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Biscotti di prova


Questi biscotti sono il mio primo esperimento dolce realizzato in Cina.
Semplici e senza troppe pretese, ma sicuramente sani e leggeri, nascono dall’esigenza di:
–    provare la resa e le caratteristiche delle farine di grano del luogo visto che la scorta proveniente dall’Italia è molto limitata. Nulla si comprende dalle scritte e le etichette riportate sulle confezioni è indispensabile sperimentarne un po’ prima di trovare il tipo più adatto per ogni ricetta;
–    utilizzare la farina di riso che adoro perché rende tutto friabile e inzupposo e che quì, a differenza che da noi, si trova di buona qualità ed a basso prezzo;
–    testare il forno nelle preparazioni dolci e le sue temperature;
–    preparare delle sane colazioni  per il breakfast a scuola della mia piccola puzzola;
–    occupare un’oretta di una domenica mattina umida ed uggiosa;
–    inaugurare gli stampini comprati all’Ikea  di Shanghai con gli animali del bosco!
Con tutte queste motivazioni, mi scuserete se non inauguro questo spazio con una ricetta con gli effetti speciali….

Ingredienti:
200g farina 00
50g farina di riso
50g di olio di girasole
80g di zucchero
80g latte di soia
mezza bustina di lievito cremor tartaro o altro adatto ai dolci
un pizzico di cannella in polvere

Procedimento:
Tutto molto semplice e rapido. In una ciotola capiente versate e mescolate tutti gli ingredienti secchi poi, alla miscela ottenuta fate un craterino dove verserete olio ed il latte. Iniziate ad unire, dal centro all’esterno, gli ingredienti liquidi con quelli polverosi. Dovrete ottenere un composto morbido ma lavorabile con le mani, come una frolla. Fate poi  riposare in frigo per una mezz’oretta avvolto in pellicola. Trascorso il tempo del riposo, accendete il forno regolandolo a 180°, stendete la pasta su un piano infarinato fino ad un o spessore di mezzo centimetro poi ricavatene le forme che vorrete. Linda per i suoi biscotti ha scelto la lumaca, il riccio e lo scoiattolo.
Allineate i biscottini ottenuti su una teglia imburrata e infarinata (aimè qui non sanno cosa sia la carta da forno, ma voi sì, quindi usatela pure!) e infornate per 8 -10 minuti.

Dopo averli preventivamente assaggiati, Linda ne ha infilati 5 nel suo lunch – box!
Questa è una base leggera che può essere aromatizzata in mille modi: buccia di limone, zenzero, altre spezie, frutta secca a pezzetti o ridotta a farina, anice, cacao, cioccolato in scaglie ecc.
Quindi spazio alle varianti ed alla fantasia!

Una domenica al lago



Il Jinji lake si trova a due passi da casa nostra, lo vediamo dalla finestra, ogni giorno con un umore diverso: cupo, annebbiato, assolato, velato o limpido, ha comunque un grande fascino su di me ed anche se oggi il cielo è carico di umidità, è venuto il momento di conoscerlo più da vicino insieme ai suoi usuali abitanti…

I  prati ospitano bimbi che giocano con le bolle di sapone e gli aquiloni, i boschetti garantiscono pace e tranquillità a vecchietti in passeggiata, i viali si fanno percorrere da bici e runner, angoli riparati accolgono famigliole che improvvisano picnic, scorci suggestivi sono presi d’assalto da coppie di sposi per le foto di rito, panchine e gradoni offrono riposo ai passanti. L’atmosfera è calma e rilassata ed anche noi ci facciamo trasportare…

 

 

 

 

The Spring Festival – Il Capodanno Cinese



Questa notte è stata per i cinesi il nostro ultimo dell’anno.
Già dal mattino le strade erano quasi deserte e nel pomeriggio i negozi ed i supermercati erano insolitamente poco affollati; qualche botto e fuoco d’artificio ogni tanto, ma fin quì, tutto nella norma .
Già dall’ora di cena qualcosa inizia a cambiare: gli spari cominciano ad essere incessanti e provengono da ogni angolo della strada. Da ogni finestra della casa si poteva assistere a spettacoli pirotecnici contemporaneamente.
Abbiamo capito, stasera ci si addormenterà tardi. Tireremo alla lunga a tavola e poi ce la caveremo con un film.
Dalle 23 alla mezzanotte sembra un bombardamento! Però la vista è magnifica e dall’undicesimo piano, in una notte molto limpida, godiamo di uno spettacolo mai visto ed in più, al caldo di casa nostra ed in primissima fila! I fuochi d’artificio ed i giochi di luci colorate a ritmo di musica che si specchiano sul lago poi, sono stati incredibili. Linda corre da una finestra all’altra guidata dal rumore dei botti per non perderne nessuno. Alle 11.00 la mettiamo a letto ed incredibilmente si addormenta subito.
Bene, bello! Si era fatta l’una di notte ed i ritmo degli spari era ancora incalsante. Il film era finito e metà non siamo riusciti neanche a sentirlo per il rumore assordante, il sonno cominciava ad essere serio e per noi la festa poteva anche finire lì. Ma non per loro!
Ad un certo punto ha preso anche fuoco una parte di prato sotto casa nostra e, quando le fiamme cominciavano a minacciare dei poveri alberelli, sono arrivati di corsa due omini che l’hanno spento con gli estintori. Noncuranti, i recidivi dei festeggiamenti continuavano a caricare botti li accanto al mucchietto di cenere e sterpaglie…
Gli spari hanno proseguito tutta la notte ed oggi che è il loro primo dell’anno, ore 9 del mattino, ancora continuano.
Gli omini ripuliscono le strade ed i marciapiedi, caricandosi sulle spalle scatoloni di botti esplosi e ramazzando le strade con rami d’albero utilizzati come  scope improvvisate.
Fuori sembra ci sia la nebbia, invece è tutto fumo e polvere da sparo!
Napoli ed i napoletani a confronto sono dei dilettanti!
Non so come abbia fatto, ma Linda ha dormito tutta la notte e si è svegliata puntualmente. Noi due invece no…

7 febbraio 2011
Ancora spari…!

Il loro 7 febbraio corrisponderebbe al nostro 4 gennaio, ma a differenza nostra, i cinesi continuano imperterriti con i botti, giorno, sera e notte! Cominciano a diventare veramente molesti. C’è anche chi si diverte alle 6.00 del mattino…
Non ho idea di quanti migliaia di RMB (Remimbi: moneta locale) sono riusciti a spendere. Penso che in Italia ci sarebbe venuta una bella manovra finanziaria!
Voci locali confermano che continueranno per giorni…
Voci ottimistiche assicurano che il più è stato sparato. Speriamo sia vero!

Prime ore in casa Suzhouese

Da buona mattiniera sono la prima ad alzarmi e così, nel breve periodo di silenzio garantito, inizio a gironzolare per la casa per scoprire i suoi angoli ed i suoi dettagli. A dirla in breve ci troviamo in 180 mq divisi tra ingresso riservato, grande salone con maxi divano e maxi tv con angolo studio e gioco, scarpiera a muro all’ingresso, 3 camere di cui la nostra con tv e impianto audio e bagno in camera con vasca, secondo bagno con doccia, cucina con gas, frigo, forno, trita – rifiuti organici, lavanderia con lavatrice, stendi biancheria ed asse da stiro; e poi ampie vetrate, parquet, illuminazione e riscaldamento a soffitto controllabili da ogni stanza, arredamento moderno, comodo, funzionale e seminuovo, vista lago. “Ok” – mi sono detta, “questa casa mi piace”! Solo una cosa però le mancava ed il sole del mattino lo mostrava impietosamente: la pulizia!
Non so se lo sapete, ma per i cinesi non è particolarmente importante l’igiene né tantomeno l’ordine. Mi era stato detto, ma, ne ho avuto la conferma e tante altre nei avrei avute anche in seguito. E pensare che avevamo chiesto di farla pulire prima del nostro arrivo, ma a quanto pare sembra sia andata come per l’accensione del riscaldamento!
Sapevo che avrei avuto un aiuto in casa, ma che non sarebbe arrivato prima di una settimana e quindi il lavoro duro toccava tutto a me….Considerate le dimensioni dell’appartamento, Linda da gestire e occupare in attesa dell’inizio della scuola, grandi magazzini per l’acquisto dell’occorrente per la casa, spesa nonch’è pranzi e cene da inventare, questi primi giorni se ne sono andati così…
A questo si sono chiaramente aggiunte le incombenze sanitarie e burocratiche quali residenza, iscrizione al registro degli stranieri, che ci tengono tutt’ora impegnati.
Così stanca ma soddisfatta, conto di iniziare a vivere la mia esperienza di casalinga espatriata per niente disperata!

Ecco la nostra casa dopo una bella ripulita…

La cucina

 

Il salotto

Le camere

L’ingresso al Resort

I giardinetti sotto casa

Dalla finestra

Finalmente arrivati

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Ciao a tutti!

Ce l’abbiamo fatta! finalmente siamo in Cina!
E’ passata una settimana e  mi spiace non essere riuscita a mandarvi nessun segno di vita prima, ma vi assicuro che, almeno per me, questi sono i primi 30 minuti che sono riuscita a prendere ( gli uomini invece, come già saprete, li trovano sempre…).
Che dirvi, noi stiamo bene, ci stiamo adattando alla casa, la temperatura, il cibo, le consuetudini ed ai cinesi.
Ricapitoliamo e andiamo in ordine: siamo riusciti finalmente a partire giovedì 20 gennaio, il viaggio è andato bene ed è scorso senza intoppi né eccessivi ritardi, solo gli spostamenti tra un aeroporto e l’ altro sono stati difficoltosi per la mole di bagagli a mano che avevamo più  Linda con annesso passeggino. Lei, che era alla sua prima esperienza di volo, non ha fatto una piega; una volta preso l’aereo Monaco – Shanghai, ha dormito comodamente, distesa sulla poltrona di prima classe, tutta la nottata.
Eccola al risveglio con Stella, la sua amata scimmietta.

Giusto il tempo di un cartone animato e siamo atterrati.
Dopo un’ora di macchina arriviamo nel tardo pomeriggio a Suzhou dove si trova la nostra  casa cinese.
Siamo ad Horizon Resort – block 1 – 11° piano – interno 1101. Sfiniti per l’ennesimo ma definitivo trasbordo di bagagli,  ci accoglie un appartamento molto bello, elegante e spazioso ma…gelido! E non era un dettaglio da poco visto che abbiamo trovato la neve!

Avevamo anche avvisato di accendere il riscaldamento in tempo per farci trovare una temperatura accettabile, soprattutto per la presenza di una bambina, ma ovviamente non è bastato.
Per farci sistemare l’indispensabile e cercare qualche coperta in giro finiamo a letto tardi.
A parte il risveglio di Linda che, per lo sfasamento da fuso orario, alle 3.30 voleva alzarsi, la nottata è andata bene.

Partenza per la Cina! Anzi no!!

Racconto semiserio di un mancato arrivo!

A chi ancora pensa che il giorno più sfortunato sia il venerdì 17, stò per raccontare una storia che credo, gli farà cambiare idea…
Oggi, giovedì 13 gennaio, è il giorno della tanto attesa partenza per la Cina. Dopo giorni di accurati preparativi con valige intasate, dispense svuotate, frigoriferi scongelati, baci ed abbracci ad amici e parenti, stamattina scendo dal letto ancor prima del solito per sistemare, come è mia consuetudine, gli ultimi dettagli, eccitata e preoccupata per il cambiamento  che si stava per realizzare. Ora del decollo: 18.30. Partenza da casa ore 16.30.
Inizio a prepararmi la colazione lasciando riposare il resto della truppa quando, appena seduta di fronte alla mia tazza fumante, sento svegliarsi Linda con un pianto.
Piange? E perché? Lei che si sveglia chiamandoci con un “hoiii!” tranquilla e serena? Vado da lei, lacrimoni agli occhi e la abbraccio; accostandomi alla sua fronte sento che è bollente! Ok, calma e sangue freddo! Prima cosa il termometro. Già, il termometro, e dov’è? Ovviamente in valigia! Sì, ma quale? Aiuto! Inizio ad aprirle una ad una, rovisto, scombinando tutto l’ordine della roba ammassata, pensando che mai più tutto sarebbe rientrato dentro, ma almeno lo trovo.
Linda nel frattempo continua a lamentarsi ed a chiamarmi mentre Gianluca continua a dormire (ma come farà con tutto il casino degli ultimi dieci minuti!?).
Misuro la febbre: 38,7°… “ca…!”, anzi, “accidentaccio!”, ci sono bimbi che leggono…
Perfetto direi! Cosa di meglio che la febbre alta prima di partire per un lungo viaggio?
Calma….controllo alla mia maniera se ci sono altri sintomi:
1° Gola: infiammazione e placche? Assenti.
2° Sudorazione: assente
3° Tosse: assente
4° Pancia: dolente
5° Stato generale: prostrato
Sembrerebbe un virus!
Prendo subito la belladonna omeopatica per la febbre e le dò subito 3 granuli, nel frattempo anche Luca si sveglia (allora ci senti!) e prima che riesca ad aprire del tutto gli occhi o a dire qualcosa gli domando di chiamare il Pediatra che ci fissa un appuntamento alle 12.45.
Nel frattempo arrivano alla spicciolata  i nonni per i programmati ultimi saluti. Vedendo Linda ammalata passano da uno stato di tristezza e disperazione per l’imminente distacco a quello di preoccupazione e angoscia per lo stato di salute compromesso. Ovviamente questo non aiutava affatto noi genitori già con le scatole ampiamente girate e con la medesima ansia da mascherare.
Poveri nonni però! Non hanno potuto versare neanche una sacrosanta lacrimuccia per la lunga e forzata separazione dalla nipote!
Dopo l’istintiva  incavolatura  subentra il senso di colpa: se non l’avessi mandata all’asilo dopo le vacanze natalizie per questi  pochi giorni, forse non sarebbe successo…Mia madre, gufo per definizione, mi aveva detto: “sei sicura che vòi mandà ‘stà monella all’asilo, non è che te se ‘mmala?”…certo, a forza di pensare sempre al peggio, prima o poi succede!
Ok, stiamo calmi, dopotutto è solo febbre ma la portiamo dal Pediatra per escludere complicazioni e partire quasi tranquilli.
Dopo quasi un ‘ora di attesa, durante la quale Linda non scende dalle mie ginocchia, cosa atipica per lei che anche con la febbre altra salta e corre ovunque, il dottore ci riceve e la visita.
Con mezzi certamente più ortodossi dei miei, controlla  polmoni, pancia, gola, orecchie  e fa la sua diagnosi: “sembrerebbe un virus” !Vabè, e lì c’ero arrivata pure io.
Ci rassicura dicendo di tenere la febbre sottocontrollo con tachipirina o belladonna come noi preferiamo e ci dice di stare tranquilli, di non farci colpe e di partire senza preoccupazione e che poteva andare peggio nel caso si fosse trattato di un virus intestinale diarroico! Quindi dobbiamo considerarci pure fortunati? Mi sembra eccessivo dottore…
Torniamo a casa e, appena scesi dalla macchina, Linda vomita le due dita di succo di arancia che era riuscita a bere per colazione, ovviamente imbrattando scarpe, maglie e giubboni che avremo dovuto indossare per la partenza.
Saliamo di corsa a casa, riempiamo la vasca degli indumenti irrecuperabili in poche ore (qualcuno se ne occuperà…) ed arraffo qualche cambio misero o antico in fondo agli armadi perché tutto  il portabile è ovviamente dentro ai bagagli pronto a seguirci!
Nonostante tutto questo scombussolamento, Linda se ne stà tranquilla e non smania, ma la febbre è già sopra a 39°. Sono oltre le 14.00. Lei si butta sul divano e si addormenta sfinita mentre noi due cerchiamo di mangiare qualcosa, ma lo stomaco è sottosopra tra il vomito, la preoccupazione per Linda e la tensione per una partenza che si preannuncia in salita.
Tiriamo un attimo il fiato osservando la piccola che riposa: guance paonazze e respiro pesante, pensiamo che i bimbi malati stanno accoccolati con mamma e babbo sul divano e sotto una coperta e non in coda ad un check – in…
Approfittando di una quiete surreale in casa nostra, risistemiamo le ultime cose in valigia aggiungendo nel bagaglio a mano un cambio completo per tutti, tenendo conto dei recenti “episodi espulsivi”.
Ore 16.45. A malincuore sveglio Linda, la cambio e la imbacucco per uscire. Almeno fuori, dopo una mattinata di sole tiepido, non è tanto freddo.
Stipiamo tutti i bagagli nel Touran di nonno Gigi e partiamo. Pensiamo che sarà un duro e lungo viaggio tra imbarchi, termometro e medicine, ma ormai ci siamo, incrociamo le dita!
Presto arriviamo all’aeroporto di Castelferretti. Scarico dei bagagli, saluti al nonno taxista ed in coda per il check – in.
Finalmente Linda preferisce alle mie braccia, il passeggino ormai troppo corto e troppo stretto ma comunque accogliente per il suo stato.
Si guarda attorno un po’, osserva le valigie sul rullo dell’imbarco e si riaddormenta nuovamente. Dopo il check – in io e Luca ci sediamo sperando di godere di un’attesa quantomeno di riposo.
Osservo gli altri in coda: italiani, famiglie cinesi, prossimi compagni dell’imminente volo.
Man mano che scorrono persone e bagagli, le due tipe addette al check – in si scambiano un’occhiata: una fa una cenno all’altra di guardare oltre la vetrata con vista all’esterno che si trova alle nostre spalle. La collega deglutisce e dice: “ecco, proprio quello che non doveva succedere…”. Mi volto anch’io verso la vetrata indicata e capisco al volo: sta  calando…la nebbia…nemica di piloti, compagnie aeree e viaggiatori in attesa.
Riferisco a Luca la pantomima delle due addette appena sentita in cerca di rassicurazioni, lui ci pensa, aggrotta la fronte, si volta anch’egli per verificare di persona l’entità della questione descritta, poi fa un sospiro e scuote la testa. Io, che ho ormai imparato ad interpretare queste sue primitive e non verbali modalità comunicative, inizio a preoccuparmi. Lui pure.
Ci avviciniamo alla zona per il controllo dei bagagli a mano, ma il tipo ci dice di “attendere”. Cerchiamo informazioni al box informazioni ma nessuno si sbilancia. “Sono ancora le 17.30”, dicono, “stiamo a vedere…”.
A vedere? Ho una bambina mezza svenuta su di un passeggino striminzito con il febbrone e questi pensano che possiamo stare a vedere? “Sì, non è colpa di nessuno”, stabiliscono, e tutti ricadiamo sulle sedie, faccia tra le mani.
Intanto fuori la nebbia si infittisce…
Ore 18.00. Ultima news: l’aereo per Monaco che dovevamo prendere noi, quale tappa intermedia per Shanghai, è arrivato ma sta girando sopra l’aeroporto  perché il pilota non riesce ad atterrare a causa della scarsa visibilità.
Dopo cinque minuti una voce annuncia che il volo per Madrid che, da tabelle di marcia doveva partire quindici minuti prima del nostro, è stato dirottato sull’aeroporto di Pescara e che i passeggeri erano pregati di recuperare i bagagli in sbarco e raggiungere  il Pullman organizzato dalla compagnia di volo, per il trasferimento.
Ecco, in quel momento panico.
Giusto il tempo di ipotizzare il nostro destino, tra ritardi, trasferimenti e certa perdita della coincidenza, che la stessa voce annuncia: “si informano i gentili viaggiatori che a causa delle avverse condizioni meteorologiche, il volo per Monaco è stato annullato”.
Linda ancora dorme ignara dell’accaduto, io e Luca ci guardiamo increduli. Pensavamo che la giornata era iniziata già maluccio, ma non credevamo che sarebbe finita peggio…
Richiamiamo nonno – tassista che, informato sui fatti, ci dice incredule che fuori Castelferretti non c’è traccia di nebbia! Insomma, la nebbia di Fantozzi!
Dopo poco Linda si sveglia, sbarra gli occhi, si scastra dal passeggino e, non ricordando dove si trovasse al momento di addormentarsi, si guarda intorno con fare interrogativo. Provo a spiegarle il tutto, mi guarda perplessa e poi ricade sul passeggino, muta.
Luca chiama l’agenzia nella speranza di riprogrammare la partenza al più presto. Domani, stessa ora e stesso luogo dicono, ma l’incertezza della situazione è l’unica cosa certa.
Arriva il nonno: Linda gli racconta, con tutta tranquillità, che il pilota non vedeva bene ed è andato da un’altra parte! Interpretazione accettabile per una bimbetta di quattro anni in pieno delirio febbrile.
Ore 19.30: Ci decidiamo ad abbandonare l’aeroporto scollando la testa ad ogni passo, basiti per quello che stava accadendo. Ricarichiamo tutto sull’auto e partiamo per la strada di casa, mentre la nebbia si dirada…
Avverto mamma – gufo che rimane senza parole e mai nulla prima è riuscito in questo intento! La avverto che sarei passata da lei a riprendere alcune cose che le avevo lasciato dal frigo e dalla dispensa.
Certo che se a pranzo la fame era poca, a cena è nulla!
Torniamo a casa. Apro il portone e trovo le luci accese. Per un istante mi allarmo  ma poi sento uno scalpiccio fitto familiare ed entro tranquilla. C’è mia suocera che aveva l’incarico, una volta che fossimo partiti, di portar via e sistemare, ovviamente in tutta calma, biancheria ed indumenti rimasti in giro.
Ma la realtà, come spesso accade, supera la fantasia! Quando ci è venuta a salutare prima della partenza, è rimasta lì, ha tolto tutto dai letti e messo tutto il lavatrice! Adesso, saputo del nostro rientro, era tornata a rifare i letti con lenzuola pulite! Pigiami e tovaglie non erano ancora finiti in ammollo e ce li siamo fatti riportare!
Scarichiamo, puntando sull’ottimismo, solo i bagagli più piccoli, lasciando caricate in macchina le megavaligie, con la vaga speranza di ripetere il tutto il giorno successivo.
Sono le 20.00:  Linda si ributta sul divano, Luca avverte a lavoro dell’accaduto ed io vado a recuperare qualcosa per cena.
Trovo prima mia sorella che, salutata cinque ore prima, le prende un colpo nel vedermi lì!
Tornata a casa inizio ad apparecchiare e Linda, prima che io le chiedessi qualcosa, mi anticipa dicendo che lei non vuole mangiare niente. In quel momento realizzo che lei era con due dita di arancia spremuta, tra l’altro vomitate, e nient’altro. Dopo poco mi chiede di portarla a letto. Bene, anche la cena si salta. E’ ancora prostrata e febbricitante: si preannuncia, da esperienze pregresse, anche una nottata movimentata…
Ceniamo quindi da soli, io e mio marito, provando a realizzare l’accaduto e cercando i lati positivi. Quali? Solo uno:che Linda dormirà nel suo letto e potremo osservare gli sviluppi del malanno.
Dopo aver sbocconcellato qualcosa, giro per casa incredula: osservo le valige di nuovo al loro posto in attesa di un nuovo decollo ed i frigoriferi bui, vuoti e perplessi sul loro prossimo futuro.
Ore 22.00. Ce ne andiamo esausti in camera: pigiami portati, lenzuola fresche di bucato ed ancora nel nostro letto. Pensiamo a dove saremo dovuti essere a quell’ora e rassegnati, ci addormentiamo rimandando al giorno dopo, ogni nuova ipotesi di avvicinamento alla Cina.
Se anche dopo questo racconto continuate a pensare che venerdì 17 sia il giorno più sfortunato, io vi rispetto, ma mi permetto di suggerirvi di stare accorti anche quando sul calendario appare giovedì 13!

Venerdì 14 gennaio 2011
“Domani è un altro giorno”

Come preventivato, anche la notte è stata pesante: quattro risvegli di Linda equamente divisi, in ordine sparso, tra me e Luca, per richieste di acqua, pipì e coccole. Più che legittime, per carità, ma anche il nostro sonno lo era!
Poi il suo definitivo risveglio, ovviamente all’alba visto che la sera prima si era addormentata alle 8.00. Quindi alle 6.30, figlia e poi mamma in piedi. Lei era vistosamente più pimpante del giorno prima.
Vestizione ed il via ai controlli di salute. La febbre è scesa ma resta così come il mal di pancia. Sono anche comparse le famigerate placche alle tonsille. Temo un nuovo attacco dello streptococco che tanto ci ha fatto penare a novembre scorso.
Visto che si ipotizza per oggi  la partenza, non abbiamo alternative e così, a malincuore, tiriamo fuori l’antibiotico messo in valigia per le prime emergenze extra – territoriali.
Linda lo riconosce e protesta subito per il sapore dello sciroppo che ricorda benissimo, però si rammenta anche che ad esso seguiva anche un pezzetto di caramella. Così la reclama senza mezzi termini, come condizione di assunzione, del medicinale proposto.
Ah! Quasi dimenticavo! Dobbiamo controllare com’è il tempo! Vista l’ora, tiro su lentamente la serranda e scorgo…una nebbia degna della Val Padana!! Tombola! Credo che anche per oggi, la partenza sarà incerta fino all’ultimo. Mio marito si attacca al telefono e scompare per minuti, ore ed io non oso nel mentre, chiedere aggiornamenti.
Per non farci mancare niente ed iniziare al meglio anche questa giornata, al primo tentativo di far fare colazione, la piccola ammalata, dopo lungo digiuno, vomita il tutto, senza salvare nulla del pur misero, ma sempre utile, in quanto ultimo, cambio a disposizione!
Una cartone della Disney ed un gioco in scatola, salva la mattinata da piagnistei e stranezze proprie della sua convalescenza.
Dopo tentativi di capire e prevedere le condizioni meteorologiche e soprattutto la visibilità pomeridiana, riflettiamo sul rischio di far rivivere a Linda, in queste precarie condizioni, un’altra giornata faticosa, stressante ed incerta.
Così alle 12.00 decidiamo di rinunciare alla prenotazione odierna, ripiegando sui giorni successivi e sperando in condizioni meteorologiche meno ostili.
Considerate le numerose cancellazioni di volo avvenute in giornata, tanti altri aspiranti viaggiatori sono in attesa di un imbarco certo e, vista la richiesta, il primo disponibile sembra esserci non prima di giovedì 20, stessa ora, stesso aeroporto, stessa compagnia. Insomma, uguale uguale, ma una settimana dopo!
Invece per martedì 18 siamo in lista di attesa, ma non ci crediamo molto.
Ricordiamo il lato positivo? Certo! Almeno Linda sarà guarita!!