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Ricette

Pate’ di lenticche rosse e anacardi

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Ed ecco che senza accorgermene, e’ passato un mese dall’ultimo post, praticamente un record negativo che forse, visto come si vanno mettendo gli impegni, continuero’ a battere…
Pero’ non mollo e, seppur con meno frequenza, continuero’ a pubblicare per me e per voi, e soprattutto per quanti ogni tanto, mi riportano all’ordine 😉 Grazie!!
Oggi salsetta veloce e particolare che si puo’ prestare a diverse occasioni golose;vediamo se vi piace…

Ingredienti:
200g di lenticchie rosse decorticate
½ litro di brodo vegetale
80g di anacardi
2,3 scalogni
1 spicchio di aglio
1 cucchiaino di garam masala
½ cucchiaino di paprika
q.b. di prezzemolo tritato
q.b. di sale e pepe
q.b. di olio evo
    
Procedimento:
Per prima cosa sciacquare e cuocere le lenticchie nel brodo, regolando la quantità di liquido in cottura. Dopo circa venti minuti dovreste avere delle lenticchie morbide ed asciutte. Scolatele, tenendo da parte il brodo in eccesso se ce ne sara’, e ponetele in un contenitore di vetro a freddare.
Nel frattempo tritate gli scalogni, stufateli in padella con poco olio e acqua in pari quantita’ e poi uniteli alle lenticchie, aggiungendo anche gli anacardi, l’aglio, e le spezie (sostituibili dal curry e cumino se piacciono di piu’).
Frullate con un minipeemer  fino ad ottenere una pasta densa,  unite il prezzemolo tritato, un giro di olio e regolate di sale e pepe.
Per una salsa piu’ liscia e cremosa, adatta anche a condire pasta ed ortaggi, potete tenere un po’ in ammollo gli anacardi prima di frullarli, ma anche cosi’, leggermente ruvida si sposa comunque con tutto, provate…

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A mio gusto la dolcezza di base di questo pate’ si abbina perfettamente con il pane di segale, perfetto in questo caso quello bello umido e compatto.
Spalmatecene un’ abbondante dose e servite con pomodorini freschi per un aperitivo davvero originale! 😉

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Orecchiette in salsa morbida di porcini e tartufo

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Quando la gola chiama, la famiglia risponde in coro… Complice un inaspettato pomeriggio piovoso e della farina integrale da consumare, ho deciso di fare le orecchiette e soprattutto mi sono divertita ad insegnarle a mia figlia che gia’ al terzo tentativo, nel confezionarle, andava via come  un treno ! 🙂

Ingredienti per le orecchiette:
200g di semola rimacinata
200g di farina integrale
½ cucchiaino di curcuma
200 ml circa di acqua tiepida

Ingredienti per la salsa:
1 porro
200g di porcini trifolati con olio, aglio e prezzemolo
2 cucchiai di salsa tartufata
q.b. di olio evo, sale e prezzemolo tritato


Procedimento:

Con la mia fedele aiutante, che vedrete  all’opera, ho preparato le orecchiette per poi surgelarle, pronte per realizzare questo fantastico primo piatto 😉
In un’ampia ciotola mescolate le farine con la curcuma, fatene una fontana ed iniziate ad aggiungere acqua facendola assorbire dalle farine. Appena raggiungete una consistenza soda, ma morbida e lavorabile, maneggiatela qualche minuto.
Avvolgete la pasta ottenuta nella pellicola trasparente, munitevi di tagliere e coltello a seghetta e cominciate a fare le orecchiette.
Ricavate un rotolino di pasta dall’impasto, tagliatelo in piccoli gnocchetti, poggiate su ciascuno il coltello di piatto, dalla parte della lama partendo dalla parte alta del dadino di pasta e tirate verso di voi spingendo verso il tagliere. Rovesciate il dischetto arricciato ottenuto sul vostro pollice per realizzare la tipica orecchietta.
Se non avete capito il mio speedy riepilogo, ecco Linda che vi mostra come si fa!

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Eccola mentre fiera vi vostra la sua orecchietta perfetta, oltre al nuovo sorriso draculino…

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Man mano che le preparate, disponetele su dei vassoi infarinati e lasciatele asciugare. Quando sono ben asciutte possono essere consumate o surgelate dentro bustine alimentari.
Se le orecchiette le ha praticamente fatte mia figlia, al condimento almeno ci ho pensato io 😉
In una larga padella ho stufato il porro a mezze rondelle con poco olio ed acqua aggiungendo un pizzico di sale e pepe. Una volta ammorbidito ho unito i funghi che avevo gia’ trifolato e condito (ne ho sempre una scorta di quelli raccolti in montagna, semplicemente meravigliosi!), stemperato la salsa tartufata e lasciato ad insaporire a fiamma bassa per un minuto.
Ho prelevato  1/3 della salsa e l’ho ridotta a crema con il minipeemer e riunita al condimento di base. Se serve, per mantenere il composto morbido,  aiutatevi con dell’acqua di cottura della pasta che avrete gia’ messo sul fuoco.
Ho infine tuffato le orecchiette in acqua bollente che in pochi minuti tornano a galla (qualcuno di piu’ se si mettono da surgelate), scolato ma non troppo e saltato la pasta nella salsa cremosa di porri, funghi e tartufo. Completato con un giro di olio a crudo, una leggera macinata di pepe e prezzemolo tritato.
“Un piatto da Re”! Ha sentenziato mio marito mentre Linda divorava felice, in un religioso  silenzio, il suo gustoso lavoro 🙂

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Cipolle croccanti

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La prima volta che le ho fatte ero ancora in Cina, incuriosita dalla lettura di qualche ricetta che le prevedeva e di molti italiani che raccontavano di acquistarle in barattolo ogni volta cha andavano a far shopping all’Ikea. Cosi’ le ho cercate con curiosita’ all’Ikea di Shanghai ma senza esito e mi sono detta: “allora le preparo da me”!!
Di una semplicita’ disarmante, non possono ormai mancare, sempre pronte all’uso, anche nella mia dispenza italiana 😉

Ingredienti:
2 cipolle dorate
q.b. di farina integrale, di riso e maizena

Procedimento:
Sbucciate  le cipolle, tagliatele a meta’ nel senso della lunghezza e ottenete delle sottili mezze lune che potrete nuovavente ridurre a meta’.
Versatele in uno scola pasta ed iniziate a cospargerle di farina nel mix preferito, anche senza glutine.
Lavoratele con le mani, rivoltandole e sfregandole, aiutandovi con altra farina separando quelle che tendono ad aggregarsi, in modo che ogni pezzetto di cipolla sia ben rivestito di farina e ben asciutto.
Distribuitele ora uniformente su una placca coperta di carta da forno, anche se non attaccheranno granche’ed infilatele nel forno a 120° per un paio d’ore circa, dipende dall’umidita’ delle cipolle. Io le preparo spesso, soprattutto quando devo accendere il forno per altre preparazioni: non appena sforno pane, polpette o quant’altro,  inforno le cipolle infarinate abbassando la temperatura indicata e le lascio finche’ non sono pronte.
Estraetele quando si saranno ridotte di volume, saranno asciutte e sonanti, fatele freddare e conservatele in un barattolo di vetro. Si manterranno per mesi, ma considerata la loro bonta’ finiranno moooolto prima!

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Si potrebbe anche aggiungere sale ed olio prima di aggiungere le farine, immagino saranno piu’ intenze, ma a noi piacciono cosi’, al naturale 😉  E che profumo sprigionano mentre asciugano in forno!!
Mia figlia me le ruba dal barattolo come la maggior parte dei bimbi fa con le caramelle!
Il loro impiego e’ davvero infinito: nelle insalate, sopra le vellutate di verdura, in zuppe e minestre, sulla pasta, panini, crostini, spalmabili o dove la vostra fantasia vi suggerisce, ma provatele anche semplicemente come snack, vi conquistera’!!
Quindi forza, fatene una bella scorta perche’ ci saranno mille modi ed occasioni per gustarle 😉

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Ah, dimenticavo, anche le cipolle rosse di tropea, dal gusto piu’ deciso, ci vengono benissimo!

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Torta Riccio

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Fare questa torta mi ha dato grande soddisfazione: praticamente una giornata di lavoro dovendo autoprodurre tutto, ma talmente buona e bella che ha valso tutto il tempo dedicato, ma nessuna fatica perche’ mi sono divertita troppo a crearla!
Era ovviamente l’occasione piu’ speciale dell’anno, il compleanno di mia figlia, e la volevo golosamente sorprendere…ma a bocca aperta non ci e’ rimasta solo lei…
Se vorrete provarci anche voi ecco tutte le indicazioni; tempo, pazienza ed amore fara’ il resto…

Ingredienti:
Pan di Spagna seguendo la ricetta di Chicca 😉

Per la crema pasticcera al cioccolato:
500g di latte di soia
25g di farina di farro
8g di amido di mais
20g di olio di girasole
50g di zucchero di canna
1pizzico di vaniglia in polvere
80g di cioccolato fondente

Per la bagna:
100g di acqua
50g di zucchero di canna
scorze di arancia non trattata

Per la finitura:
400 ml di panna vegetale da montare
q.b. di cacao amaro
2-3 manciate di pinoli
una piccola porzione di caramella a nastro
2 confettini

Procedimento:
Per prima cosa dotatevi di uno stampo rettangolare e preparate il pan di Spagna seguendo la ricetta di Chicca; io come variante ho sostituito la manitoba con farina zero, ridotto lo zucchero a 100g ed eliminato il liquore, visto che si trattava di una festa anche per bambini. Si puo’ preparare anche il giorno prima, anzi meglio,  tenendolo avvolto nella pellicola per non farlo asciugare troppo.
Mentre il pan di Spagna raffredda occupatevi della crema al cioccolato.
In una ciotola diluite la farina e l’amido in 100g di latte sciogliendo bene i grumetti. In un pentolino versate il latte rimanente, l’olio, lo zucchero e la vaniglia.
Portate ad ebollizione, unite la farina e l’amido diluiti e, mescolando continuamente con la frusta, lasciate bollire 2 minuti, poi aggiungete il cioccolato (togliendome una piccola quantita’ chee servira’ per la guarnizione) e lasciate cuocere 1 minuto.
Versate la crema in una ciotola  e lasciate intiepidire coprendola con pellicola a contatto.
Preparate ora la bagna neutra mettendo a scaldare in un pentolino l’acqua, le bucce di arancia e lo zucchero finche’ non si sara’ sciolto e far freddare.
Una volta che tutto e’ arrivato a temperatura ambiente iniziano le danze!
Prendete una bella ciotola di acciaio o ceramica piuttosto profonda e rivestitela internamente di pellicola.
Tagliate il pan di Spagna a fette da circa 1cm e ricopriteci tutto l’incavo della ciotola, umiditele leggermente con la bagna e coprite con uno strato di crema. Proseguite in questo modo fino ad aver riempito la ciotola come uno zuccotto finendo con uno strato di pan di Spagna.
Capovolgetelo ora su un vassoio rettangolare tenendovi da una parte e togliete la pellicola.

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Cominciate a creare il musetto. Stesso procedimento di prima ma tutto ad occhio visto che nessuna forma ci viene in aiuto;  non e’ impossibile come vedete qui’ sotto, solo un po’ di pazianza, ritagli di pasta e l’accortezza che la sagoma sia uniforme e regolare. Non serve che facciate un’operazione perfetta, perche’ poi andra’ tutta ricoperta e le magagne non si vedranno piu’!

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Ricoprite ora con  la panna montata lasciandone un po’ da parte per la decorazione finale.

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Spolverate il corpo con il cacao passato al setaccio  proteggiendo il bordo del muso (basta un piatto a testa in giu’) ed il vassoio.
Ricoprire la superficie con i pinoli disposti in modo regolare e rivolgendo la punta in alto.

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Ripulite intorno al corpo del riccio, dove un eccesso di cacao potrebbe essersi  accumulato, con un panno da cucina umido.
Sciogliete il cioccolato messo da parte e con l’aiuto di un cucchiaino create due dischetti ed il naso poggiandovi su carta da forno. Aggiungete i 2 confettini per creare il punto luce  sugli occhi e lasciate indurire.
Sagomate dalla striscia di caramella due cerchietti, piegateli un po’ a meta’ e poggiateli tra la panna ed il cacao, subito prima dei pinoli, per creare delle piccole orecchie. Ricavatene ora una sorta di triangolo dagli spigoli arrotondati, poggiatelo sul musetto, sporcatene il centro con una punta di panna che fara’ saldare il nasino di cioccolato da poggiare sopra.
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Posizionate anche gli occhi ed il riccio e’ pronto!!! Non male vero per un’autodidatta  :mrgreen: !!
Ora decorate  la base di appoggio a piacere: io ho colorato di verde (anche se sembra celestino 🙁 )la panna residua e creato agli angoli del vassoio un prato fiorito con un sac a poche e dei fiorellini di stoffa. Saranno la base per le candeline perche’ chi avrebbe avuto il coraggio di conficcarle sul riccio! 😉

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Successo assicurato ragazzi, perfetta per una festa tra bimbi 😉
Che emozione vederli increduli mentre la portavo a tavola ed accendevo 6 candeline!! Tutto il lavoro fatto ripagato dalla felicita ‘ di Linda, che continuava a dire “ma mamma, come hai fatto!?!!”…

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E poi non e’ stato trascurato neanche  il suo buon sapore…

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Secondo me, puo’ essere anche un dolce alternativo per Pasqua invece della solita colomba, che non mi ha mai fatto impazzire neanche nella versione onnivora se non per la glassa croccante e mandorlosa in superficie…

Ecco perche’ con questa idea partecipo alla raccolta di Golosita’ Vegane

e all’ Happy Birthday contest di Germogli di soia

Quest’anno preferisco un dolce e simpatico animaletto che incarna con gioia il risveglio della natura e dei buoni sentimenti
nella festa e nella stagione della vita e del rinnovamento!!
Pace a tutti

Rosette di mais

Oggi i panini sono dorati come ad invocare il sole che ha fatto capolino per qualche giorno per poi di nuovo sparire dietro il freddo, le nubi, la pioggia…
La primavera, quella vera, quest’anno tarda ad arrivare ed io non posso che incoraggiarla, tanta è la voglia di bagni d’aria e di sole così rivitalizzanti dopo un lungo e umido inverno.
Come ho realizzato la loro forma?
Con un’idea semplice  che però non mi era mai venuta prima: panini simil-rosette ottenuti con un taglia mela 😉

Ingredienti:
250g di farina integrale
100g di farina di mais fioretto
100g di farina 0
50g di semi tritati  girasole
1 cucchiaino di lievito di birra secco
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di zucchero
370g circa di acqua tiepida


Procedimento:

La modalità  è la solita del mio Pane niente scuse dove trovate tutti i passaggi fotografici ma che brevemente copio, taglio ed incollo.
Versate in un’ampia ciotola le farine, i semi, aggiungete il lievito, lo zucchero, il sale e miscelate le polveri. Versatevi l’acqua tiepida tutta in una volta  e rimestate gli ingredienti pochi attimi con una forchetta.
Sollevate la massa ottenuta, mettete sul fondo della ciotola una manciata di farina e riposizionate la pasta nel contenitore e coprite con un coperchio o della pellicola alimentare.
Lasciatelo riposare nel forno spento dalle 9 alle 12 ore; tutta la notte andrà benissimo.  Dopo questo lungo e tiepido riposo, la massa si presenterà  gonfia, bollosa ed appiccicosa.
Ora infarinatevi le dita e staccate per bene l’impasto dalle pareti della ciotola. Rovesciate la pasta su di un piano infarinato,  ripiegate la massa si se stessa piegando l’impasto dai quattro lati  verso il centro, bagnandovi le mani con dell’olio o infarinandole nuovamente e risistematelo nella ciotola con le pieghe in sotto.
Lasciarlo riposare così coperto un’altra ora dentro il forno con la sola luce accesa e poi dategli la forma che vorrete.
Per fare le rosette ho ricavato delle palline di circa 120g dall’impasto, ho appoggiato il tagliamela leggermente infarinato sulla loro superficie premendo leggermente la pasta e lasciando i caratteristici segni.


Ho fatto poi riposare capovolte le aspiranti rosette  un’ora circa. Questo è solo un accorgimento, non indispensabile, ma ho notato che permette di mantenere meglio la loro forma durante la lievitazione 😉
Una volta lievitate le ho rigirate sulla teglia ed infornate a  250° funzione statico, lasciandole a questa temperatura per 5 minuti, ho poi abbassato a 220° e fatte cuocere per 15 minuti e poi ancora a 200°  per altri 10 minuti circa.
A metà cottura potete togliere i paninetti  dalla teglia appoggiandoli sulla grata del forno in modo che asciughino e cuociano meglio.

Le vostre simil rosette leggere e fragranti sono pronte per essere gustate al naturale o  per una fantastica veg farcitura 😉
E voi, che ci mettereste dentro, magari per Pasquetta?!  Eccole che aspettano il vostro condimento… 😉

Tagliatelle di mais con pesto di verza e arachidi

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Della serie: “la primavera puo’ ancora aspettare…”, volete un’idea per smaltire le ultime foglie di verza in frigo? Oppure come me, vi piace cosi tanto che non ne avete mai abbastanza di sperimentare con questo  fantastico ortaggio?
Decidete voi, io intanto vi passo una gustosa idea , facile e veloce da provare subitissimo, prima che sparisca dagli scaffali dell’ortofrutta…


Ingredienti:

250 g di tagliatelle di mais
200g di verza (4 belle foglie circa)
2 cucchiai di basilico
2 cucchiai di arachidi
1 cucchiaio di pinoli
1 spicchio di aglio
mezzo cucchiaio di lievito alimentare
q.b. di olio evo, sale e pepe


Procedimento:

Lavate e scottate le foglie di verza per un paio di minuti, lasciandola quindi croccante e di un bel verde brillante. Scolatela, fatela intiepidire, strizzatela e tagliatela grossolanamente.
In un frullatore mettete la verza (privata delle coste centrali più coriacee), il basilico (io ho utilizzato una piccola scorta nel freezer 😉 ), le arachidi, i pinoli, l’aglio, un pizzico di sale ed un giro d’olio e riducete il tutto ad un patè denso.
Versate il pesto in una larga padella, aggiungete altro olio, una macinata di pepe secondo gusti e poca acqua di cottura della pasta.
Appena cotte le tagliatelle (abbiate cura di tenerle al dente e di acquistarne senza emulsionanti animali – E 471 -come giustamente ci avverte Chicca in questo suo post), saltatele nel pesto e completate se serve con un filo d’olio e pepe.
Qualche arachide tritato sopra non sarebbe stato male, soprattutto come quelle che uso io, visto che sono naturali e le tosto all’ultimo in padella, ma in questa occasione mi sono dimenticata di tenerne qualcuna da parte e sono  finite tutte nel frullatore 🙁

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Sarà per la prossima visto che erano buonissime e ho intenzione, ancora per un po’ di acquistare le verze prima di dare loro il definitivo stagionale addio!!

Riso porpora… da SuperChef!

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Ebbene si’, c’ero anche io!!!!
Ho partecipato alla fine di gennaio a “SuperChef”, evento organizzato da VeganLab, alla ricerca di nuovi e motivati collaboratori 100% vegan per ampliare il loro staff e portare i corsi di cucina naturale e e cruelty free in tutta Italia.
Ma andiamo per ordine che vi racconto tutto, aiutata da qualche link…
Gli ultimi giorni dell’anno parte la “campagna acquisti” e, invitata dagli organizzatori non so resistere, cosi’ spedisco domanda e curriculum – vediamo che succede…
In pochi giorni mi dicono, pervengono decine e decine di domande: sara’ quindi necessaria una selezione delle richieste perché all’Evento SuperChef a Marina di Carrara non ci sarà spazio per tutti gli interessati…
Aspetto e spero per qualche giorno poi la mail: “Cara Marta, sei stata selezionata! Scegli una ricetta, porta gli ingredienti con te ed eseguila di fronte ad una giuria di esperti in venti minuti! Wow, oddiooooo!!!!!!!!
Ci ho pensato un po’ su poi mi sono decisa: eccomi il  28 gennaio, nel secondo giorno di casting, mentre realizzo la mia ricetta…emoziooooooneeee!!!!!

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Piatto finito! Ci ho messo un po’ di più perdendomi tra racconti della Cina e del mio percorso verso la cucina vegan ma alla fine sono riuscita a servire alla giuria, calde calde, le mie crocchette di miglio in salsa di yogurt di soia 😉
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La ricetta é la stessa che ho proposto sul blog qualche tempo fa, eccola QUI, solo che l’ho stagionalizzata sostituendo l’estiva zucchina con una testa di broccolo ed ingolosita servendola con una salsa fredda  fatta con yogurt, succo di limone, lievito alimentare, olio, paprika e cipolla rossa tritata! Vi piace?
A loro sembrava di siiii!
Finito il casting abbiamo fatto una chiacchierata e ci sono state illustrate le possibilità che questa occasione apriva…

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Dopo due giorni di ricette vegan, proposte da una ventina di “chef” osservate all’opera  ne sarebbe stato scelto  un piccolo gruppo da formare per poi iniziare a collaborare per la realizzazione di corsi ed eventi, ognuno nella propria Regione di residenza…
Ci si saluta quindi con tante aspettative, nella speranza di essere riuscite a trasmettere e dimostrare l’amore, la passione ed un pizzico di abilità per questo tipo di cucina nonchè la voglia di trasmetterla agli altri e di essere al più presto contattate per il prossimo, entusiasmante step…
Una foto ricordo, (non si sa mai…) con i mitici Sauro e Renata di Veganblog, dal quale é nato VeganLab grazie alla passione  ed al lavoro di Laura Meccheri e del suo staff e me ne torno a casa felice, entusiasta della giornata e di nuovo in attesa!!!!

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Se volete curiosare ancora un po’, QUI trovate il link alla prima giornata di casting e QUI della seconda, con tanto di video, dove c’ero anche io! QUA invece l’articolo sull’evento definito “vera cucina e simpatia!”, pubblicato sulla Gazzetta di Viareggio, a cura del critico gastronomico in giuria che mi nomina… Sono piccole, grandi soddisfazioni! :mrgreen:

Altre ore quindi di trepidante attesa e poi il “verdetto”: il 23 febbraio é organizzata una giornata formativa per i primi selezionati, per gli altri ci saranno altre e nuove occasioni… una mail con 7 nomi, 7 ammessi….e ci sono anche io!!!!!!!!!!
E che giorno é oggi che scrivo questo post? Il 23 febbraio mi risponderete. E allora che cacchio ci fai a casa  davanti al PC invece di essere con le mani in pasta!?
Che dirvi cari amici senza intristire anche voi: in queste ore dovevo essere in quel di Camaiore ad imparare e divertirmi con un’allegra compagnia, mentre a causa della neve, tanta neve che separa me dal resto del gruppo, sono a casa insonne a riflettere e scrivere di  una delle più belle esperienze che avrei potuto vivere e godere…
Mi rassicurano dicendo che la mia assenza non pregiudicherà la possibilità di proseguire nella collaborazione; tranquillizzante  ma magra consolazione; oggi avrei voluto tanto essere con VOI!!!! 🙁
Sveglia alle 3 del mattino per capire se ci fossero margini di movimento, ma fuori é ancora neve, idem presso le città che avrei dovuto toccare lungo il tragitto…non me la sento di rischiare… Pianto di rabbia liberatorio ed il sonno ormai svanito…che fare?
Mi ricompongo e riparto di slancio: devo fare comunque pratica per non restare indietro e cosi anche per me sarà una giornata all cooking :mrgreen:
Ore 5 del mattino: impasto mezzo chilo di farina e via, orecchiette per scaricare lo stress!
La giornata poi continua per tutti; occhio ogni minuto all’orologio pensando a cosa staranno preparando insieme in questo momento: il clima sereno, le risate, le tante cose interessanti da memorizzare; mi sembra di sentirle…
Io invece devo preparare il pranzo, come ogni sabato fra tanti e, in onore all’allegra brigata in quel di Camaiore, mi viene in mente una ricetta realizzata il giorno del casting da una collega di fornelli, Anita, che veniva per l’occasione addirittura da Messina!! La preparazione non sono riuscita a seguirla ma l’ho assaggiata 😉
Semplice e veloce, colorata ed accattivante, tutti gli ingredienti protagonisti  in frigo, qualche personalizzazione e via di risotto porpora!

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Ingredienti:

250 g di riso integrale
1 cipolla rossa
4-5 fette di barbabietola già cotta
4-5 foglie di radicchio trevigiano
1 manciata di noci sgusciate
q.b. di olio, sale e pepe

Procedimento:
Dopo aver sciacquato e tenuto a bagno la notte, o almeno qualche ora il riso integrale, tostatelo  in un tegame a fondo alto con poco olio, coprite con il doppio del peso di acqua o brodo e portatelo quasi a cottura. Con il lungo ammollo ci vorrà metà tempo e gran parte dell’antipatico amido (digestivamente parlando, si intende!) se ne andrà 😉
Nel frattempo preparate il condimento. Tagliate sottilmente e cuocere in pari parti di acqua e olio evo la cipolla rossa, ma a tegame coperto per non soffriggere. Appena intenerisce e dora aggiungete il radicchio a listarelle e fate stufare a fiamma viva qualche minuto.
A parte ridurre a crema fluida con un frullatore le fettine di barbabietola e mezza manciata di noci, regolate di sapidità, aggiungete poco olio evo ed unite al radicchio stufato.
Unite la salsa al riso quasi pronto e terminate la cottura, basteranno altri 5 minuti.
Regolate di sale, aggiungete una grattugiata di pepe al momento ed impiattate, cospargendo il resto delle noci finemente tritate e qualche strisciolina di radicchio a crudo.

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Un aspetto davvero invitante ed un gusto alla ricerca del giusto bilanciamento dolce – amaro; assolutamente da provare!!! Io di certo lo rifaro’, mi e’ piaciuto tantissimo 😉

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Grazie Anita per il pranzo di oggi e grazie a tutto lo staff di VeganLab per l’occasione che mi avete dato e che spero ci sarà ancora l’occasione di rinnovare…a presto e mi raccomando, aspetto video e dispense della giornata!!!! 🙂

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Biscottini zenzero e noci

Visti tempo fa quelli di Chicca e poi incontrati di nuovo sul sito di Cucina Naturale in versione vegetariana, ho voluto provare una mia versione di questi biscotti allo zenzero.
Sono piuttosto semplici ma molto aromatici, ed ho voluto anche alleggerirli un pochino di grassi e zucchero.
Sono venuti talmente buoni che la prima volta che li ho fatti, ne ho portati una scatola nello stabilimento di  Wuxi, da offrire a mio marito ed ai suoi colleghi italiani che hanno apprezzato svuotando in un attimo tutto il contenitore…

 

Ingredienti:
80 g di farina semintegrale
50g di farina 0
1 cucchiaio di fecola di patate
1 cucchiaio di farina di soia
1 cucchiaino di lievito cremor tartaro
50g di zucchero di canna a velo
50g  di olio di semi di girasole
3 cucchiai circa di acqua
1 cucchiaio di zenzero in polvere
1 pizzico di vaniglia o cannella a piacere
50g circa di gherigli di noce
q.b. di zucchero di canna


Procedimento:

Con un frusta montate lo zucchero con l’olio finchè diventa chiaro e ben sciolto, aggiungete poi la farina di soia, l’acqua e riflrullate.
Aggiungete ora a questo composto tutte le farine setacciate, lo zenzero e se vorrete un altro aroma tra vaniglia e cannella. Io questa volta ho usato la prima, temevo un gusto troppo deciso dato dallo zenzero, ma così non è stato.
Mescolate per bene e fate riposare il panetto, che risulterà leggermente appiccicoso, una mezz’ora in frigo.
Poi recuperatelo e formate delle palline, schiacciatele, passatele nello zucchero di canna e posizionate al centro di ogni biscotto mezzo gheriglio di noce, oppure tirate una sfoglia aiutandovi con un po’ di farina, fate dei piccoli dischi con un coppa pasta e completate come sopra, disponendoli poi su carta da forno.

Infornate a 180° per 10 -15 minuti circa e lasciate intiepidire.
Semplici ma strabuoni! Chicca li consiglia giustamente con il thè, ma a Wuxi, senza fare tante domande su ingredienti o abbinamenti, li hanno presi con il caffè! Gli Uomini!!!!! 😉

Polpettine di noci e carote

Queste polpettine  sono veramente sfiziose! Le ho viste da Katy, un pò di tempo fa (ero ancora in Cina ora che ci penso 🙁 ) e considerato il mio trasporto di gola  per gli ingredienti principali ed il fatto che sono praticamente semi-crude, non ho potuto farmele scappare, così le ho preparate ancora e ancora…
Perfette per un aperitivo originale o come piatto unico dopo una bella insalatona, a patto che  piacciano anche a voi noci e carote, perchè si sentono, non fatevele sfuggire! 😉
Ecco la mia rivisitazione:


Ingredienti:

30g di noci sgusciate
30g di mandorle
160g di carote
60g di pane integrale
4 pomodori secchi ammorbiditi in acqua tiepida
2-3 cucchiai di lievito alimentare
1 spicchio di aglio
1 cucchiaino di miso
1 cucchiaio di semi di lino frullati
1 manciata di erbe aromatiche miste tra prezzemolo, salvia, timo e maggiorana
q.b. di pangrattato

Procedimento:

Per prima cosa, preparate il legante frullando i semi di lino con 3 cucchiai di acqua tiepida e tenetelo da parte.
Nel frullatore invece unite il pane a pezzi, i pomodorini e le erbe aromatiche (utilizzate secondo il vostro gusto e  la stagionalità).
Fate andare fino ad ottenere un composto omogeneo e sabbioso e tenete da parte.
Sempre nel frullatore mettere le noci, le mandorle, le carote a rondelle grossolane, l’aglio, il lievito ed il miso. Fare andare anche questo composto finché non risulta denso e cremoso e, in una terrina, unitelo all’altro precedentemente preparato. Aggiungete il composto di lino e miscelate.
Se serve, regolate la densità del preparato dosando acqua o pangrattato: dovrete ottenere un impasto morbido ma agevolmente maneggiabile.
Con le mani inumidite ricavate delle polpettine, passatele nel pangrattato e sotto il grill del forno a 200° per 10 minuti, o qualche minuto in padella con un filo di olio, giusto per fare la crosticina perché sono ottime anche da crude: assaggiate per credere! 😉
Un gusto intenso ed originalissimo che sorprende ad ogni assaggio 🙂

 

Panciotti di farro alle erbe amare

Era tanto che Linda me li chiedeva…Torte salate ne faccio di rado, ormai non ci piace far passare le verdure per una doppia cottura; per quanto conservativa possa essere,  le preferiamo accompagnate a parte a pane, piadine veg o cereali in chicco, per mantenere al meglio tutte le loro proprietà, ma al cucciolo di casa piacciono molto…
In versione torta, di verdura ne mangia sicuramente di più e se poi sono proposte come  mini porzione, croccanti fuori e morbide dentro, chiede più di un bis!
In realtà dovrebbero chiamarsi panzerotti, ma lei non ricordando il nome e forse ingannata dalla forma rigonfia e panciuta appena sfornati, li ha ribattezzati: e “panciotti” siano! 😉

Ingredienti per la brisè:
150g di farina di farro integrale
3 cucchiai di olio evo
1 pizzico di bicarbonato
1 pizzico di sale
buccia di mezzo limone grattugiato
100 ml circa di acqua

Ingredienti per la farcitura
2 cup di erbe amare e spinaci giù cotti e strizzati
1 spicchio di aglio
250g di tofu
una manciata di anacardi tritati
1  cucchiaio di olio evo
1 pizzico di sale
1 pizzico di noce moscata

Procedimento:
Preparate la brisè mescolando prima le polveri e la buccia di limone che conferirà un buon aroma e poi unite pian piano l’acqua: lavorate energicamente qualche minuto su un ripiano e poi lasciate l’impasto a riposare mezz’ora in frigo, coperto con della pellicola.
Nel frattempo tagliuzzate con le forbici le erbe strizzate, saltatele  iln padella con l’aglio tritato e l’olio lasciando asciugare se serve. Aggiungete il tofu, schiacciatelo con una forchetta ed insaporite con sale a piacere (o salsa tamari come tendo a prediligere), noce moscata, farina di anacardi e lasciate freddare.

Riprendete ora la pasta, stendetela sottilmente su un piano infarinato o un comodo tappetino in silicone, ricavate dei cerchi con una largo bicchiere, ponete al centro un cucchiaio abbondante di ripieno alle erbe e richiudete i bordi facendoli aderire per bene e ripiegandoli su se stessi facendo delle piegoline ogni due cm di bordo. Più facile a farsi che a dirsi…

Disponeteli su una teglia spennellati di olio ed infornate a 180° per 20 minuti circa.

Risulteranno croccanti e dorati fuori ma morbidissimi dentro! Lasciate intiepidire e gustate!

Come vi dicevo avrei sicuramente preferito fare del pane o delle piadine accompagnate dalle verdure saltate a parte e pure senza tofu ed avrei fatto anche prima, ma mi piace quando chiede di una mia specifica ricetta e se posso cerco di accontentarla!
Ogni giorno vede bambini mangiare di tutto e anche se è cosciente che non sono cose salutari, il loro aspetto spesso è invitante e così faccio del mio meglio per non farle mancare anche la piacevolezza estetica dei sani piatti che mangia!
La foto più bella è quella non scattata di lei che ne fa fuori uno dopo l’altro  e che ne  mette da parte tre per  garantirseli come pranzo del giorno dopo  😉