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Piselli e lattuga

Questo è un piatto nato dal bisogno di utilizzare le foglie più esterne di alcuni cespi di lattuga giacenti in frigo, non più perfette e croccanti per un’insalata, loro naturale destinazione.
Si è rivelato davvero interessante: l’amarognolo della lattuga lega perfettamente con la dolcezza dei piselli freschi ma anche il porro fa la sua parte.  Si dovrebbe offendere a chiamarlo riciclo!!

Ingredienti:

5oo gr. di piselli freschi
1 cespo di lattuga
1 porro
olio evo
sale q.b

Procedimento:

Sciacquate i piselli e cuoceteli a vapore (o in acqua bollente appena salata) fino a cottura. Affettate sottilmente il porro e mettetelo a rosolare in padella  con un filo d’olio e poca d’acqua coprendo con un coperchio. Lasciate cuocere a fiamma bassa per 10 minuti e comunque fino a che il porro non risulta morbido e trasparente. Nel frattempo lavate bene la lattuga  e tagliatela a listarelle. Sembrerà troppa, ma vedrete che appena sentirà il calore in padella ridurrà drasticamente il suo volume.  Unitela al porro ammorbidito e appena appassisce, aggiungete anche i piselli cotti e scolati. Fate insaporire il tutto per 5-6 minuti, aggiustate di sale e gustate.
E’ un ottimo piatto unico servito con del buon pane casalingo o un cereale al dente!

Orecchiette saracene con broccoli e pomodorini


Questa è la prima volta che mi cimento nel preparare, tutta da sola, le orecchiette.
In Italia le preparavo ogni tanto con mia madre. Sapete, quei pomeriggi invernali, lunghi e noiosi, quei dopo pranzo che non hai sonno ma non ti va nemmeno di correre a  destra e a  manca? Bene, questo era il nostro momento per le orecchiette. Ne facevamo sempre parecchie perché: “tanto che ti ci metti….” Acqua, un pacco di semola rimacinata che in casa si tiene sempre, tavola di legno, chiacchiere e confidenze q.b. e via!
Speravo di riuscire a ricreare quell’atmosfera ma troppe cose lo hanno reso impossibile.
Niente dopo pranzo: è un sabato pomeriggio con marito ipnotizzato davanti al computer e figlia urlante per la casa.
Niente taverna, camino e asse di legno, solo una scomoda e precaria postazione rimediata sul tavolo del salone in laminato.
Chiacchiere e confidenze? a noi donne difficile che ci manchino ma l’interlocutore?
Niente semola che rendeva tutto semplice e piacevolmente lavorabile e soprattutto…. niente mamma… 🙁
Vabè, però mentre le facevo l’ho pensata sempre; sarà per questo che sono venute comunque bene!

Ingredienti per le orecchiette:
300g di farina 0
100g farina grano saraceno
200g di acqua tiepida
un bel pizzico di sale

Ingredienti per il condimento:
1 broccolo
1 spicchio di aglio
1 cucchiaino di capperi dissalati
4 pomodori secchi
olio evo
sale
peperoncino

Procedimento per la pasta:
In una larga ciotola, mescolate le farine ed il sale ed aggiungete pian piano l’acqua tiepida. Impastate fino ad ottenere un panetto morbido e lavorabile  e fatelo riposare in frigo.
Confezionate le orecchiette come da tradizione e  poi mettetele distanziate su dei piani infarinati. Io le ho fatte la sera per il giorno dopo, così hanno avuto tutta la notte per asciugare. Con queste dosi ho ottenuto 480g di orecchiette.

Per questa preparazione ne sono servite la metà così l’altra metà l’ho messa in congelatore per successivi usi (“tanto che ti ci metti….!”).

Procedimento per il condimento:
Sciacquate i capperi e metteteli in ammollo con i pomodori secchi. Lavate e pulite il broccolo poi riducetelo in cime e cuocetelo al vapore per 10-15 minuti circa lasciandolo al dente.
Prendete un’ampia padella in cui preparerete il sughetto e salterete la pasta. Metteteci poco olio, l’aglio ed i capperi tritati, i pomodorini strizzati e ridotti a listarelle, ¾ dei broccoli cotti e tagliati grossolanamente. Prendete l’altra parte dei broccoli e frullateli fino ad ottenere una cremina aiutandovi con l’acqua della cottura a vapore degli stessi. Aggiungerla al resto degli ingredienti già in padella e fate insaporire il tutto.
Portate a bollore l’acqua di cottura al vapore dei broccoli (io non metto altro sale) e tuffateci le orecchiette per 7-8 minuti. Una volta cotte ma ancora al dente scolatele, ma non troppo e saltatele con il condimento preparato lasciando la preparazione cremosa. Tendendosi ad asciugare in fretta, aggiungete un po’ di acqua di cottura della pasta, poi un bel giro d’olio crudo per tutti, ed un peperoncino sbriciolato per i grandi e buon appetito!

Porri e patate con crema all’aglio


Semplici patate al forno. Niente di nuovo o di speciale ma per me questa preparazione, oltre ad aver soddisfatto tutti, rappresenta un po’ l’inizio della mia avventura  oltre frontiera, essendo una delle prime cene realizzate per la mia famiglia con il forno cinese!
Nella sua semplicità di ingredienti e banalità di preparazione, è comunque una certezza di gusto e riuscita.

Ingredienti:
4  grosse patate
2 porri
4 teste d’aglio intere
timo  secco
4 cucchiai di olio evo
Sale

Procedimento:
Pelate le patate e tagliatele a tocchetti, scartate la parte verde  dei porri e affettateli a rondelle  da circa  un centimetro ed eliminate la base delle teste d’aglio. Posizionate porri e patate su un’ampia teglia da forno e conditele con olio, sale e timo e sistematele in modo uniforme senza sovrapporle. Aggiungete anche le teste d’aglio intere appoggiandole sulla loro base.
Cuocete in forno preriscaldato a 200° per circa mezz’ora. Al termine della cottura, prelevate le teste d’aglio (occhio che scottano!) e schiacciatele con una forchetta raccogliendone la polpa in una ciotola.

Diluitela con poco olio, aggiungete a piacere altro timo e sale, mescolate il tutto e riducete il composto a purea, schiacciandola e sbattendola brevemente con una forchetta. In un attimo avrete una salsina. Servitela come accompagnamento ai porri ed alle patate sfornate.
Fintanto che preparate la salsina, se come me, preferite una preparazione più abbrustolita,   accendete il grill per 5  minuti e fate dorare nel frattempo porri e patate.
Se pensate che la salsa sia troppo forte, vi sbagliate! Io detesto e non digerisco l’aglio crudo, ma questa cremina mi ha piacevolmente stupito, perché profumata e delicata. Provare per credere.

Colazione centrifugata

Amo le centrifughe: così sane, fresche e colorate, da qualche mese sono diventate la nostra abituale colazione, soprattutto mia e di Linda che ne va matta. Mi diverto anche a sperimentare abbinamenti nuovi con tutte le varietà di frutta e verdura che troviamo quì. Conto di mostrarvi tutte le varianti nei prossimi post.
Ecco cosa mettiamo nella nostra colazione centrifugata.

Ingredienti:
2 carote
2 coste di sedano
1 mela rossa
1 cm di radice di zenzero fresco

Procedimento:
Niente di più semplice: lavate per bene la frutta e la verdura, lasciandone la buccia e poi spezzatela in modo che entri senza forzare nel boccale dell’apparecchio.

Inseritela un pò alla volta nella centrifuga che ne estrarrà in un attimo tutto il succo:

Bere subito e…ahh! Un’ondata di gusto, freschezza e vitamine!

Non fatevi frenare dalle apparenze: questa frutta e verdura si sposano benissimo ed i loro succhi bevuti di primo mattino sono l’ideale  perchè aiutano il nostro organismo  nella sua azione depurativa avviata nella notte.
Se non avete la centrifuga…compratela che vi fa bene e vi piacerà tantissimo!

Se non credete a me, allora guardate Linda che si fa fuori il suo bicchierone! !

Zuppa di miglio e daikon

Questa zuppetta è stata il primo tentativo di provare ad assaggiare il daikon cotto coniugandolo con qualche altra verdura di fondo frigo. Finora l’ho sempre mangiato ed apprezzato crudo, tagliato sottilmente, da solo o nelle insalate e per quella sua freschezza e sapore di ravanello,  a me è sempre piaciuto, ma non al resto della truppa!
Eccolo ancora intero…

Cercando informazioni su questo tubero, ho scoperto le sue innumerevoli proprietà che sono eccellenti ed intatte da crudo, ma significative anche dopo breve cottura: scioglie i depositi di grasso in eccesso, è un valido aiuto contro i disturbi epatici, ha proprietà diuretiche, drenanti e depurative delle vie urinarie e favorisce la digestione di alimenti fritti o ricchi di grassi (ecco perchè i cinesi ne consumano a sporte, loro friggono tutto!!!).
Trattandosi come dicevo di un esperimento, onde evitare disertori a tavola, ho preparato questo piatto solo per me che a pranzo resto sola soletta e devo dire che mi è proprio piaciuta tanto questa zuppetta!
Il daikon in cottura perde le sue note piccanti ed il suo gusto si arrotonda assomigliando più a quello di una succosa e delicata patata…
Ingredienti:
1 cipolla
1 zucchina
1 carota
1 costa di sedano
1 daikon
erba cipollina
80g di miglio
acqua
dado vegetale autoprodotto
olio evo

Procedimento:
Dopo averle lavate e mondate, tagliate a piccoli pezzi tutte le verdure, mettetele in una casseruola e copritele con l’acqua.

Quando inizia a bollire, per rendere il tutto più saporito, aggiungete 2 cucchiaini di dado vegetale. Questo è il mio autoprodotto (appena lo rifaccio vi posto la ricetta!, eccola quì):

Lasciate cuocere circa 15 minuti a fiamma bassa.
A fine cottura, prelevate 1/3 della preparazione e frullatela con il minipeemer lasciandola piuttosto liquida. Mettete la crema di verdura ottenuta in un pentolino, portatela a bollore e versateci il miglio, precedentemente sciacquato e ammollato. Io a questo punto spengo la fiamma e faccio gonfiare il cereale  solo con il calore del brodo perché al dente a me piace di più e conserva meglio i suoi nutrienti. Se volete, potete cuocerlo ancora un po’ aggiungendo brodo o  acqua calda.
Una volta pronto riunite il miglio  con le verdure ormai cotte, aggiungete l’erba cipollina tritata ed un giro di olio a crudo.
La sera, i miei due ignari amori l’hanno mangiata pensando alla “solita minestra” ed hanno gradito, soprattutto Linda che ha anche scambiato il miglio per la pastina all’uovo!
A piatto finito ho svelato che era fatta anche con il daikon e loro: “daikè”?

Lumachine mung bean


Questa è una ricetta di recupero dopo esperimenti con nuove materie prime cinesi.
Avevo cotto parecchi fagioli mung (un piccolo fagiolo tipico dell’Asia erroneamente chiamato soia verde) per una zuppa, ma non essendo ancora riuscita a domare pentole e gas disposizione il risultato non è stato brillante e si sono cotti eccessivamente. La cena l’ho rimediata riducendo il tutto ad una crema e servita con crostoni di pane ma ne è avanzata  comunque un pentolone. Che farne?
Se legumi e pane vanno d’accordo, perché non provare a fare un pane con i fagioli? Cercando su Vegablog ho trovato le  Chioccioline di fagioli di Acquaviva ed ho adattato la sua ricetta  agli ingredienti che avevo a disposizione.

Ingredienti per 8 lumachine:
400 g di fagioli mung cotti e frullati
200g farina di farro integrale
2 cucchiai di amido di mais
1 bustina di lievito cremor tartaro
mezzo cucchiaino di sale
5 cucchiai di olio di semi di girasole
rosmarino tritato
mezzo bicchiere di acqua
semi di sesamo

Procedimento:
In un’ampia ciotola versate la crema di fagioli (lasciatela abbastanza densa per non dover poi aggiungere troppa acqua per impastare), aggiungete e mescolate tra loro prima tutti gli ingredienti solidi quindi farina, amido,  lievito, sale e rosmarino, poi per ultimo aggiungere l’acqua, quanta necessaria per ottenere un composto morbido, come per fare la pizza. Accendete il forno a 180° funzione statico. Dividete l’impasto in 6 – 8 parti dalle quali ricaverete altrettanti rotolini sottili e lunghi 30 cm. Arrotolateli su loro stessi per creare una spirale. Adagiateli su carta da forno, spennellare con poco olio per far aderire i semi di sesamo che sono facoltativi. Infornare per 30 minuti.
Cotti si gonfieranno e sembreranno proprio delle lumache (così ha detto Linda che le ha prima ammirate e poi divorate).

Ottimo piatto unico se si  utilizza come pane per accompagnare delle verdure  cotte o grigliate oppure tagliatele a metà e farciteli con fantasia. Il profumo che ha inondato la casa era molto invitante. Abbiamo fatto fatica ad aspettare che si intiepidissero prima di addentarle!

Biscotti di prova


Questi biscotti sono il mio primo esperimento dolce realizzato in Cina.
Semplici e senza troppe pretese, ma sicuramente sani e leggeri, nascono dall’esigenza di:
–    provare la resa e le caratteristiche delle farine di grano del luogo visto che la scorta proveniente dall’Italia è molto limitata. Nulla si comprende dalle scritte e le etichette riportate sulle confezioni è indispensabile sperimentarne un po’ prima di trovare il tipo più adatto per ogni ricetta;
–    utilizzare la farina di riso che adoro perché rende tutto friabile e inzupposo e che quì, a differenza che da noi, si trova di buona qualità ed a basso prezzo;
–    testare il forno nelle preparazioni dolci e le sue temperature;
–    preparare delle sane colazioni  per il breakfast a scuola della mia piccola puzzola;
–    occupare un’oretta di una domenica mattina umida ed uggiosa;
–    inaugurare gli stampini comprati all’Ikea  di Shanghai con gli animali del bosco!
Con tutte queste motivazioni, mi scuserete se non inauguro questo spazio con una ricetta con gli effetti speciali….

Ingredienti:
200g farina 00
50g farina di riso
50g di olio di girasole
80g di zucchero
80g latte di soia
mezza bustina di lievito cremor tartaro o altro adatto ai dolci
un pizzico di cannella in polvere

Procedimento:
Tutto molto semplice e rapido. In una ciotola capiente versate e mescolate tutti gli ingredienti secchi poi, alla miscela ottenuta fate un craterino dove verserete olio ed il latte. Iniziate ad unire, dal centro all’esterno, gli ingredienti liquidi con quelli polverosi. Dovrete ottenere un composto morbido ma lavorabile con le mani, come una frolla. Fate poi  riposare in frigo per una mezz’oretta avvolto in pellicola. Trascorso il tempo del riposo, accendete il forno regolandolo a 180°, stendete la pasta su un piano infarinato fino ad un o spessore di mezzo centimetro poi ricavatene le forme che vorrete. Linda per i suoi biscotti ha scelto la lumaca, il riccio e lo scoiattolo.
Allineate i biscottini ottenuti su una teglia imburrata e infarinata (aimè qui non sanno cosa sia la carta da forno, ma voi sì, quindi usatela pure!) e infornate per 8 -10 minuti.

Dopo averli preventivamente assaggiati, Linda ne ha infilati 5 nel suo lunch – box!
Questa è una base leggera che può essere aromatizzata in mille modi: buccia di limone, zenzero, altre spezie, frutta secca a pezzetti o ridotta a farina, anice, cacao, cioccolato in scaglie ecc.
Quindi spazio alle varianti ed alla fantasia!