaio di capperi dissalati
1 spicchio di aglio tritato
q.b. di erbe aromatiche (timo, erba cipollina, basilico)
2 cucchiai di tamari
2 cucchiai di olio evo
2-3 cucchiai di fecola di patate
q.b di sale

Procedimento:
Anche questo è veloce: sciacquate e scolate il burgul, tostatelo due minuti in padella e copritelo con pari peso di acqua e brodo molto caldo. Portate a bollore, lasciate andare qualche minuto e spegnete. Deve restare al dente perché finirà di cuocere con il resto degli ingredienti in forno.
Nel frattempo mescolate l’okara di soia alle verdure grattugiate, agli odori sminuzzati e la fecola. Condire con olio e tamari (o una presa di sale) ed aggiungete il burgul pronto, regolate di sapidità e di consistenza aggiungendo poca acqua o farina, fino ad ottenere un composto morbido ma legato come un polpettone tradizionale e, se potete, lasciate riposare una mezz’ora.
Sistemate il composto pressandolo uniformemente in uno stampo di silicone, aggiungete un filo di olio ed infornate a 180° per 20 minuti circa.
Lasciate intiepidire e sformate su un piatto da portata decorando a piacere.
Questa versione base si presta a molte varianti: al posto del burgul, si può benissimo usare il cous cous o, se si vuole un piatto completamente senza glutine, si può optare per il riso, il miglio, la quinoa, l’amaranto. Anche le verdure e le erbe aromatiche possono essere altre o aggiunte a quelle presenti, tenendo conto delle preferenze, della stagionalità e delle giacenze in frigo. La fecola pure può essere sostituita da amido di mais, farina di riso, tapioca o da semplice farina zero. Assaggiate, e lasciatevi guidare dal vostro palato…


Il risultato è davvero gustoso; io l’ho accompagnato ad una dadolata di pomodorini e rucola, conditi con olio, limone ed un goccino di aceto balsamico e devo dire ci stava davvero bene, completando ed arricchendo questo semplice polpettone veg, versione basic.


E se poi vi avanza, se non siete più di tre, dovrebbe 😉 congelato a fette è perfetto per una di quelle sere che si va di corsa…

Insalata di ceci balsamica

Dopo mesi di alimentazione quasi prevalentemente cruda saltellando allegramente da un frutto ad una verdura di stagione e tutta made in Italy (ora noto la differenza abissale!) , comincio a riavvicinarmi ai fornelli, ma con moderazione! Questo piatto infatti è un mix tra cotto e  crudo, perfetto in queste ultime, sorprendenti giornate di sole di fine settembre. Sperimentatela con gli ultimi doni e gli aromi dall’orto e vi rammaricherete di non averla provata ad inizio di stagione per gustarla più a lungo!! 😉

Ingredienti per l’insalata:
500g di ceci cotti
1 cipolla rossa
1 cetriolo
1 peperone rosso
1 mazzetto di basilico

Ingredienti per la vinaigrette:
8-10 pomodori secchi sott’olio
1 spicchio di aglio
2 cucchiai di aceto balsamico
50g di basilico
q.b. di pepe
q.b. di olio evo

Procedimento:
Saltare velocemente in padella la cipolla tagliata sottile in un cucchiaio di olio e uno di acqua con un pizzico di sale e pepe. Riservate in un piatto.
Mondate e riducete a quadretti il peperone (se la buccia vi da noia potete toglierla con il pelapatate, a noi affatto ;)) e saltatelo a secco sulla stessa padella per pochi attimi a fiamma vivace.
In una insalatiera mescolate i ceci cotti con le verdure appena saltate e tenete da parte.
Dedicatevi ora al condimento frullando tutti gli ingredienti della lista, escluso metà del basilico, ed aggiungete olio fino ad ottenere una salsa liscia e profumatissima. Ve ne dovrebbero bastare 4-5 cucchiai ma regolate anche con dell’acqua se necessario, così da non esagerare con l’olio, anche se a crudo 😉
Condire con la vinaigrette i legumi e lasciate riposare in frigo almeno un’oretta in modo che tutti gli aromi si amalgamino per bene e l’insalata diventi cremosa, profumata e gustosissima.

Fatela poi intiepidire e, al momento di servirla, aggiungete il cetriolo a rondelle sottili ed  il resto del basilico spezzato con le mani, mescolate con cura e che ve lo dico a fare: buon appetito!!! 😛

 

Pasta e fagioli estiva


Raramente abbiniamo la pasta ai legumi, piuttosto complessi da digerire insieme, igienisticamente parlando, ma ero alla ricerca di una ricetta fresca, estiva e veloce con la presenza di entrambi gli ingredienti perchè commissionata da una amica, che non è solita farsi di questi problemi 😉 Rispettosa di ogni scelta mi metto all’opera cercando una soluzione gustosa ma più leggera possibile.
E per sapere se poteva andare, ho dovuto assaggiarla! Talmente buona e veloce che la regalo anche a voi!!

Ingredienti per due persone:  
200g di gnocchetti di semola di grano duro
1 spicchio di aglio
1 cm di zenzero
200g di zucchine
150g di fagioli rossi già cotti
2 cucchiai  di pesto a modo mio
3 cucchiai di olio evo
1 pizzico di curcuma
q.b. di sale
q.b. di foglie di basilico
olio al peperoncino a piacere

Procedimento:
Tritate l’aglio, schiacciate il pezzettino di zenzero e buttateli in una larga padella con l’olio, le zucchine affettate sottilmente e un pizzico di sale. Saltate a fiamma viva per pochi minuti.
Scolate i fagioli dal loro liquido di cottura che non butterete ma nel quale cuocerete la pasta aggiungendo altra acqua ed un pizzico di curcuma alla fine, per conferire agli gnocchetti un bel colore dorato. Vabè, se siete proprio di corsa ed avete anche finito la vostra riserva autoprodotta nel freezer, usate i fagioli in scatola ma io non vi ho detto niente 😉
Aggiungeteli alle zucchine, il pesto (io ho la mia scorta a cubetti grazie al porzionatore per il ghiaccio), togliete lo zenzero  ed allungate la salsa con un pochino di acqua di cottura della pasta.
Scolatela al dente e fatela saltare qualche minuto in padella aggiungendo un bel giro di olio a crudo e qualche foglia di basilico spezzettata al momento con le mani.
Servite e gustate se vi piace, con qualche goccia di olio al peperoncino! Ma fa già così caldo!!

Se vi piace la pasta fredda (a me non molto 🙁 ) e pochi gas accesi potete gustarla anche così: cuocete la pasta con le zucchine a cubetti, passate tutto sotto l’acqua del rubinetto e scolatele. Conditele come sopra, insaporendo i fagioli negli odori e nel pesto, mescolando con cura e aggiungendo olio e basilico a pezzetti!
Allora, quale versione proverete?

Con questa ricetta partecipo alla progetto  “Salutiamoci” per il mese di luglio ospitato da Cobrizo, che prevede tra gli ingredienti principali le zucchine!
Io, per l’ultima volta, ho usato quelle cinesi! 😉

 

Salutiamoci a luglio: la sfida alla zucchina

 

Cornucopie di melanzane in crema di ceci

Visto il Vitello e Tonno felici da Cesca me ne sono subito innamorata e deciso su due piedi che avrei provato anche io qualcosa sul genere, ma senza seitan.
Ci piacciono un sacco i ceci anche d’estate e resi cremosi e gustosi sono proprio irresistibili.
Eccovi un piattino fresco, leggero e profumato adatto a questi giorni di calura tropicale.

Ingredienti:        
1 melanzana tonda viola
200g di ceci cotti
2 cucchiaini di senape
1 cucchiaio di capperi sotto sale
2 cucchiai di olio evo
il succo di mezzo limone
q.b. di erba cipollina
q.b. di pepe

Procedimento:
Grigliate velocemente la melanzana tagliata sottile e tenetela da parte. Fate attenzione che non bruci diventando nera, perché altrimenti avrete preparato le melanzane all’acrilammide, sostanza cancerogena che purtroppo, recenti studi, hanno dimostrato si sviluppa anche nel vegetali alla griglia o alla brace e non solo nella classica bistecca.
Ora preparate la salsa ai ceci che avrete precedentemente cotto in acqua ( io aggiungo un pezzetto di carota, cipolla steccata con un chiodo di garofano e una foglia di alloro), scolateli e frullateli con gli altri ingredienti eccetto l’erba cipollina che va aggiunta alla fine. Regolate la dose di senape, capperi e limone secondo gusto e la consistenza aggiungendo se serve un po’ di acqua di cottura dei ceci.
Ora riprendete le fette di melanzane, spalmatele con la salsa e richiudetele saldando i bordi con una punta di cremina che farà anche da collante. Se volete rimboccate le estremità dell’ortaggio con altra salsa ed una presa di erba cipollina tritata. Un giro d’olio, almeno un’oretta in frigo e servite!

Non era niente male anche proposta sopra dei pomodorini ed una freschissima fogliolina di basilico 😉

Minestra di fave e avena


Dopo la crema di fave con chips di loto che mi aveva fatto scoprire il sapore delle fave cinesi, volevo dare un’altra chance a questo legume fresco, prima che il suo tempo finisse, per svoltare verso ortaggi decisamente estivi.
Mi aggiravo davanti al bancone del mercato puntando con fare dubbioso il legume agognato, mentre la verduraia con sorriso serafico mi rassicurava dicendo “tien”, che significa “dolci”, puntando il dito nella direzione del mio sguardo, ed io replicavo con un “potien” che  significa invece “per niente dolci” l’ultima volta che le ho prese!
Però è troppo simpatica e convincente che anche stravolta sono tornate a casa con me insieme ad un’altra quintalata di roba.
Assaggiato poi il risultato devo dire di aver fatto bene: centrando l’abbinamento è venuto un piatto a mio gusto  perfetto 😉 Ora ditemi voi…

Ingredienti:
500g di fava sbucciata
150g di avena in chicchi
1 cipolla
2 carote
2-3 cucchiai di passata di pomodoro
1 bel ciuffo di basilico
2 litri circa di acqua o brodo vegetale
1 cucchiaio di miso
q.b. di pepe
q.b. di olio evo

Procedimento:
In un ampio tegame mettete la cipolla tritata, le carote tagliate a rondelle e poi a quarti e fate scaldare con un goccio d’acqua e poco olio. Aggiungete poi l’avena lavata e scolata dall’ammollo (meglio se di una notte), le fave sgranate, il pomodoro e coprite con l’acqua.
Pepate  e cuocete  per circa un’ora e pentola coperta.
A fine cottura aggiungete il miso o se preferite il sale, e servite tiepida con un giro di olio e abbondati foglie di basilico spezzettato con le mani.

L’avena ha reso la minestra molto cremosa e gustosa, mitigando con la sua nota dolce, il retrogusto sempre un po’ amaretto della fava cinese che ormai, a fine stagione, è grossa come una medaglia, ma ancora molto piacevole!
Provatela con l’ultima fava italiana, non vi deluderà 😉

Crema di fave con chips di loto


“Anche in Cina ci sono le fave!!” Ho esclamato appena le ho viste in bella mostra al mercato. Più corte, più tozze, con gli acini più grossi e duretti, ma pur sempre fave!
Presa dall’entusiasmo le ho acquistate subito per cena pensando durante il tragitto di ritorno a come farle.
Le assaggio crude prima di prepararle e mi accorgo che sono piuttosto… amare!
Nulla a che vedere con la dolcezza di quelle italiane appena raccolte che si trovano in  questo periodo!!
Non ci sarebbe nessun problema per i miei gusti estremamente adattabili, ma il resto della ciurma non le avrebbe mai mangiate così al naturale e dunque, pure questa volta, tocca faticare…
Private del tegumento esterno ed anche della pellicina che riveste ogni acino che  conferisce quella nota troppo amara, con un’ora di lavoro e di pazienza ricavo mezzo chilo di fava sbucciata che preparo così:

Ingredienti:
500g di fava sbucciata
1 porro
2 cm di radice di zenzero fresco
1 radice di loto
1 cucchiaino di dado auto prodotto
q.b. di olio evo
q.b. di tamari o sale integrale

Procedimento:
In questa ricetta, come avete capito scorrendo la lista, ho anche utilizzato un ingrediente asiatico tipico, la radice di loto che qui si trova ovunque in abbondanza.
E’ un alimento molto potente utilizzato nella macrobiotica curativa e nella medicina tradizionale cinese per aiutare il sistema respiratorio, liberandolo da muco e catarro.
E’ una radice di una varietà di ninfea dalla buccia marroncina e l’interno color avorio con della cavità longitudinali e dal gusto delicato.
Eccola come si presenta intera…

..e in sezione: non è bellissima!

In un ampio tegame ho versato le fave sbucciate, il porro a rondelle, lo zenzero ed ho aggiunto le due estremità della radice di loto sbucciata e tagliata a piccoli dadini. Ho coperto con acqua, unito il dado, portato a bollore e lasciato cuocere per 15 minuti.
Nel frattempo ho preparato le patatine di loto: ho tagliato il resto della radice a fettine sittili, allineate su una teglia coperta da carta da forno, spennellato ogni fettina con olio evo ed insaporito con una grattata di sale integrale.
Le ho fatte dorare sotto il grill del forno alla massima temperatura e rigirate dall’altro lato per cuocerle uniformemente ed in pochi minuti sono pronte le chips cinesi, croccanti e leggere!!
Frullare le fave cotte fino a ridurle a crema, tenendo una parte del composto integro per dare al piatto più consistenze e per la presentazione, insaporire con tamari a piacere e servire il tutto con un bel giro di olio a crudo e qualche patatina di loto infilata nella passatina.
La crema di fave così presentata è piaciuta molto, la dolcezza del porro e la freschezza dello zenzero  ha bilanciato la leggera nota amara delle fave che persisteva anche dopo la cottura, ma ancora di più le chips di loto che sono andate a ruba.
Sembravano proprio delle eleganti patate fritte  ma certamente più sane e delicate 😉
Non vedo l’ora di poterla rifare in Italia con della fave veramente buone, ma troverò la radice di loto?
L’avete vista in giro?!
Nelle grandi città so che si trovano, ma al mio paesello? Ditemi di sìììììì!!!!

Zuppa di farro e borlotti


Stimolata da “Cucina Naturale” ho voluto provare una nuova zuppa di legumi con gli ultimi pacchi di borlotti e di farro italiani in dispensa 🙁
Non avendo intenzione di fare nuove scorte di prodotti nazional popolari per questi ultimi mesi di soggiorno, volendomi godere tante materie prime cinesi che poi forse difficilmente ritroverò, cariche della loro intensità di gusto e di ricordi, questi due preziosi pacchettini meritavano quindi un’uscita di scena col botto!!
Questa ricetta ha reso loro molto onore 😉

Ingredienti:
250g di borlotti secchi
200g di farro
2 spicchi di aglio
1 cipolla dorata
1 porro
2 coste di sedano
1 rametto di rosmarino
1 mazzetto di erba cipollina
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
1 foglia di alloro
3 cucchiai di olio evo
q.b. sale integrale

Procedimento:
Sciacquate e poi tenete in ammollo i borlotti per almeno una notte.
Il giorno seguente sciacquate e tenete un po’ in ammollo anche il farro.
Nel frattempo mettete a cuocere i legumi con l’alloro per un’oretta coperti di acqua.
Tritate l’aglio, la cipolla, il porro, il sedano, l’erba cipollina, il rosmarino e poi, in una casseruola, rosolate le verdure sminuzzate un minuto in poco olio ed acqua.
Versatevi ed insaporite nel trito il farro, aggiungete pari peso circa dell’acqua di cottura dei borlotti e portate a cottura.
I tempi dipenderanno dal tipo di farro utilizzato; seguite le indicazioni riportate sulla confezione. Il perlato o decorticato ci mette circa mezz’ora, il farro integrale almeno il doppio.
A ¾ di cottura del farro, aggiungete i borlotti, il pomodoro ed il sale necessario. Lasciate finire di cuocere, regolate di densità con altra acqua di cottura dei borlotti se necessario ed insaporire per altri 10-15 minuti.
Un giro di olio a crudo, qualche fogliolina di rosmarino tritata e buon appetito!!
Peccato solo che le foto scattate di sera purtroppo non rappresentano al meglio i colori di questa zuppa e non rendono giustizia a questa semplice bontà  😉

Benserviti ai ceci aromatici


Questa zuppa di ceci la faccio spesso: mi ricorda tanto i profumi di casa, con i suoi ingredienti semplici nostrani e piace tanto a tutti e tre.
Con la mia ridotta scorta di prodotti italiani riesco ad ottenere lo stesso gusto di quella fatta in madrepatria; sono soddisfazioni!!
Aggiungendo la pasta diventa un piatto unico, ricco e completo per la presenza di cereali e legumi, ma comunque leggero ed aromatico per l’uso del solo olio evo a crudo e delle erbe aromatiche.
Eccovi una sana e gustosa cena garantita!!

Ingredienti:
250g di ceci secchi
2 spicchi di aglio
1 cipolla dorata
1 grossa carota
2 rametti di rosmarino
2-3 foglie di salvia
5-6  pomodori secchi
100g di “Benserviti” home made
q.b. di olio extra vergine di oliva
q.b. sale grosso integrale

Procedimento:
Sciacquate per bene e poi tenete in ammollo i ceci per almeno una notte.
In una casseruola dal fondo pesante versate un trito di aglio, cipolla,  carota, rosmarino e salvia, aggiungete poi i ceci scolati e coprite con abbondante acqua.
Cuocere a fiamma bassa per  un’ora e mezza, due ore o  finchè i ceci non si inteneriscono. A cottura quasi ultimata, aggiungete i pomodori secchi rinvenuti in acqua tagliati a listarelle e poco sale grosso. Il pomodoro, in qualunque forma, andremme messo sempre alla fine  della cottura dei legumi, perchè creando un ambiente acido farebbe restare dura e poco digeribile la fibra vegetale.  Lasciate cuocere la zuppa altri 15 minuti per insaporire ed  amalgamare i sapori, regolandone la densità aggiungendo altra acqua.
Una volta pronta, prelevatene 1/3 e frullatela con il minipeemer fino a ridurla a crema e poi riaggiungetela al resto della zuppa mescolando.
E’ già buonissima così, servendola fumante con un giro di buon olio evo ed un pizzico di erbe aromatiche aggiunte fresche.


Per trasformare questa zuppa di legumi in un piatto completo, la volevo gustare non con i  soliti maltagliati, che suona tanto di approssimato e rimediato, ma con qualcosa di più “elegante”;  così ho preparato appositamente  i “Benserviti”: un piatto così buono merita anche una degna presentazione! 😉
Ho semplicemente realizzato delle larghe tagliatelle con circa 150gr di farina semintegrale, acqua quanto basta ed un pizzico di curcuma, tagliato con la rotella, lasciato asciugare una notte e spezzato poi le tagliatelle ormai secche  in più punti con le mani.
Tuffate i Benserviti nella zuppa in ebollizione, cuocete due minuti ed impiattate aggiungendo un abbondante  cucchiaio di olio evo!

Allora Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al Concorso di cucina: “Olio, Erbe e Fantasia”

Non posso quindi non tributare gli ingredienti protagonisti del Contest che fanno di questa zuppa un piatto sano, aromatico e dalle proprietà antitumorali, riportandone alcuni straordinari benefici:

L’olio extra vergine di oliva: ciò che rende davvero speciale  è la sua funzione preventiva nei confronti di moltissime patologie.  Gli effetti salutari di questo prezioso nutrimento riguardano l’apparato digerente agevolando le diverse fasi della digestione, le malattie cardiovascolari riducendo il colesterolo circolante e la pressione e le patologie tumorali.
Studi dimostrano che è l’olio extra vergine d’oliva, insieme ad una dieta ricca di vegetali e frutta fresca, sono l’arma primaria per impedire l’insorgenza del cancro.
Il suo utilizzo  l’utilizzo è un ottimo coadiuvante in alcuni processi che possono inibire l’insorgenza del cancro,  di aiuto alla prevenzione ed efficaci anche nella cura delle patologia tumorali, per la presenza dell’acido oleico e della luteina, fondamentali per la fluidificazione della membrana cellulare.
Il rosmarino: con le sue proprietà  anti -infiammatorie, anti-batteriche, anti-fungine antisettiche, stimolanti, diuretiche proprietà curative,  rafforza il sistema immunitario . Il suo uso regolare  mantiene giovani e migliora la circolazione sanguigna, aiutando soprattutto chi si sente privo di forze e debilitato. Grazie ai suoi potenti antiossidanti il rosmarino svolge un ruolo protettivo dei riguardi del fegato, organo che risente più di tutti gli effetti dello stress anche alimentare ed è un’arma naturale per la prevenzione dei tumori dell’apparato digerente.
La salvia: un antico proverbio recita più o meno così: ” chi ha la salvia nell’orto possiede salute nel corpo”. Avendo proprietà antinfiammatorie, battericide, balsamiche ed espettoranti è indicata per la prevenzione e la cura di patologie delle vie respiratorie come tosse, raffreddore asma e irritazioni della gola. La salvia ha la capacità di stimolare la secrezione dei succhi gastrici ed è quindi considerata un ottimo digestivo.
La curcuma: la curcumina, contenuta in essa, risulta utile a contrastare l’insorgere di almeno otto tumori: colon, bocca, polmoni, fegato, pelle, reni, mammelle e leucemia. La curcuma viene impiegata nella medicina tradizionale indiana e in quella cinese come disintossicante dell’organismo, in particolare del fegato e come antinfiammatorio, e queste proprietà salutari oggi vengono confermate dalla medicina ufficiale, anche alla luce dei numerosissimi studi e scoperte che la scienza attuale ha ufficialmente confermato. La cosa che ha “catturato” l’attenzione degli studiosi è il fatto che nei paesi asiatici e in particolare in India, dove il consumo di curcuma è altissimo, l’incidenza dei tumori è molto bassa. Molto interessanti le proprietà antiossidanti della curcumina che sono in grado di trasformare i radicali liberi in sostanze inoffensive per il nostro organismo oltre naturalmente a rallentare l’invecchiamento del nostro patrimonio cellulare.