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Saraceno Cheese


Mi piace preparare ogni tanto i “formaggi” alternativi e quando ho visto l’ultima proposta di Felicia che non prevedeva  l’onnipresente soia e senza glutine, non ho potuto che provarlo, con le mie immancabili varianti di gusto e dispensa 😉

Ingredienti:
500 ml latte di grano saraceno
1 porro
60g di farina di riso
1 cucchiaino di agar agar
2 cucchiai di succo di limone
2 cucchiai di lievito alimentare
1 pizzico di sale
q.b. di maggiorana essiccata
q.b.  di olio evo

Procedimento:
La ricetta l’ha ben spiegata Feli nel suo post, ma la riporto anche quì sul mio blog per mostrarvi le mie modifiche  e per avere a portata di mano, anche nel mio ricettario virtuale, questa comodissima ricetta che a Linda è piaciuta moltissimo 😉
Preparate il giorno prima  il latte vegetale con 100g di grano saraceno e 1,5 lt di acqua come Felicia spiega quì.
Con le sue dosi mi sono venute due formette come quelle che vedete in foto, giuste giuste per qualche esperimento!
Tritate e cuocete il porro in un cucchiaio di olio e uno di acqua e una volta  pronto ed asciutto, in un alto pentolino riducetelo a crema con il minipeemer.
Aggiungete il latte, la farina, il lievito alimentare, l’alga in polvere, il succo di limone, il sale, la maggiorana, sciogliete i grumi e mescolate con cura.
Far cuocere a fiamma bassa mescolando di continuo fino ad addensamento del composto. Fuori dal fuoco aggiungete l’olio  e rimettete sul fuoco qualche altro minuto fino a densità desiderata.
Versarlo in un contenitore oleato, far raffreddare e riporre in frigo a rassodare qualche ora.
Ora gustatelo come meglio credete!!

Utilizzandolo in più preparazioni ho scoperto che è un prodotto dal sapore delicato e versatile, ancora tutto da scoprire…
Oltre che leggero ed aromatico si abbina con facilità ed impreziosisce molte preparazioni. Aggiungendo come ho fatto io il lievito alimentare si arricchisce di sapore e ricorda l’aroma dei veri formaggi, ma provate le vostre varianti avvicinandovi al vostro gusto con fantasia.
Mangiato in purezza resta un po’ “budinoso” ed il suo uso al cucchiaio dipende dai gusti (a Linda piace!), ma per mantecare, spalmare, ammorbidire, arricchire impasti e sciogliersi leggermente al calore del forno, si è rivelato un fantastico jolly!
L’ho utilizzato ad esempio per guarnire questa bruschetta agli spinaci e noce moscata:

…per ammorbidire questo tortino gratinato di broccoli e miglio:

e per completare la farcitura di questa torta salata di carote, mandorle e  tofu di cui posterò la ricetta! Troppo buona!!
Grazie Feli, ogni tua proposta è un’illuminazione 😀

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